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  • Gianluca Reale

Compasso d'Oro, menzione d'onore a Vincenzo Castellana: «Riconoscimento a tutto il design siciliano»

«Quando mi insediai al consiglio nazionale ADI, come presidente della delegazione Sicilia, dissi: sapete tutti che il design è nato in Sicilia? Quasi tutti rimasero di sale, senza sapere che l’esperienza Ducrot-Basile a Palermo fu, nel settore dei mobili, una delle prime lavorazioni di design industriale insieme a quella di Thonet». Parola di Vincenzo Castellana, designer architetto, vincitore del «Compasso d’Oro 2020 – Menzione d’Onore in qualità di art director, che ha portato un’azienda siciliana ad attivare un nuovo brand nella sua totalità: strategia, comunicazione, prodotto». Il progetto è quello di “Desine” di Dallegno.


Vincenzo Castellana

Docente di Design strategico all’accademia Abadir di Catania, al Master di Design Management alla IULM e visiting professor al politecnico di Milano, Castellana considera il riconoscimento ricevuto dall’ADI come «la punta di un iceberg».

Il movimento dei designer siciliani è cresciuto?

«Assolutamente sì, sulla scorta della trasformazione avvenuta per inerzia nell’ambito del food, a partire dai vini e poi nel Ragusano dall’esperienza Moak che nel 2011 chiamò Bob Noorda per ridisegnare il suo marchio. La cosa che sta avvenendo è che oggi la realtà produttiva siciliana si sta rendendo conto, come accaduto nel settore del vino, che la qualità del prodotto non è la sola caratteristica per penetrare nei mercati».

Cos’altro serve?

«Dico sempre ai miei studenti che a prescindere della qualità del prodotto occorre progettare un sistema: marchi, packaging, web, comunicazione. Tutto deve accompagnare quel prodotto per dargli forza sul mercato. Questo oggi è possibile anche nell’ambito manifatturiero e il premio che ho ricevuto sposta l’asse proprio su questo settore».

Siete riusciti ad affermare questo concetto?

«Abbiamo fatto un lavoro importante di sensibilizzazione con ADI e con Abadir, quest’ultima come offerta formativa e culturale. Al suo interno, tra l’altro, abbiamo messo su l’OAP, Osservatorio Attività produttive, che mappa le aziende a livello regionale e le include nei percorsi didattici degli studenti».

Come viene visto il design siciliano a Milano e all’estero?

«Adesso abbiamo riflettori puntati: tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni sul rapporto tra design e territorio ci sta premiando. Oggi quando si parla di territorio a livello internazionale, ci troviamo un po’ avanti perché abbiamo lavorato e progettato con tante piccole aziende d’eccellenza nella manifattura. La cosa fondamentale che ha fatto accendere i riflettori sulla Sicilia è proprio la valorizzazione del rapporto tra design e artigianato».