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  • Gianluca Reale

Cancelleri: «Voli, dal 1° novembre via alla continuità territoriale, un successo del governo»

Pronti, via. Arriva la “continuità territoriale” per tutti i siciliani che volano dagli aeroporti di Comiso e Trapani. Dal 1° novembre tariffe fisse sui voli nazionali. Dallo scalo di Comiso, con Alitalia che si è aggiudicata la gara, si potrà viaggiare a 38,45 euro più Iva a tratta su Roma e con 50,59 euro più Iva su Milano. Da Trapani le rotte a “prezzo fisso” riguardano i voli su Ancona, Brindisi, Napoli e Perugia a 35,43 euro più Iva e su Parma e Trieste a 45,55 euro più Iva. Saranno operati da Albastar e Tarayanjet.



Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, venuto a presentare la fase 2 del progetto dell’anello ferroviario di Palermo e impegnato in un tour elettorale a sostegno dei candidati M5S alle amministrative, gongola. Per il Movimento è una battaglia vinta. E che parte da lontano. «Già il ministro Toninelli stanziò 33 milioni per la continuità territoriale. Ci mettemmo subito al lavoro quando ancora ero all’Ars. La Regione ha fatto la sua parte, sostenendo un terzo della somma necessaria a garantire l’operazione, 16,5 ml. Così abbiamo messo in campi un “gruzzolo” di quasi 50 milioni, 25 per ciascuno dei due scali, per sostenere la continuità territoriale. È stato un iter lungo due anni, anche con l’Europa».


Perché c’è voluto tutto questo tempo?

«Abbiamo aspettato per tanti mesi dettagli sul traffico aereo e sul numero di passeggeri da parte della Regione, ma abbiamo tagliato il traguardo. Dovevamo partire dal 1° luglio, ma il Covid ci ha bloccato. Avremo tariffe fisse per un triennio su entrambi gli scali».


Addio al caro biglietti allora?

«Per i siciliani è una svolta storica. La continuità territoriale ci era sempre stata negata, questo governo è riuscito a farla riconoscere. Inoltre, così rilanciamo anche due aeroporti minori che vivranno una nuova stagione».


Su Catania e Palermo si farà o no?

«Su questi due scali stiamo completando l’iter delle “tariffe sociali”: sono stati stanziati 25 ml di euro per quest’anno, li rifinanzieremo a fine anno. Chi appartiene ad alcune categorie sociali (studenti e lavoratori fuori sede, chi va a curarsi fuori) potrà volare col 40% di sconto, registrandosi sull’app IO per ottenere il voucher da spendere con qualsiasi compagnia. Un meccanismo innovativo che non esiste altrove in Europa per aeroporti così importanti».


Però non è continuità territoriale.

«L’interlocuzione con la Ue l’abbiamo avviata, ma bisogna vedere quali sono i margini per ottenerla nel caso di aeroporti come Catania e Palermo. Le tariffe sociali, però, hanno già destato l’interesse di molte compagnie che stanno investendo sui nostri scali: da Wizz Air a Vueling, Ryan Air sicuramente, Alitalia ha già dato conferma. La concorrenza, in generale, abbasserà i prezzi. Vedremo se ci saranno correttivi da prendere, ma partire è importante».


Ecco, quando sarà tutto operativo?

«Mi auguro che entro ottobre potremo dare il via. Ci sono tanti approfondimenti ancora in corso, ma siamo in dirittura di arrivo».


Dagli aerei alle infrastrutture. Tunnel o ponte che sia, l’«attraversamento stabile dello Stretto» sarà inserito nel Recovery Plan?

«L’opzione di non farlo non c’è, ma l’intenzione del governo è fare un grande piano delle infrastrutture con grande attenzione al Sud, “Da Salerno a Palermo”. Al Mit è riunita una commissione tecnica che già da un mese sta ascoltando, senza pregiudizi, tutti gli attori tecnici sulle varie opzioni proposte, quelli che si occupano di progettazione, aziende, gruppi di studiosi, ingegneri strutturisti, professori universitari per farci dare l’indicazione sulla scelta migliore. Poi verranno ascoltati i presidenti di Regione, i sindaci di Messina e Reggio Calabria. Andremo avanti ancora per un altro mese».


Quando arriverà il “verdetto”?

«Tra fine ottobre e primi di novembre la commissione consegnerà un report, poi la politica farà la sua scelta. Il vero tema è il piano infrastrutturale per il Sud,. L’attraversamento stabile va coniugato con il completamento dell’anello stradale da Castelvetrano a Gela, con il completamento della Statale 106 Ionica, con l’alta velocità ferroviaria in Calabria e in Sicilia. Ho sempre parlato di un piano da 50 mld per il Meridione. O si fa adesso o non si farà mai più. E Conte non vuole farsi scappare l’occasione».


