Search
  • Gianluca Reale

Covid-19, Istat: in Sicily -2.7% deaths in March 2020 compared to 2015-2019

While at the national level the deaths of March 2020 grew by 49.4% compared to the average of the previous five years, concentrated mainly in Northern Italy (in Bergamo + 568%), in the South and in Sicily even fewer people died than in the past. In the southern regions, the "low diffusion areas" of Covid-19 (1,817 municipalities, 34 provinces) the deaths of March 2020 are on average 1.8% lower than the 2015-2019 average. In Sicily, even less: in March 2020 there was a drop in deaths of 2.7% compared to the average for the same month 2015-2019: 4,847 in 2020 against 4,948, 101 fewer deaths. To make a comparison, in Lombardy in March they increased by 185.5% compared to the previous five years (27,279 against 11,195). Istat says thatpresenting, together with the Istituto Superiore di Sanità, the Report on the impact of the Covid-19 epidemic on the total mortality of the population in the first quarter of 2020. An investigation that a few days ago had in part anticipated the Istat president, Gian Carlo Blangiardo, in a lectio magistralis at the Kore University of Enna.   The fact is that the Report seems to be a statistical "certification" of a significantly lower incisiveness of the virus in the South, at least on mortality, despite the data concerning 6,866 Italian municipalities, 87% of the 7,904 overall. Not all of them, but a very large slice, practically 86% of the population residing in Italy.


In Sicily, the available data refer to 73.4% of the population. There are 77 Covid-19 certified deaths (i.e. attributable only to the virus) from 20 February to 31 March 2020, 1.6% of the total deaths in the same period. A low impact, which however could change with further surveys given that at the end of April the deaths from Covid were 235, tripled. In any case, already in March, the trend compared to the beginning of the year had changed: in January and February 2020 the number of deaths had marked -5.4% compared to the average 2015-19, in March - 2.7 .   What do the data say by province? There are territories that have seen a decrease in total deaths, others that have had an increase. The total balance is however with a minus sign. Enna is the only Sicilian province in the group that Istat classifies as "medium diffusion". The data refer to 40.3% of the population and in this case there is an increase in the number of deaths in March of 12.2% compared to the average of 2015-2019. (134 deaths against 117), 10 deaths directed by Covid, with an incidence of 7.5% of the total deaths. Data that could change with the expansion of the survey. In the group of provinces with a "low spread of Covid-19" we find Agrigento which recorded a -8% of total deaths in March 2020 compared to the 2015/19 average (404 versus 437), while Caltanissetta recorded a + 8.3%, decidedly against the trend compared to January-February where it recorded -11.4% of deaths compared to previous years. In the province of Catania, limited to 60% of the resident population, -1.8% of deaths were recorded in March compared to the 2015-19 average (839 against 850, 28 deaths caused by Covid-19, 3.3% of the total). In Messina, on 80.6% of Municipalities, there is an increase of 2.6 of the deaths in March 2020 (840 against 832), 18 directed by Covid-19, 2.1% of the total. In Ragusa there is a -4.7%, of deaths in March, in Syracuse a + 0.6%, in Trapani + 0.9%; in Palermo even a - 9.2% (1340 vs 1417), 3 deaths directed by Covid -19, only 0.3% of the total.


We must take these data with caution of course. Istat warns that "the epidemic in some areas is delayed, in other cases there is still a lot of data missing. As for the province of Catania, where only slightly more than 50% of the municipalities have been registered. We will therefore have to wait for further surveys.   Finally, the report then identifies the cases of "direct" mortality attributable to Covid-19 (approximately 13,700 deaths in the first quarter of 2020 throughout Italy) and a further share of approximately 11,600 other deaths throughout the national territory for which three hypotheses are assumed. causes: an additional mortality associated with Covid-19 (deaths in which the swab was not performed), an indirect mortality related to Covid-19 (deaths from organ dysfunctions such as heart or kidneys, probable consequences of the disease. IL which means that Covid-19 may have affected deaths in various ways, even indirectly. Now we only have to wait for the detection of data from several municipalities and for the month of April. We will see if this photograph of the country will be confirmed or if it will change.



(ITA) Covid-19, l'Istat: in Sicilia -2,7 decessi a marzo 2020 rispetto a 2015-2019


Mentre a livello nazionale i decessi del mese di marzo 2020 sono cresciuti del 49,4% rispetto alla media dei cinque anni precedenti, concentrati soprattutto al Nord Italia (a Bergamo + 568%), al Sud e in Sicilia sono morte addirittura meno persone che in passato. Nelle regioni meridionali, le “aree a bassa diffusione” di Covid-19 (1.817 comuni, 34 province) i decessi del mese di marzo 2020 sono mediamente inferiori dell’1,8% alla media 2015-2019.


