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  • Redazione

Coronavirus,"grey gowns": «4200 new places in the schools of specialization are not enough»

The complaint of Dario Calì, national responsible of temporary workers area of the Italian Federation of Medical Unions Uniti-Fismu, during the demonstration held in Catania by the movement of the so-called "gray gowns".



«We are in another phase of the health crisis from Covid19 - Calì said - and on the level of strengthening public health, however, there are many unresolved issues. Especially for specialist training and access to the profession of thousands of young doctors, more than ever necessary for the National Health Service (NHS) also in view of possible new emergencies».


Calì addresses the Minister of Health, Roberto Speranza: «The Covid19 has taught us many things about our country, among the most important two: our NHS is no longer able to bear the cuts it has suffered in the last 30 years from all governments but also that our public health needs new recruits».


«The ministry - Calì adds - has allocated, as is well known, new funds for specialization schools to cover an additional 4200 places. It's strange how an emergency is necessary to get something moving. However, these additional 4200 places will not be enough to guarantee all colleagues, already stuck in the limbo of the training funnel, entry to a specialization school (the choice of the desired school is a real utopia). Perhaps the time has come to rethink the system of specialist training and to allow young doctors excluded from training to be able to conclude their training even outside of canonical university courses, creating alternative paths to university departments with training-work in hospitals».


«Those newly-qualified doctors sent to Covid hospitals without specialization in these weeks, as well as all the temporary workers - Calì concludes - will continue not to be guaranteed second level training also this year. A guarantee that, as we have already shown in other venues, is a responsibility of the State, which has invested millions of euros for the 6-year degree course to thousands of students but has irresponsibly abandoned them halfway».



(ITA) Sanità, i camici "grigi": «Insufficienti 4200 nuovi posti nelle scuole di specializzazione»


La denuncia di Dario Calì, responsabile nazionale dell’area dei Precari di Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu, nel corso della manifestazione svoltasi a Catania del movimento dei cosiddetti “camici grigi”«Siamo in un’altra fase della crisi sanitaria da Covid19 e sul piano del potenziamento della sanità pubblica però sono molti i nodi irrisolti. Soprattutto per la formazione specialistica e l’accesso alla professione di migliaia di giovani medici, più che mai necessari al SSN anche in vista di eventuali nuove emergenze».


Calì si rivolge al ministro della Salute, Roberto Speranza: «Il covid19 ci ha insegnato molte cose del nostro paese, tra le più rilevanti due: il nostro SSN non è più in grado di sostenere i tagli che ha subito negli ultimi 30 anni da tutti i governi ma anche che la nostra sanità pubblica necessita di nuove leve». 


«Il ministero - aggiunge Calì - ha stanziato, come è noto, nuovi fondi per le scuole di specializzazione a copertura di ulteriori 4200 posti. È singolare come sia necessaria un’emergenza per far smuovere qualcosa. Tuttavia questi ulteriori 4200 posti non saranno sufficienti a garantire a tutti i colleghi, già bloccati nel limbo dell’imbuto formativo, l’ingresso in una scuola di specializzazione (la scelta poi della scuola desiderata è una vera utopia). E' forse è giunto il momento di ripensare il sistema della formazione specialistica e permettere ai giovani medici esclusi dalla formazione di poter concludere il proprio percorso di formazione anche al di fuori dei percorsi universitari canonici, realizzando percorsi alternativi ai reparti universitari con la formazione-lavoro negli ospedali». 

“A quei medici neoabilitati mandati negli ospedali covid senza specializzazione in queste settimane, così come a tutti i precari - conclude Calì - continuerà anche quest'anno a non essere garantita la formazione di secondo livello. Garanzia che, come abbiamo già esposto in altre sedi, è responsabilità dello Stato, che ha investito milioni di euro per i 6 anni di corso di laurea a migliaia di studenti ma che a metà strada li ha irresponsabilmente abbandonati».