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  • Gianluca Reale

Covid-19, "Distantia" the app from University to mantain the distances


The "made in Sicily" app arrives to keep the right distances. If you are too close, the app sends an audible alarm. It's called "Distantia", it is still in the "beta" phase and was born at the University of Catania. Professor Sebastiano Battiato, rector's delegate for Information Systems and Strategic Programming and his colleague Filippo Stanco, rector's delegate for Communication, both from the Department of Mathematics and Computer Science, have launched a call to recruit brains and ideas to focus on new technologies which can helping us in reducing the risk of infection. There is not only the "Distantia" app, therefore, but also other projects that could soon see the light. Will it be a little copy of "Immuni" app? «Absolutely not, ours is not a tracking app» Battiato says. The professor knows how many privacy concerns the national contact tracking app, chosen by the emergency commissioner, Arcuri, generated. Without data recording, however, "Distantia" signals in real time if and how we have exceeded the safety limit. «All in full respect of privacy, once installed on the mobile phone, automatically provide for the presence of other devices via the Bluetooth signal, signaling the event of excessive proximity with a special sound signal», the professors explains. «The signal intensity - he add - provide an approximate estimate of the distance, acting as a "rigorous" and effective controller in future primary and secondary prevention strategies in the health and social field». The app is already available in prototype form, in the coming days it will be released for free in the Google / Apple stores, initially reserved for some beta testers who will verify its operation.


«The development plan - professors Battiato and Stanco add - provides for the creation of additional features that will allow, in addition to individual use, also the possibility of monitoring closed environments or commercial activities by security personnel».

A university working group is in charge of the app, which is drafting the policy of use, the IT infrastructure and, thanks to the contribution of some developer students, graduating in Computer Science, all the technical and usability details. In particular, the students Fabrizio Billeci, Giuseppe Criscione and Marcello Maugeri responded with enthusiasm to the call launched by the teachers. Then, the researchers Dario Allegra and Alessandro Ortis joined the group spontaneously. During the planning and design of the use cases there was the support of professors Cristoforo Pomara (ordinary of Legal Medicine), Antonio Terrasi and Filippo Caraci (delegates of the rector for Technology Transfer and Business Relations). The staff of the University's Patent and Technology Transfer Office provided intellectual property advice and a feasibility and privacy impact study.



(ITA) Covid-19, all'Università nasce l'app "Distantia" per mantenere il distanziamento


Arriva l’app “made in Sicily” per riuscire a mantenere le distanze. Se si è troppo vicini, manda un alert sonoro. Si chiama “Distantia”, è ancora in fase “beta” ed è nata all’Università di Catania. Il professore Sebastiano Battiato, delegato del rettore ai Sistemi Informativi e alla Programmazione Strategica e il collega Filippo Stanco, delegato del rettore alla Comunicazione, entrambi del Dipartimento di Matematica e Informatica, hanno lanciato una call per reclutare cervelli e idee da focalizzare sul soccorso che possono darci le nuove tecnologie nel ridurre il rischio contagio. Non sono l’app “Distantia”, dunque, ma anche altri progetti che presto potrebbero vedere la luce.


Sarà una “Immuni” di casa nostra? «Assolutamente no, la nostra non è una app di tracciamento» precisa Battiato. Il professore sa quanti dubbi in tema di privacy ha generato l’app di contact tracing scelta a livello nazionale dal commissario per l’emergenza, Arcuri.

Senza registrare dati, invece, “Distantia” segnala in tempo reale se e come abbiamo superato il limite di sicurezza. «Tutto nel pieno rispetto della privacy, una volta installata sul cellulare consente di rilevare automaticamente, tramite il segnale Bluetooth, la presenza di altri dispositivi, segnalandone con un apposito segnale sonoro l'eventuale eccessiva vicinanza», spiegano i professori. «L'intensità del segnale – aggiungono - consente una stima approssimata della distanza, agendo da controllore "rigoroso" ed efficace nelle future strategie di prevenzione primaria e secondaria in ambito sanitario e sociale».

Nei prossimi giorni, l'app, già disponibile in forma prototipale, sarà rilasciata in maniera gratuita negli store Google/Apple, riservata inizialmente ad alcuni beta tester che ne verificheranno il funzionamento.


«Il piano di sviluppo – aggiungono i professori Battiato e Stanco - prevede la realizzazione di funzionalità aggiuntive che consentiranno, oltre all'utilizzo individuale, anche la possibilità di monitorare ambienti chiusi o attività commerciali da parte degli addetti alla sicurezza».

Dell’app si occupa un gruppo di lavoro universitario che sta redigendo la policy di utilizzo, l'infrastruttura informatica e, grazie al contributo di alcuni studenti developer, laureandi in Informatica, tutti i dettagli tecnici e di usabilità. In particolare gli studenti Fabrizio Billeci, Giuseppe Criscione e Marcello Maugeri hanno risposto con entusiasmo alla call lanciata dai docenti. Poi, in maniera spontanea si sono uniti al gruppo anche i ricercatori Dario Allegra e Alessandro Ortis. In fase di progettazione e di design dei casi d'uso c’è stato il supporto dei professori Cristoforo Pomara (ordinario di Medicina legale), Antonio Terrasi e Filippo Caraci (delegati del rettore al Trasferimento tecnologico e ai Rapporti con le imprese). Lo staff dell'Ufficio Brevetti e del Trasferimento Tecnologico dell’ateneo ha fornito la consulenza per la proprietà intellettuale e lo studio di fattibilità e di impatto privacy.