In Sicilia, ancora meno: a marzo 2020 si è registrato un calo di morti del 2,7% rispetto alla media dello stesso mese 2015-2019: 4.847 nel 2020 contro 4.948, 101 morti in meno. Per fare un paragone, in Lombardia a marzo sono aumentate del 185,5% rispetto ai cinque anni precedenti (27.279 contro 11.195).


Lo dice l’Istat che, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, ha presentato il Rapporto sull’impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione nel primo trimestre 2020. Un’indagine che qualche giorno fa aveva in parte anticipato il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in una lectio magistralis all’Università Kore di Enna.

Fatto sta che il Rapporto sembra una “certificazione” statistica di una netta minore incisività del virus al Sud, quantomeno sulla mortalità, nonostante i dati riguardino 6.866 comuni italiani, l’87 % dei 7.904 complessivi. Non tutti, ma una larghissima fetta, in pratica l’86% della popolazione residente in Italia.

In Sicilia, i dati disponibili si riferiscono al 73,4% della popolazione. I decessi certificati Covid-19 (cioè imputabili solo al virus) dal 20 febbraio al 31 marzo 2020 sono 77, l’1,6% dei decessi totali dello stesso periodo. Un impatto basso, che però potrebbe cambiare con ulteriori rilevazioni visto che a fine aprile i decessi da Covid erano 235, triplicati. In ogni caso, già a marzo, la tendenza rispetto a inizio anno era cambiata: nei mesi di gennaio e febbraio 2020 il numero di morti aveva fatto segnare un -5,4% rispetto alla media 2015-19, a marzo - 2,7.

Cosa dicono i dati per provincia? Ci sono territori che hanno visto una decrescita delle morti totali, altri che hanno avuto un aumento. Il saldo totale è comunque col segno meno. Enna è l’unica provincia siciliana che si trova nel gruppo che l’Istat classifica a “media diffusione”. I dati si riferiscono al 40,3% della popolazione e in questo caso si registra un aumento del numero di decessi di marzo del 12,2% rispetto alla media del 2015-2019. (134 decessi contro 117), 10 decessi diretti da Covid, con una incidenza del 7,5% sul totale dei morti. Dati che potrebbero mutare con l’ampliamento della rilevazione. Nel gruppo delle province a “bassa diffusione di Covid-19” troviamo Agrigento che registra un -8% di decessi totali a marzo 2020 rispetto alla media 2015/19 (404 contro 437), mentre Caltanissetta fa segnare un + 8,3%, decisamente in controtendenza rispetto a gennaio-febbraio dove registrava -11,4% di decessi rispetto agli anni precedenti. In provincia di Catania, limitatamente al 60% della popolazione residente, a marzo si sono registrate -1,8% morti rispetto alla media 2015-19 (839 contro 850, 28 i decessi diretti da Covid-19, il 3,3% del totale). A Messina, sull’80,6% dei Comuni, c’è un aumento del 2,6 dei morti a marzo 2020 (840 contro 832), 18 diretti da Covid-19, il 2,1% del totale. A Ragusa si registra un -4,7%, di decessi a marzo, a Siracusa un + 0,6%, a Trapani +0,9%; a Palermo addirittura un – 9,2% (1340 contro 1417), 3 morti dirette da Covid -19, solo lo 0,3% del totale.

Bisogna prendere questi dati con prudenza naturalmente. L’Istat avverte che «l’epidemia in alcune zone è arrivata in ritardo, in altri casi mancano ancora molti dati. Come per la provincia di Catania, dove sono stati censiti solo poco più del 50% dei Comuni. Bisognerà quindi attendere ulteriori rilevazioni.

Infine, Il rapporto individua poi i casi di mortalità “diretta” attribuibile a Covid-19 (circa 13.700 decessi nel primo trimestre 2020 in tutta Italia) e una quota ulteriore di circa altri 11.600 decessi su tutto il territorio nazionale per la quale si ipotizzano tre cause: una ulteriore mortalità associata a Covid-19 (decessi in cui non è stato eseguito il tampone), una mortalità indiretta correlata a Covid-19 (decessi da disfunzioni di organi quali cuore o reni, probabili conseguenze della malattia. IL che significa che Covid-19 può avere inciso in diversi modi sui decessi. Anche indirettamente. Adesso non resta che attendere la rilevazione di più Comuni e del mese di aprile. Vedremo se questa fotografia del paese sarà confermata o se cambierà.