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  • Gianluca Reale

Catania, the "dream" of 32 km of cycling paths. Here is the map

A city that moves by bike, safely and along a cycling "network" that covers part of the urban territory. It could be a "revolution" that the city council is about to deliberate, by 16 June: a cycling network of 32 kilometers that could become a reality in a couple of years to spend 8.2 million euros of Urban Agenda Po-Fesr funds that would otherwise be lost.


But cycling in the city is still a two-faced medal in the immediate future. If you look at the immediate, in fact, nothing has been done to take advantage of the opportunities for streamlined intervention also offered by the Relaunch Decree.


The future cycling network


Let's start with the perspective. The 32 km cycle network to be built by the end of 2023, which would cover a large part of the city, is based on the four existing cycle paths, the Lungomare, Via Di Prima, the first stretch of the Plaia, Librino and the bus lanes already covered by bicycles. To these are linked routes that today seem almost science fiction: the axis of Viale Rapisardi-Corso Italia, the axis Viale Vittorio Veneto-Viale Libertà, the coast road that goes from Piazza Europa to the end of Viale Kennedy along the Plaia, on one side and from Ognina to the Scogliera, on the other. And then a route that leads from Viale Mario Rapisardi to the Lighthouse, the route from Piazza Roma to Piazza Dante and even the cycle path in the first stretch of Via Plebiscito from San Domenico to Via Osservatorio. Will it really be like this? «The Municipality has shared the proposal of the associations gathered in the Catania Mobilty Lab group, which refers to Pgtu, the general urban traffic plan, the only mobility planning tool available to the city», explains Marco Oddo, expert promoter of cycling mobility and president of Fiab Catania, one of the associations present in Catania Mobility Lab (CittàInsieme, Salvaiciclisti, Etna Free Bike, FIAB EtnaViva Trecastagni, Legambiente Catania, Mobilita Catania, Sicilia Antica, Club Alpino Italiano, Lungomare Liberato, Mobilità Sostenibile Catania, FIAB Catania MONTAinBIKE).


The map of the cycling paths

«With the different structures of the Municipality involved, we shared a route and some technical choices with the associations involved on the mobility front - the Councillor for Community Policies, Sergio Parisi, reveals - and we have already drawn up a preliminary technical document for the planning, which next week will go to the Council for approval in time for the deadline of June 16. Then we will launch an open design competition, as also suggested by the professional associations. We believe that this is the best tool to have a certain time and quality of design. After this phase we will move on to the realization of the works within the deadlines set for the spending of EU funds».


It will be necessary to wait for the document of the Municipality and then the projects to evaluate the goodness and the realization of the bicycle network, which "in perspective - Oddo resumes - can represent a real "revolution" for mobility in Catania, even if the real problem of the city is to report the number of cars per-inhabitant in the European average, 40-50 vehicles per 100 inhabitants, while in the city we are 70.


«What to do immediately, but nothing moves»


In the immediate future, with the provisions of the "re-launch decree" by the national Government we could also easy make fast bike lanes, which are part of the roadway but are delimited by a white strip within which cyclists have priority. This would be enough to trigger the idea of reduced space for the car. If then - the president of Fiab Catania concludes - from now until September we could create safe cycling routes for students, for example, we could have benefits when the schools reopen».


«Let's see if the Municipality will adopt in full the proposals made by Catania Mobility Lab on the bike network - Annamaria Pace (Legambiente Catania) says - because they will have to overcome the resistance of a part of the city that, instead, could have great benefits. But the future of urban mobility today "travels" towards a large "zone 30" where bicycles can move at the expense of cars, so less parking in the center and amplification of intermodality with parking exchanges. But until today we have not seen any actions that can be implemented in the immediate future, also to encourage social distancing».



(ITA) Catania, il "sogno" di 32 km di piste ciclabili: ecco la mappa. Il Comune: «Un concorso di progettazione»


Una città che si sposta in bicicletta, in modo sicuro e lungo una "rete" ciclabile che copre garn parte della città. Potrebbe essere una "rivoluzione" quella che la giunta comunale si appresta a deliberare, entro il 16, giugno: una rete ciclabile di 32 chilometri che potrebbe diventare realtà nel giro di un paio di anni per spendere 8,2 milioni di euro dei fondi Po-Fesr di Agenda Urbana che altrimenti andrebbero persi. Ma la ciclablità in città è ancora una medaglia a due facce nell'immediato. Se si guarda all’immediato, infatti, nulla è stato fatto per sfruttare le opportunità di intervento snello offerte anche dal decreto Rilancio.


