Search
  • Redazione

Covid-19, Phase 2, «Sicily is not like Lombardy, we are disappointed»


Disappointed. In Sicily - starting with the President of the Region up to many mayors, almost always from the center, trade associations such as Confcommercio - many expected the possible opening of some activities from May 4th. The first to express "disappointment" for what was announced by Prime Minister, Conte, yesterday at the press conference was the President of the Region, Nello Musumeci. He doesn't like «measures that seem contradictory and paralyzing for some categories». And then: «It was wrong - Musumeci said - to postpone the reopening of small shops, such as those of hairdressers and barbers, until June. It would have been enough to authorize them with the obligation to receive a maximum of customers per day, all by appointment. I don't think gatherings would form, and it would be a way, for thousands of businesses, to start again, albeit with a narrow gauge, to be able to at least pay the rent of the shops». He also didn't like the takeaway solution for bars and restaurants. «Authorization to open takeaway food and drink outlets only - newspaper La Sicilia reports - that long queues will be created in front of bars and restaurants, difficult to regulate». But if there is disappointment among the merchants, expressed by Confcommercio Palermo, some mayors of political weight also make themselves heard. Like the first citizen of Catania, Salvo Pogliese. And it could be no a coincidence that Pogliese belongs to "Fratelli d'Italia", a political force that has engaged in a very tough battle with the premier, even if the mayor of Catania still has more institutional tones in expressing his disappointment.


«Together with so many Italians - Pogliese said - I felt great disappointment in re-reading the Prime Minister's Decree which in fact postpones any substantial measure to restart the commercial and productive activities, leaving small and medium-sized entrepreneurs without perspective they hoped with due caution in a recovery. The Government did not take responsibility for taking note of the substantial diversity of the statistical data of the contagion between the Northern and Southern Regions, treating confusingly different situations in the same way, given that Sicily had a minor impact with the virus, for example compared to Lombardy or Emilia Romagna, areas where the imposed severity could have made sense». «Bars and restaurants, but also hairdressers and beauticians and other owners of small businesses, will have to wait another month to raise their china, increasing the economic discomfort of an already devastated entrepreneurial and employment fabric like the Sicilian one. In the face of this obvious inattention - complains Pogliese - the mayors are once again left with a match in hand, without clear directives, on the trenches of citizens' needs ». Therefore, «we renew to the national executive, with the necessary sense of responsibility, the call for greater incisiveness and to take into account the objective different territorial conditions of Covid patients, preparing measures that take into account the actual local needs, without the confused prescriptions and contradictory narrated on TV, to prevent economic and social hardship in the most fragile areas like Sicily from becoming dramatic and, hopefully never, even uncontrollable ".



(ITA) Covid-19, nuovo dpcm: «Delusi dal governo Conte, Sicilia non è come Lombardia»


Dal presidente della Regione Musumeci al sindaco di Catania, Pogliese, tanti esprimono disappunto per le disposizioni del nuovo dpcm


Delusi. In Sicilia - a cominciare dal presidente della Regione sino a molti sindaci, quasi sempre di centrodestra, associazioni di categoria come Confcommercio – tanti si aspettavano la possibile apertura di alcune attività dal 4 maggio. Il primo a esprimere «delusione» per quanto annunciato dal premier Conte, ieri in conferenza stampa, è stato il presidente della Regione Nello Musumeci. «Misure – ha detto Musumeci - che sembrano contraddittorie e paralizzanti per alcune categorie». E poi: «Sbagliato rinviare a giugno la riapertura delle piccole botteghe, come quelle di parrucchieri e barbieri. Sarebbe bastato autorizzarli con l’obbligo di ricevere un massimo di clienti al giorno, tutti per appuntamento. Non credo si formerebbero assembramenti, e sarebbe un modo, per migliaia di attività, di ripartire, seppur a scartamento ridotto, per poter almeno pagare l’affitto delle botteghe». Non gli è piaciuta neanche la soluzione “takeaway” per bar e ristoranti. «L’autorizzazione all’apertura con modalità solo da asporto degli esercizi di somministrazione di cibi e bevande – ha detto al quotidiano La Sicilia – farà si che davanti a bar e ristoranti si creeranno lunghe code, difficili da disciplinare».


Ma se tra i commercianti c’è delusione, espressa ad esempio da Confcommercio Palermo, anche alcuni sindaci di peso politico si fanno sentire. Come il primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese. E non è forse un caso che Pogliese appartenga a Fratelli d’Italia, forza politica che col premier ha ingaggiato una durissima battaglia, anche se il sindaco di Catania ha comunque toni più istituzionali nell’esprimere il suo disappunto.


«Insieme a tanti italiani – ha reso noto Pogliese - ho provato grande delusione a rileggere il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che di fatto rinvia qualunque sostanziale misura per fare ripartire le attività commerciali e produttive, lasciando senza prospettiva i piccoli e medi imprenditori che speravano con le dovute cautele in una ripresa. Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, trattando confusamente allo stesso modo situazioni ben diverse, visto che la Sicilia ha avuto un impatto minore con il virus, per esempio rispetto alla Lombardia o all’Emilia Romagna, zone in cui la severità imposta forse poteva avere un senso».


«Bar e ristoranti ma anche parrucchieri ed estetisti e altri titolari di piccole attività, dovranno aspettare ancora un mese per poter rialzare la china, aumentando il disagio economico di un tessuto imprenditoriale e occupazionale già devastato come quello siciliano. A fronte di tale palese disattenzione – lamenta Pogliese - i sindaci sono ancora una volta lasciati con il cerino in mano, senza chiare direttive, sulla trincea dei bisogni dei cittadini».


Perciò, «rinnoviamo all'esecutivo nazionale, con il senso di responsabilità necessario, l’appello a una maggiore incisività e a tenere conto delle oggettive differenti condizioni territoriali dei malati Covid, approntando misure che tengano conto degli effettivi bisogni locali, senza le prescrizioni confuse e contraddittorie raccontate in Tv, per evitare che disagio economico e sociale delle zone più fragili come la Sicilia, diventi drammatico e, speriamo mai, persino incontrollabile».