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  • Gianluca Reale

ArgiNaRe, «with clay we clean the sea from hydrocarbons»

A spinoff in Messina has patented "ArgiNaRe", an innovative product based on natural clay that allows to "clean" quickly the sea water (and not) from hydrocarbons. And that's not all. It can be completely recycled and reused.


ArgiNaRe products

In December 2019 ArgiNaRe was patented and now it is "the spearhead" of the anti-pollution solutions proposed by Athena Green Solutions, an innovative startup in Messina. «We were born as a joint spin-off between the University of Messina and CNR», says Maria Rosaria Plutino, researcher at the Institute for the Study of Nanostructured Materials (ISMN-CNR) and president of the board of directors and scientific director of the startup. «In reality - she reveals - ArgiNaRe product was born before the startup. In fact, with this product our team presented itself at StartCup Messina in September 2018, we won, we reached the regional final and from here to the National Innovation Award, where we were among the four super finalists. In November 2019 we formed a company and in December 2019 we filed the patent, also involving Universities and CNR. They don't put capital, but they give us support in other ways. A "natural" alliance since the team gravitates around the two institutions. «Our multidisciplinary skills have made this project see the light», Plutino adds. With her in Athena's team are Simone Cappello, biologist at the Institute for Biological Resources and Marine Biotechnology (IRBIM-CNR) in Messina, Giuseppe Sabatino, geologist at the University of Messina, Salvatore Magazù, professor of physics at the University of Messina and Giulia Rando, a student who will graduate in July in Chemical Sciences. It was precisely around a study for her thesis that ArgiNaRe was born.


Athena Green Solutions team

The product took its name from the purpose for which it was created: to contain marine pollution, using natural clay to make new hybrid materials capable of absorbing oil, hydrocarbons, waste oils, heavy metals, organic compounds. «We have developed a very versatile material - Plutino explains - which can be used both in powder form as a surface coating, cotton, sponges, but also in the form of panels, grids or bricks. It has a high absorbing power: for example, natural bacteria developed in the sea can degrade 20% of the polluted substance every 3 years; our product degrades 80% in 2 weeks. And since, even after the absorption of the pollutant continues to float on the surface, it can be completely recovered and does not damage the seabed. We then recondition it either chemically or biologically and obtain a reusable material dozens and dozens of times».


A sustainable environmental technology that can be used in many contexts. «Our material - Plutino explains - can also be used to produce very efficient filters for filtering and reclaiming industrial water, in petrochemicals, food and agriculture, making sure that clean water is released».


Now there is the market test. Marketing and sales are handled by an external consultant. The lockdown has slowed down the process, «but from September - Plutino anticipates - we will be ready. We have already had several requests, also from abroad. For now we will rely on third parties for the production of the material, but we expect to develop an independent production from next year».



(ITA) A Messina nasce ArgiNaRe, «con l'argilla ripuliamo il mare dagli idrocarburi»


Si chiama “ArgiNaRe” ed è un prodotto innovativo a base di argilla naturale che consente di “ripulire” velocemente le acque marine (e non) dagli idrocarburi. E non solo. Può essere completamente riciclato e riutilizzato.


A dicembre 2019 è diventato un brevetto ed è “la punta di diamante” delle soluzioni antinquinamento proposte da Athena Green Solutions, una startup innovativa messinese. «Siamo nati come spin-off congiunto tra Università di Messina e Cnr», racconta Maria Rosaria Plutino, ricercatrice dell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN-CNR) nonché presidente del cda e responsabile scientifico della startup. «In realtà – rivela – è nato prima il prodotto ArgiNaRe che la startup. Infatti, con questo prodotto il nostro team si è presentato alla StartCup Messina a settembre 2018, abbiamo vinto, siamo approdati alla finale regionale e da qui al Premio Nazionale Innovazione, dove ci siamo piazzati tra i quattro super finalisti. A novembre 2019 ci siamo costituti in società e a dicembre 2019 abbiamo depositato il brevetto, coinvolgendo anche Università e Cnr. Loro non mettono capitali, ma ci danno supporto in altri modi». Un’alleanza “naturale” visto che il team gravita tutta attorno ai due enti. «Le nostre competenze multidisciplinari hanno fatto sì che questo progetto vedesse la luce», aggiunge Plutino. Con lei nel team di Athena ci sono Simone Cappello, biologo dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM-CNR) di Messina, Giuseppe Sabatino, geologo dell’Università di Messina, Salvatore Magazù, professore di fisica dell’ateneo messinese e Giulia Rando, studentessa che si laureerà a luglio in Scienze chimiche. È proprio attorno a uno studio per la sua tesi di laurea che è nato ArgiNaRe.

Il prodotto che ha preso il nome dallo scopo per cui è stato creato: arginare l’inquinamento marino, usando l’argilla naturale per realizzare nuovi materiali ibridi capaci di assorbire petrolio, idrocarburi, oli di scarto, metalli pesanti, composti organici. «Abbiamo sviluppato un materiale molto versatile – spiega Plutino - utilizzabile sia in polvere come rivestimento di superfici, cotone, spugne, ma anche sotto forma di pannelli, griglie o mattoni. Ha un elevato potere assorbente: per fare un esempio, i batteri naturali sviluppatisi in mare riescono a degradare il 20% della sostanza inquinate ogni 3 anni; il nostro prodotto degrada l’80% in 2 settimane. E siccome, anche dopo l’assorbimento dell’inquinante continua a galleggiare sulla superficie, può essere completamente recuperato e non danneggia i fondali marini. Noi poi lo ricondizioniamo o per via chimica o per via biologica e ne otteniamo un materiale riutilizzabile decine e decine di volte».

Una tecnologia ambientale sostenibile utilizzabile in più contesti. «Il nostro materiale – spiega Plutino - può trovare impiego anche per produrre filtri molto efficienti per il filtraggio e la bonifica di acque industriali, nel petrolchimico, in campo alimentare e agricolo, facendo sì che si rilascino acque pulite».

Adesso c’è la prova del mercato. Commercializzazione, marketing e vendita sono curate da un consulente esterno. Il lockdown ha rallentato il processo, «ma da settembre – anticipa Plutino - saremo pronti. Abbiamo già avuto parecchie richieste, anche dall’estero. Per adesso ci appoggeremo a terzi per la produzione del materiale, ma contiamo di sviluppare una produzione autonoma dall’anno prossimo».