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  • Redazione

Cinema, applausi a Venezia per "Le Sorelle Macaluso" di Emma Dante

Odio e amore nella famiglia, sorellanza e morte, legami eterni nel film della regista palermitana in concorso alla 77esima Mostra del Cinema.


«La sorellanza mi fa tornare bambina, mi fa pensare alle donne che possono essere solidali e felici se una di loro ha successo, mi fa pensare alle guerriere e alle conquiste e poi all'amore, ai legami, alla forza di quando si è insieme più forte di quando si è da soli e infine alla libertà». Emma Dante parla così di uno dei temi al centro del suo film "Le sorelle Macaluso", stamattina accolto con applausi alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è in gara per il Leone d'oro.


Il film, uno dei quattro italiani in concorso, è distribuito da Teodora Film, prodotto da Rosamont (Giuseppe Battiston e Marica Stocchi) e Minimum Fax Media con Rai Cinema.


Il film è tratto dalla omonima piece teatrale della regista palermitana che ha ricevuto il Premio Ubu. «Alla storia di queste cinque sorelle lungo l'arco della loro intera vita il film aggiunge un altro corpo, un'altra protagonista: la casa, il centro di tutto, delle liti, dei legami, dei ricordi, della morte. La casa, il nostro centro insieme alla famiglia, specchio di tutto», dice all'agenzia Ansa Emma Dante.


Il «senso di colpa con cui ciascuna di loro sopravvive alla morte della più piccola determina il loro stare al mondo, ciascuna elabora in modo diverso ma resta sempre la necessità di stare insieme, lì dentro, agganciate a quel mondo e ad un passato che non passa mai anche se la storia, le loro vite - aggiunge la regista - vanno avanti».


L'ambientazione è in una casa proletaria di Palermo. E in quella casa durante il film si torna sempre nei momenti fondamentali, nei tre appuntamenti con la morte. Nel passare degli anni, nella somma dei dolori e delle fatiche, "il tempo agisce come grande chirurgo plastico, deforma e ricostruisce, manipola i corpi attraverso quei corto circuiti che sono i traumi della vita". Per Donatella Finocchiaro, una delle attrici del cast, «è stato un lavoro emotivo molto forte. Emma ha la fama di far lavorare gli attori con il corpo e duramente, questa volta ci ha richiesto altro ed è stato emozionante».