La futura rete ciclabile


Cominciamo dalla prospettiva. La rete ciclabile di 32 km da realizzare entro la fine del 2023 che coprirebbe buona parte della città, prende le mosse delle quattro piste ciclabili esistenti, lungomare, via Di Prima, il primo tratto della Plaia, Librino e le corsie degli autobus già percorribili dalle bici. A queste si agganciano percorsi che ad oggi sembrano quasi fantascientifici: asse dei viali Rapisardi-Corso Italia, l’asse viale Vittorio Veneto-Viale Libertà, la litoranea che va da piazza Europa alla fine di Viale Kennedy lungo tutta la Plaia, da un lato e da Ognina alla Scogliera, dall’altro. E poi un percorso che da Viale Mario Rapisardi porta sino al Faro, la direttrice piazza Roma-piazza Dante e persino la ciclabile nel primo tratto di Via Plebiscito da San Domenico a via Osservatorio. Sarà davvero così? «Il Comune ha condiviso la proposta delle associazioni riunite nel gruppo Catania Mobilty Lab che si rifà al Pgtu, il piano generale del traffico urbano, unico strumento di pianificazione della mobilità di cui la città dispone», spiega Marco Oddo, esperto promotore della mobilità ciclistica e presidente di Fiab Catania, una delle associazioni presente dentro Catania Mobility Lab (CittàInsieme, Salvaiciclisti, Etna Free Bike, FIAB EtnaViva Trecastagni , Legambiente Catania, Mobilita Catania, Sicilia Antica, Club Alpino Italiano, Lungomare Liberato, Mobilità Sostenibile Catania, FIAB Catania MONTAinBIKE).


La mappa

«Con le diverse strutture del Comune coinvolte, abbiamo condiviso un percorso e alcune scelte tecniche con le associazioni impegnate sul fronte della mobilità – rivela l’assessore alle Politiche comunitarie, Sergio Parisi – e abbiamo già stilato un documento tecnico preliminare alla progettazione, che la settimana prossima andrà in Giunta per l’approvazione in tempo utile per la scadenza del 16 giugno. Poi bandiremo un concorso di progettazione aperto, come suggerito anche dagli ordini professionali. Riteniamo che sia lo strumento migliore per avere tempi certi e qualità della progettazione. Finita questa fase si passerà alla realizzazione delle opere entro le scadenze previste per la spesa dei fondi Ue».


Bisognerà attendere il documento del Comune e poi i progetti per valutare la bontà e la realizzazione della rete ciclabile, che «in prospettiva – riprende Oddo – può rappresentare una vera “rivoluzione” per la mobilità a Catania, anche se il vero problema della città è riportare il numero di auto per-abitante nella media europea, 40-50 veicoli ogni 100 abitanti, mentre in città siamo a 70. Finora nessuna amministrazione si è posta davvero il tema.

«Cosa si potrebbe fare nell'immediato e non si fa»


Nell’immediato, con le disposizioni del “decreto rilancio” si potrebbero fare anche corsie ciclabili snelle e veloci, le bike lanes, che fanno parte della carreggiata ma sono delimitate da una striscia bianca all’interno della quale hanno precedenza i ciclisti. Basterebbe questo per far scattare l’idea dello spazio ridotto per l’auto. Se poi – conclude il presidente di Fiab Catania - da qui a settembre si riuscissero a realizzare percorsi ciclabili sicuri per gli studenti, ad esempio, potremmo averne dei benefici quando riapriranno le scuole».


«Vediamo se il Comune adotterà in toto le proposte avanzate da Catania Mobility Lab sulla rete ciclabile – dice Annamaria Pace (Legambiente Catania) – perché dovranno vincere le resistenze di una parte della città che, invece, potrebbe averne grandi benefici. Ma il futuro della mobilità urbana oggi “viaggia” verso una grande “zona 30” in cui le bici si possano muovere a scapito delle auto, quindi meno parcheggi in centro e amplificazione dell’intermodalità coi parcheggi scambiatori. Ma di azioni da poter attuare nell’immediato, anche per favorire il distanziamento sociale, non ne abbiamo viste nessuna».