A proposito di alta velocità: cos’è davvero previsto per la ferrovia Catania-Palermo?

«I progetti in corso prevedono l’alta velocità di rete con l’alta capacità. Spieghiamolo. L’alta capacità si riferisce alle merci, quindi linea percorribile da treni merci di alto tonnellaggio. L’alta velocità si riferisce al trasporto passeggeri: c’è quella a 300 km/h realizzata in alcune parti del paese, che si ripaga con grandi volumi di traffico ed è molto costosa; in Sicilia si parla di alta velocità di rete a 220-230 km/h. Questo non significa che il Frecciarossa non possa correrci su».


Perché questa scelta?

«Perché la differenza di tempi di percorrenza tra Catania e Palermo sarebbe di una decina di minuti, ma i costi sono molto più contenuti. Quindi, spendiamo bene i soldi, facciamo ferrovie eccellenti ma calibrate sull’effettivo utilizzo. Se un giorno dovremo trasformale nell’alta velocità a 300 km/h baserà solo un adeguamento tecnologico. Se poi col Recovery Plan metteremo in campo altre tecnologie ben venga, ma in ogni caso l’infrastrutturazione della Sicilia è primaria».


Dovremo aspettare il 2028 per avere questa linea ferrata degna di un paese civile?

«Penso che potremo anticipare. Grazie al Dl Semplificazioni le stazioni appaltanti di Rfi e Anas sono diventate dei veri commissari con grandi poteri derogatori, potremo accorciare anche di parecchio i tempi di realizzazione. La tratta Catania-Catenanuova è già cantiere, entro ottobre mandiamo in gara la Messina-Catania, per il raddoppio del tratto Giampilieri-Fiumefreddo, il cantiere partirà entro il 2021».


Sul fronte stradale, quando sarà pronto il collegamento della Ag-Cl con l’A19?

«Mi auguro che entro la fine dell’anno venga realizzata la nuova strada, è l’impegno preso con CMC che esegue i lavori. Vogliamo questo risultato, altrimenti procederemo per altre vie. Sono stanco di questo cantiere infinito. Per completare la grande galleria ci vorrà più tempo forse, c’è una perizia di variante in via di definizione, ma intanto dobbiamo aprire lo svincolo».


E la Pa-Ag?

«Entro il 2021 il cantiere sarà chiuso, entro fine anno cominceremo ad aprire ampi pezzi di strada ed eliminare semafori e transenne».


Sulla A19 c’è modo di accelerare i lavori?

«Non c’è un cantiere fermo, da tre mesi a questa parte Anas è impegnata seriamente. Rendiamoci conto che per 20 anni in quest’autostrada nessuno aveva messo mano: barriere obsolete, viadotti e gallerie mai manutenzionati, manto stradale rifatto in modo superficiale. I viadotti li stiamo proprio sostituendo, è chiaro che si creano disagi, ma stiamo restituendo pian piano l’autostrada ai cittadini con soluzioni tecniche moderne».


E le autostrade gestite dal CAS?

«Il discorso è diverso. A giungo abbiamo mandato al CAS una lettera di messa in mora dicendo che hanno 120 giorni di tempo, scadono alla fine di ottobre, per eliminare le “non conformità” (colonnine sos, barriere, catarifrangenti, segnaletica orizzontale, manto stradale). Se non ci riusciranno si aprirà uno scenario politico che contempla anche la revoca della concessione. Mi sono stancato di avere da un lato una Regione che prende a schiaffi l’Anas e dall’altro chi intasca pedaggi, 100 ml di euro anno, e non vuole essere monitorato. Se quest’ultimo non fa bene, la concessione se la riprende lo Stato attraverso Anas e cominciamo a rendere moderne queste strade che, peraltro, vengono percorse a pagamento».


Sulla viabilità provinciale ci sono novità?

«Nella prossima tornata di nomina di commissari, entro questo mese, ci sarà anche quello alle strade provinciali siciliane che gestirà tutta una lista di opere finanziate dallo Stato con nuovi fondi e dalla Regione con i fondi del Patto per il Sud che le ex province non hanno saputo utilizzare».


Sarà il direttore del provveditorato alle opere pubbliche Sicilia-Calabria, Gianluca Ievolella, il commissario?

«Sì, c’è già l’ok da Regione e Mit».


E la Ragusa-Catania?

«Vorrei posare la prima pietra entro il 2021, faremo partire anche questo cantiere con il commissario».