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  • Gianluca Reale

Catania, the former Palazzo delle Poste, the sea and the judicial offices



The bulldozers attacked the central body of the concrete building that was the post office building. Since last Monday they are knocking out the concrete monster. In its place, a branch of judicial offices will be created. An opportunity for the city to redesign its waterfront, if things will be done properly. The demolition works will end by June, the whole area will be cleaned of the rubble by September. From Viale Africa you will return to see the sea, hopefully even when the new judicial offices will be built.


This morning the Regional Councilor for Infrastructures Marco Falcone came to check the progress of the works. It is the Sicilian Region, in fact, that managed the tender for demolition and the design competition to build the new judicial offices. 85 proposals have arrived, 5 will be chosen up to the only final choice. The Region will also manage the contract for the construction of the new offices. In total, an expense of 40 million euros. «We are proceeding briskly with the demolition of the former Palazzo delle Poste - Falcone said - by redeveloping this area left in degradation for years on the city's waterfront. We are doing it respecting the timing and the commitment that the government had made before the citizens». Accompanying the exponent of the regional government were also the mayor of Catania Salvo Pogliese, the city councilors Enrico Trantino and Michele Cristaldi, the technicians of the civil engineering of Catania, the executor of the works and the workers.


PARKING AND VIABILITY. «From here to summer - the exponent of the Musumeci government continues - nothing will remain of this building that was an emblem of waste and abandonment. Our goal - Falcone concludes - is to build an infrastructure in Catania that will combine business with beauty, a great garrison of justice that also gives the people of Catania the view of the sea that has been occluded for decades».

A SQUARE ON THE SEA. The new building will not preclude the sea view, this area will be returned to the use of the people of Catania. This is assured by the construction manager and the person in charge of the procedure, the engineer Natale Zuccarello, head of the civil engineering.



THE PERPLEXITIES OF MANY ASSOCIATIONS. Many associations had signed an open letter from Cittàinsieme in which it was said that the contract was «being carried out without even consulting the City Council. Yet it is a work in variant to the PRG still in force, which allocates the area to railway services and in part to public green areas, and the discussion on the urban variant should be the first step to adequately assess the choice of location» . And that it was not acceptable for the institution to decide for citizens. «It is neither legitimate nor acceptable for at least three reasons. The first: the exclusive power of urban planning belongs to the City Council, that is to say the representatives of the citizens who live in that specific territory. The second: the ownership of a land does not confer the right to plan its urban destination (if it were so, then, any person deprived of a land would have the same right, and so it is not). The third: the places, land, properties that are discussed have been acquired and used with public resources (with citizens' taxes) and therefore the destination for their reuse should not ignore the dynamics of restitution of their value to citizens themselves through the increase in the provision of public services, and certainly without leaving aside decision-making processes that really involve the city community. Region and civil society discussed it? «With the associations that have expressed doubts about the possibility of building in this area - Councilor Falcone reveals before entering the construction site - we had set up a meeting in video conference, which however was skipped. We will do it very soon, we will reassure everyone». In any case, once the project is done, the variant will also arrive. If it will be necessary. All that remains is to hope that the architecture is forgiving with this piece of water front in the city.



(ITA) Catania, l'ex Palazzo delle Poste, il mare e gli uffici giudiziari


Le ruspe hanno attaccato il corpo centrale dell'edificio di cemento che fu il palazzo delle poste. Da lunedì scorso stanno buttando giù il mostro di cemento. Al suo posto dovrà nascere una sede di uffici giudiziari. Per la città un'opportunità, se le cose verranno fatte come si deve. I lavori di demolizione finiranno entro giugno, tutta l'area sarò ripulita dalle macerie entro settembre. Da Viale Africa si tornerà a vedere il mare, si spera anche quando i nuovi uffici giudiziari saranno realizzati.



Stamattina l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone è venuto a verificare lo stato dei lavori. E' la Regione, infatti, che ha gestito la gara d'appalto per la demolizione e il concorso di progettazione per realizzare i nuovi uffici giudiziari. Sono arrivate 85 proposte, se ne sceglieranno 5 fino ad arrivare all'unica scelta finale. Gestirà anche l'appalto per la costruzione dei nuovi uffici. In totale una spesa di 40 milioni di euro.


«Stiamo procedendo alacremente con la demolizione dell'ex Palazzo delle Poste - ha detto l'assessore Falcone - riqualificando questa zona lasciata nel degrado da anni sul lungomare della città. Lo stiamo facendo rispettando le tempistiche e l'impegno che il Governo aveva assunto davanti ai cittadini». Ad accompagnare l'esponente del governo regionale c'erano anche il sindaco di Catania Salvo Pogliese, gli assessori comunali Enrico Trantino e Michele Cristaldi, i tecnici del Genio civile di Catania, l'impresa esecutrice dei lavori e le maestranze.

PARCHEGGI E VIABILITA'. «Da qui all'estate - prosegue l'esponente del Governo Musumeci - non rimarrà nulla di questo palazzone che era un emblema di spreco e abbandono. Il nostro obiettivo - ha concluso Falcone - è di costruire a Catania un'infrastruttura che coniugherà l'utile al bello, un grande presidio della giustizia che riconsegni ai catanesi anche l'affaccio sul mare occluso da decenni». 



UNA PIAZZA SUL MARE. Il nuovo edificio non precluderà l'affaccio sul mare, questa area sarà restituita alla fruizione dei catanesi. Lo assicurano il direttore dei lavori e il responsabile unico del procedimento, l'ingegnere Natale Zuccarello, capo del Genio civile.



LE PERPLESSITA' DI MOLTE ASSOCIAZIONI. Molte associazioni avevano sottoscritto una lettera aperta di Cittàinsieme in cui si diceva che si stava procedendo all’appalto «dell’opera senza nemmeno avere consultato il Consiglio Comunale. Eppure si tratta di un’opera in variante al PRG ancora in vigore, che destina l’area a servizi ferroviari ed in parte a verde pubblico, e dovrebbe essere proprio la discussione sulla variante urbanistica il primo passo per valutare adeguatamente la scelta della localizzazione». E che non era accettabile che l'istituzione decidesse al posto dei cittadini. «Non è legittimo né accettabile per almeno tre ragioni. La prima: il potere esclusivo di pianificazione urbanistica spetta al Consiglio Comunale, cioè ai rappresentanti dei cittadini che abitano in quel determinato territorio. La seconda: la proprietà o comunque la titolarità di un terreno non conferisce il diritto di pianificarne la destinazione urbanistica (se fosse così, allora, un qualsiasi privato di un suolo avrebbe lo stesso diritto, e così non è). La terza: i luoghi, i terreni, gli immobili di cui si discute sono stati acquisiti ed utilizzati con risorse pubbliche (ossia con le tasse dei cittadini) e dunque la destinazione per il loro riutilizzo non dovrebbe prescindere da dinamiche di restituzione del loro valore agli stessi cittadini attraverso l’incremento della dotazione dei servizi pubblici, e sicuramente senza prescindere da processi decisionali che vedano davvero coinvolta la comunità cittadina.

Regione e società civile ne hanno discusso? «Con le associazioni che hanno manifestato perplessità sulla possibilità di edificare in quest'area - rivela l'assessore Falcone prima di entrare nel cantiere - avevamo fissato un incontro in video conferenza, che però è saltato. Lo faremo a brevissimo, rassicureremo tutti». In ogni caso, fatto il progetto, arriverà anche la variante. Se sarà necessaria. Non resta che sperare che l'architettura sia clemente con questo pezzo di water front della città.