Search
  • Gianluca Reale

Boss released for contagion risk, controversy rages




The controversy arises over the transfer to the home of two mafia bosses, yesterday Francesco Bonura and today Giuseppe Sansone, for health reasons. «If the Surveillance Courts believe that a maid over seventy has pathologies that are not compatible with his detention and is no longer dangerous, no objection to the granting of house. But let's not take Covid-19 as an excuse, please! With the epidemic in the descending phase and being in conditions of necessary isolation at 41 bis, it would be hypocritical to justify release from prison with the risks associated with the coronavirus». So Claudio Fava, president of the Sicilian Regional Anti-Mafia Commission says. For Fava this motivation «would be offensive to the thousands of elderly people who died from the conditions of social and health promiscuity in which they found themselves. If you want to release Bagarella and Santapaola - adds Fava, son of the journalist Pippo, killed by the Catania mafia in 1985 - do so by taking on the responsibility of finding a valid and legitimate justification. That cannot be, four months after the start of the pandemic, the risk of contagion, while thousands of prisoners awaiting trial or with light penalties remain exposed, they yes, to risk of contagion in dilapidated Italian prisons». The mayor of Palermo, Leoluca Orlando, also intervened on the decisions of the surveillance judges. «Beyond the understandable bewilderment that the news has created in the family members of the mafia victims - the mayor said - it cannot be stressed that the transfer to the home of the two bosses appears a clear contradiction of the reasons same for which he would have been willing. When for months it has been argued that isolation and quarantine are the best forms of prevention and health protection, I believe that the 41-bis regime is paradoxically the best form of health protection for prisoners, for prison workers and prisoners' families. To expose the boss to the risks of contagion that derive from making him go to an unprotected environment, I think it is an act which I hope the Court will immediately remedy».


The Lega is also under attack. Matteo Salvini branded the judicial authority's decisions with "shame!". The regional secretary Stefano Candiani and Igor Gelarda, group leader of the municipal council of Palermo, add that «the danger of mafia bosses being released due to the emergency of the covid-19 is something inconceivable. It is something that affects the dignity of Sicilians in the heart». Yesterday the Surveillance judge of the court of Milan had granted house arrest to Francesco Bonura, 78 years old, definitively sentenced for mafia association to 23 years, who was in 41bis. Bonura is ill with cancer and therefore believed to be at greater risk of Coronavirus infection in prison. As reported by the Giornale di Sicilia, Pino Sansone, considered at the top of Cosa Nostra in the post-Riina period, will go to house arrest. According to the Palermo newspaper, the reasons for his release are not yet known, but in the application of his lawyers, reference was made to advanced age and his health problems that could aggravate the risks that the coronavirus may contract. At home also another convicted of mafia, Santo Porpora from Monreale. In this case for the "inhuman treatment" in prison. So the Supervisory Judges of Caltanissetta writes.


(ITA) Boss scarcerati per rischio contagio, infuria la polemica


Monta la polemica sul trasferimento ai domiciliari di due boss mafiosi, ieri Francesco Bonura e oggi Giuseppe Sansone, per motivi di salute. «Se i Tribunali di sorveglianza ritengono che un capomafia ultrasettantenne abbia patologie non compatibili con la detenzione e non sia più pericoloso, nessuna obiezione alla concessione dei domiciliari. Ma non prendiamo a pretesto il Covid-19, per favore! Ad epidemia in fase discendente e trovandosi in condizioni di necessario isolamento al 41 bis, sarebbe ipocrita giustificare le scarcerazioni con i rischi legati al coronavirus». Così Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale Antimafia siciliana. Per Fava questa motivazione «sarebbe offensivo per le migliaia di anziani morti per le condizioni di promiscuità sociale e sanitaria in cui si sono trovati. Se volete scarcerare Bagarella e Santapaola - aggiunge Fava, figlio del giornalista Pippo, ucciso dalla mafia catanese nel 1985 – fatelo assumendovi la responsabilità di trovare una valida e legittima giustificazione. Che non può essere, a quattro mesi dall'inizio della pandemia, il rischio del contagio, mentre migliaia di detenuti in attesa di giudizio o con pene lievi restano esposti, loro si, al rischio contagio nelle fatiscenti carceri italiane».

Sulle decisioni dei giudici di sorveglianza è intervenuto anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. «Al di là del comprensibile smarrimento che la notizia ha creato nei familiari delle vittime di mafia – ha detto il sindaco - non si può non sottolineare che il trasferimento ai domiciliari dei due boss appare una palese contraddizione dei motivi stessi per cui sarebbe stato disposto. Nel momento in cui da mesi si sostiene che l'isolamento e la quarantena sono le forme migliori di prevenzione e tutela della salute, credo che proprio il regime di 41-bis sia paradossalmente la migliore forma di tutela della salute per i detenuti, per gli operatori carcerari e per i familiari dei detenuti. Esporre il boss ai rischi di contagio che derivano dal farlo andare in un ambiente non protetto credo sia un atto cui mi auguro che il Tribunale ponga immediatamente rimedio».

Anche la Lega è all’attacco. Matteo Salvini ha bollato le decisioni dell’autorità giudiziaria con «vergogna!». Ill segretario regionale Stefano Candiani e Igor Gelarda, capogruppo al consiglio comunale di Palermo, aggiungono che «il pericolo che vengano scarcerati boss mafiosi a causa dell'emergenza del covid-19 è qualcosa di inconcepibile. È qualcosa che va a colpire al cuore la dignità dei siciliani».

Ieri il giudice di Sorveglianza del tribunale di Milano aveva concesso i domiciliari a Francesco Bonura, 78 anni, condannato definitivamente per associazione mafiosa a 23 anni, che si trovava al 41bis. Bonura è ammalato di cancro e per questo ritenuto a maggior rischio contagio Coronavirus in carcere. Come riporta il Giornale di Sicilia, dalla custodia cautelare andrà ai domiciliari andrà anche Pino Sansone, ritenuto ai vertici di cosa nostra nel dopo Riina. Secondo il quotidiano palermitano non sono ancora noti i motivi della sua scarcerazione, ma nell’istanza dei suoi avvocati si faceva riferimento all’età avanzata e ai suoi problemi di salute che potrebbero aggravare i rischi che contragga il coronavirus. A casa anche un altro condannato per mafia, il monrealese Santo Porpora. In questo caso per il "trattamento inumano" in carcere. Così scrivono i giudici di Sorveglianza di Caltanissetta.