Search
  • Gianluca Reale

Catania, the trash piled up by Petzel in the playground to say no more to garbage

There is the hand of Davide Pezzillo, a graduate of the Academy of Fine Arts, in art Petzel, also in the pile of rubbish piled up in the middle of the "new" playground of Corso dei Martiri, the one inaugurated a year ago and already a victim of neglect, with the retinas of the torn baskets, the safety net that gives clear signs of failure and, above all, a lot of rubbish.



So Petzel picked it up, as he had already done in other interventions in the city, and piled it up in the center of the field. He left his signature on a sheet of paper: "The trash you see is the trash that was scattered in this camp. Could you play it? She didn't have the courage to ask because she says that you always leave her on the bench". That's a pungent irony. Also because there is still garbage still on the bench on the sidelines. A bit of an art project, a bit of a social complaint, that of David. To attract, above all, the Municipality.


His work of art in Corso dei Martiri has been there, uncut for two days. The area is not within the competence of the Municipality, but of the private individuals (Istica-Cecos) who realized it: the delivery with so much clamor made to the Municipality was only provisional, but after more than a year the definitive one has not yet taken place. In the meantime, many parts of the built areas have been vandalized. Not a good business card for a project that wants to change the face of this part of the city. Just a few days ago in that field it was nice to see the young basketball players of a Salesian team training early in the morning. They haven't been coming for two days now. In that field remains the pile of munnizza left by Petzel as a warning.



Catania, la spazzatura accumulata da Petzel nel playground per dire basta ai rifiuti


C’è la mano di Davide Pezzillo, laureato all’Accademia di Belle Arti, in arte Petzel anche nel cumulo di rifiuti ammonticchiati nel bel mezzo del “nuovo” playground di corso dei Martiri, quello inaugurato un anno fa e già anche lui vittima dell’incuria, con le retine dei canestri divelte, la rete di protezione che dà evidenti segni di cedimento e, soprattutto, tanta spazzatura. Così Petzel l’ha raccolta, come ha fatto già in altri interventi in città e l’ha ammonticchiata al centro del campo. Lasciando la sua firma su un foglio: «La spazzatura che vedete è quella che era sparsa in questo campo. Potreste farla giocare? Non aveva il coraggio di chiederlo perché dice che la lasciate sempre in panchina». Ironia pungente. Anche perché a bordo campo di rifiuti ancora in panchina ce ne sono ancora. Un po’ progetto artistico un po’ denuncia sociale, quella di Davide. Per attirare, soprattutto, il Comune.


La sua opera d’arte a corso dei Martiri è lì, intonsa da due giorni. L’area non è nelle competenze del Comune, ma dei privati (Istica-Cecos) che l’hanno realizzata: la consegna con tanto clamore fatta al Comune era solo provvisoria, ma dopo oltre un anno quella definitiva ancora non c’è stata. E Intanto molte parti delle aree realizzate sono state vandalizzate. Non un buon biglietto da visita per un progetto che vuole cambiare il volto di questa parte della città. Solo qualche giorno fa in quel campetto era bello vedere i giovani cestisti di una squadra salesiana allenarsi di prima mattina. Da due giorni evidentemente non vengono più. In quel campetto rimane il cumulo di munnizza lasciato da Petzel come monito.