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  • Massimo Blandini

Catania, the museums of the city are reborn after the days of the lockdown

Updated: Jun 9

They remained isolated for two months, like the others. They too were forced to face, in silence and solitude, the suspended time of the pandemic. Now, after the days of the lockdown, the municipal museums of Catania reopen their doors, with the newfound desire to arouse emotions and admiration in those who want to visit them.


On Monday morning the Ursino Castle welcomed the first guests, the mayor Salvo Pogliese and the councilor for culture, Barbara Mirabella, who chose the ancient manor as a symbolic place to announce the reactivation of the network of city museums, returned to public use after about 75 days of closure. The Ursino Castle, the Bellinian museum, the Emilio Greco museum, the church of San Nicolò, are the sites put back into operation by the municipal administration, among the first in Sicily to focus on the resumption of cultural activities as a further step towards a condition of regained normality. Another reassuring signal is the renewed availability of the booking service for users of libraries and the historical archive.

The methods of access to museums and permanence within them have been reorganized according to the security measures provided for by national and regional guidelines: devices for measuring body temperature, mandatory routes for the public, signs to invite respect for distance. The municipal staff will also be equipped with a mask and protective visor.


The reopening was also an opportunity to announce a project that provides, in a short time, the definition of a strategy for the creation of a network of city museum sites, with the adoption of a management model, services and activities, which can favor both the containment of costs and the identification of more intense and effective promotion and communication actions. To this aim, a manifestation of interest has been published on the Municipality website for the preparation of a business plan and strategic evaluation for the networking of the Civic Museums and the granting of related services. Services that, looking at the examples of other Italian cities, could concern the ticket office, the guide and the reception of the public, the bookshop, the cafeteria.

A project, coordinated by Councilor Mirabella and the head of the Culture Department Paolo di Caro, trying to enhance the potential of each site, selecting some development hypotheses and harmonizing them with appropriate territorial marketing policies. The ultimate goal should consist in the creation of a system in which central services operate in support of the network of museums and their specificities, improving their operational capacity and increasing the possibility of synergies through the sharing of resources and skills.

One of the most obvious differences between a single museum and a museum network lies precisely in the possibility, on the part of the latter, to exploit the strength deriving from integration to raise the quality of the cultural offer, extend its international projection, rationalize costs. administrative and management and allow the creation of new and more qualified jobs.

Results that the Municipality's recovery plan intends to pursue, as reflected in the words of the mayor and councilor. We hope that the lockdown for the museums of the city has really ended.



(ITA) Catania, rinascono i musei della città dopo i giorni del lockdown

Sono rimasti isolati per due mesi, come gli altri. Anche loro costretti ad affrontare, in silenzio e solitudine, il tempo sospeso della pandemia. Adesso, dopo i giorni del lockdown, i musei comunali di Catania riaprono i battenti, con la voglia ritrovata di suscitare emozioni e ammirazione in coloro che vorranno visitarli.

Lunedì mattina il Castello Ursino ha accolto i primi ospiti, il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella, che hanno scelto l’antico maniero come luogo simbolico per annunciare la riattivazione della rete dei musei cittadini, riconsegnati alla pubblica fruizione dopo circa 75 giorni di chiusura. Il Castello Ursino, il museo Belliniano, il museo Emilio Greco, la chiesa di San Nicolò, sono i siti rimessi in funzione dall’amministrazione comunale, tra le prime in Sicilia a puntare sulla ripresa delle attività culturali come passo ulteriore verso una condizione di riconquistata normalità. Altro segnale rassicurante è la rinnovata disponibilità del servizio di prenotazione per gli utenti delle biblioteche e dell’archivio storico.

Le modalità di accesso ai musei e di permanenza al loro interno sono state riorganizzate secondo le misure di sicurezza previste dalle linee guida nazionali e regionali: dispositivi per la misurazione della temperatura corporea, percorsi obbligati per il pubblico, cartelli per invitare al rispetto del distanziamento. Il personale comunale sarà inoltre dotato di mascherina e visiera protettiva.

La riapertura è stata anche l’occasione per annunciare un progetto che prevede, in tempi brevi, la definizione di una strategia per la creazione di una rete dei siti museali cittadini, con l’adozione di un modello di gestione, dei servizi e delle attività, che possa favorire sia il contenimento dei costi che l’individuazione di azioni di promozione e di comunicazione più intense ed efficaci. A tal fine, sul sito del Comune, è stata pubblicata una manifestazione d’interesse per la redazione di un business plan e della valutazione strategica per la messa in rete dei Musei Civici e la concessione dei relativi servizi. Servizi che, guardando agli esempi di altre città italiane, potrebbero riguardare la biglietteria, la guida e l’accoglienza del pubblico, il bookshop, la caffetteria.

Un progetto, coordinato dall’assessore Mirabella e dal responsabile della Direzione Cultura Paolo di Caro, con il quale si cercherà di valorizzare le potenzialità di ciascun sito, selezionando alcune ipotesi di sviluppo e armonizzandole con adeguate politiche di marketing territoriale. L’obiettivo finale dovrebbe consistere nella nascita di un sistema in cui i servizi centrali operino a supporto della rete dei musei e delle loro specificità, migliorandone la capacità operativa e accrescendo la possibilità di sinergie attraverso la condivisione di risorse e competenze.

Una delle differenze più evidenti tra un singolo museo e una rete museale risiede proprio nella possibilità, da parte di quest’ultima, di sfruttare la forza derivante dall’integrazione per innalzare la qualità dell’offerta culturale, estenderne la proiezione internazionale, razionalizzare i costi amministrativi e di gestione e permettere la creazione di nuovi e più qualificati posti di lavoro.

Risultati che il piano di rilancio del Comune intende perseguire, come traspariva dalle parole del sindaco e dell’assessore.

Speriamo che il lockdown, per i musei della città, sia davvero terminato.