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  • Redazione

Covid-19, also Sicilians among the 180 Italians blocked in Argentina


180 Italians would be stuck in Argentina, unable to return, now without money or clothes. Canceled flights or remaining flights at exorbitant prices, even 8 times higher than the pre-emergency coronavirus ones. The news, reported by the Ansa agency, comes from Agrigento, made known by the lawyer Giuseppe Scozzari, who has been busy for weeks to be able to return his mother and cousins ​​with family in tow, stranded in the Argentine capital, Buenos Aires. «It is a problem - said the lawyer Giuseppe Scozzari - that we ask to be directly addressed and resolved by the national government. The few who managed to return had to pay Alitalia for expensive airline tickets. My mother - added the lawyer - left on March 5 with my cousins, husband and wife pregnant in the seventh month, and their two children. They had gone to visit my aunt, my mother's sister, before chaos broke out in the world. The arrival was not the most encouraging. The Argentine government imposed quarantine on anyone who came from Italy. Once the isolation for the Italians ended, the one reserved for all Argentines began. For 40 days she has practically been imprisoned at home».

Meanwhile, the season has changed in Argentina, summer has given way to autumn, and many Italians, including Sicilians, are not equipped with clothing.  According to Ansa, the government is trying to unblock other flights. The Farnesina has made it known that over 500 Italians have already returned safely from Argentina in recent weeks; of these, 407 returned from Buenos Aires on 23 March with special Neos flights, always organized under the impetus of the Farnesina, at the price of only 65 euros per person. But from March 23 to April 27 a month has passed, although the Farnesina - the ANSA still reports - says that the last trips have seen the planes return with a completely marginal number of reservations compared to the capacity of the aircraft made available. In this context, it is also highlighted how the Farnesina - having no direct competence on the cost of air tickets for Italians who want to return to Italy - has never failed to express its concern about those flights that instead recorded a ticket cost higher than the market value. In short, the ministry cannot intervene on the ticket price.



(ITA) Covid-19, anche siciliani tra i 180 italiani bloccati in Argentina da 40 giorni


Sarebbero 180 gli italiani bloccati in Argentina, impossibilitati a tornare, ormai senza soldi né vestiti. Voli cancellati e quelli restanti a prezzi esorbitanti, anche 8 volte più alti di quelli pre emergenza coronavirus. La notizia, riportata dall’agenzia Ansa, arriva da Agrigento, resa nota dall’avvocato Giuseppe Scozzari, da settimane impegnato per poter far rientrare la madre e i cugini con famiglia al seguito, bloccati nella capitale argentina, Buenos Aires. «E' un problema - ha detto l'avvocato Giuseppe Scozzari - che chiediamo venga direttamente affrontato e risolto dal governo nazionale. I pochi che sono riusciti a rientrare hanno dovuto pagare all'Alitalia biglietti aerei carissimi. Mia madre – aggiunge l’avvocato - è partita il 5 marzo insieme ai miei cugini, marito e moglie incinta al settimo mese, e i loro due figli. Erano andati a trovare mia zia, la sorella di mia madre, prima che scoppiasse il caos nel mondo. L'arrivo non è stato dei più incoraggianti. Il governo argentino ha imposto la quarantena a chiunque arrivava dall'Italia. Finito l'isolamento per gli italiani, è iniziato quello riservato a tutti gli argentini. Da 40 giorni in pratica è reclusa in casa». Nel frattempo in Argentina è cambiata la stagione, l’estate ha lasciato il posto all’autunno, e molti italiani, tra cui i siciliani, non sono attrezzati con il vestiario.

Secondo l’Ansa, il governo sta provando a sbloccare altri voli. La Farnesina ha fatto sapere che sono oltre 500 gli italiani già rientrati in sicurezza dall’Argentina nelle ultime settimane; di questi, 407 hanno fatto ritorno proprio da Buenos Aires il 23 marzo con voli speciali Neos, organizzati sempre dietro impulso dalla Farnesina, al prezzo di sole 65 euro a persona. Ma dal 23 marzo al 27 aprile è passato un mese, seppure la Farnesina – riporta ancora l’Ansa – dica che gli ultimi viaggi hanno visto gli aerei rientrare con un numero di prenotazioni del tutto marginale rispetto alla capienza del velivolo messo a disposizione. In questa cornice, si evidenzia peraltro come la Farnesina - non avendo alcuna diretta competenza sul costo dei biglietti aerei per gli italiani che vogliono rientrare in Italia - non abbia mai mancato di esprimere la propria preoccupazione circa quei voli che hanno invece registrato un costo dei biglietti superiore al valore di mercato. Insomma, sul prezzo del biglietto il ministero non può intervenire.