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  • Redazione

Agrigento, Scala dei Turchi "invaded" by hundreds of people despite the seals

The Scala dei Turchi, the white marl cliff of Realmonte (Ag) seized by the Public Prosecutor's Office on February 27th, was stormed again, in the last weekend of July, by the people of Agrigento and tourists.



The complaint comes from the association Mare Amico, which has documented the crowd of people who have violated the seals set by the judicial authorities.


«Last February 27th - Mare Amico Agrigento wrote on his Facebook page - the Agrigento Public Prosecutor's Office seized Scala dei Turchi because it was considered dangerous because of the frequent collapses. Since that day no one has taken care of the necessary controls, in order to prevent visitors from committing the serious criminal offence of "breach of seals", punished with imprisonment from six months to three years. By the summer the site was besieged and continuously violated. All this has already led, inevitably, to the denunciation of more than 100 people».


«On the last Sunday of July - the association says again - the monument was stormed again by visitors and the Carabinieri and the Port Authority had to intervene to restore order. This time, as well as coming in for a quick souvenir, many were lying in the sun and some even planted an umbrella in the marl. So you can't go on!».



(ITA) Agrigento, la Scala dei turchi "invasa" da centinaia di persone nonostante i sigilli


La Scala dei Turchi, la scogliera di marna bianca di Realmonte (Ag) sequestrata dalla Procura dallo scorso 27 febbraio, è stata presa nuovamente d'assalto, nell'ultimo week end di luglio, da agrigentini e turisti. Las denuncia arriva dall'associazione Mare Amico che ha documentato la folla di persone che hanno violato i sigilli posti dall'autorità giudiziaria.



«Lo scorso 27 febbraio - ha scritto Mare Amico Agrigento sulla sua pagina Facebook - la Procura di Agrigento ha posto sotto sequestro la Scala dei turchi, poiché era ritenuta pericolosa, per via dei frequenti crolli. Da quel giorno nessuno si è occupato della necessaria guardiania, al fine di impedire ai visitatori di commettere il grave reato penale di "violazione dei sigilli", punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Arrivata l'estate il sito è stato preso d'assedio e violato di continuo. Tutto ciò ha già portato, inevitabilmente, alla denuncia di più di 100 persone».


«Nell'ultima domenica di luglio - dice ancora l'associazione - il monumento è stato nuovamente preso d'assalto dai visitatori e sono dovuti intervenire i Carabinieri e la Capitaneria di Porto per riportare l'ordine. Questa volta, oltre che entrare per un veloce selfie ricordo, tanti erano tranquillamente distesi al sole ed alcuni hanno incredibilmente piantato pure un ombrellone nella marna. Così non si può andare avanti!»