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  • Gianluca Reale

Covid Hospital, no to isolated structures, yes to rationalization of existing ones

Here is the strategy of the regional government for the "post-emergency" coronavirus phase. No to autonomous Covid Hospitals, yes to rationalizations of the Covid structures present in practice in every hospital, except in some cases. A plan is being studied to manage this start-up phase and be ready, in September, for a possible new surge in the infection. The regional councilor for Health, Ruggero Razza, who spoke today at the conference of mayors of the province of Catania, called by the metropolitan mayor Salvo Pogliese, explained the new strategy to manage phase 2 and the possible flashback of the coronavirus in September. The meeting was convened at the request of the mayor of Militello Val di Catania, Giovanni Burtone who argues for the need to create a single Covid Hospital for the entire Etna area, so as to free the other hospitals where people no longer go to be treated other pathologies for fear of being infected». This is Burtone's speech at the conference of mayors:


Razza, however, explained that the Covid Hospital hypothesis in a single and autonomous structure is outdated: it would be expensive, would not allow to respect the parameters indicated by the decree of the Ministry of Health of 30 April and would not respect the guidelines provided by the scientific committee who followed the regional government throughout the emergency. «In the management phase of the coronavirus emergency - he said - among the fixed points dictated by the guidelines suggested by Sicilian infectious disease specialists, there is precisely the exclusion of the use of structures not directly connected with other public emergency hospital services and health treatment or the use of private facilities». Here is what Councilor Razza said to journalists:


«The Sicilian territorial health system must be perfectly organized by September - declared the regional councilor Ruggero Razza -. Much has already been done in recent months, overcoming great difficulties due to the emergency. Now the situation has improved and we are able to protect health workers and the population with the appropriate protective devices, also providing hospital resuscitation facilities by distributing one hundred lung fans expected in the coming days. Thanks to the hard line of the rigor and prudence of the governor Nello Musumeci who issued measures for the closure of ports and airports, the Sicilian health system has withstood the spread of the epidemic and has avoided an opportunity for infection». Councilor Razza believes it is desirable to create anti-covid beds in all Sicilian hospitals and to start planning to upgrade existing structures by September, rather than creating ad hoc structures that would cost a lot and in any case would not solve the problem.



(ITA) Covid Hospital, no a strutture isolate, si a razionalizzazione di quelle esistenti


Ecco la strategia del governo regionale per la fase “post emergenza” coronavirus. No a Covid Hospital autonomi, si a razionalizzazioni delle strutture Covid oggi presenti in pratica in ogni ospedale, tranne che in alcuni casi. Un piano è allo studio per gestire questa fase di rjpartenza ed essere pronti, a settembre, per una possibile nuova impennata del contagio.


A spiegare la nuova strategia per gestire la fase 2 e l’eventuale ritorno di fiamma del coronavirus a settembre, è l’assessore alla Salute Ruggero Razza, intervenuto oggi alla conferenza dei sindaci della provincia di Catania, indetta dal sindaco metropolitano Salvo Pogliese. La riunione è stata convocata su richiesta del sindaco di Militello Val di Catania, Giovanni Burtone che sostiene la necessità di realizzare un Covid Hospital unico per tutto il territorio etneo, così «da liberare gli altri ospedali dove la gente non va più a farsi curare le altre patologie per paura di rimanere contagiati».


Questo il suo intervento alla conferenza dei sindaci:



Razza, però, ha spiegato che l’ipotesi Covid Hospital in una struttura unica e autonoma è superata: sarebbe costosa, non permetterebbe di rispettare i parametri indicati dal decreto del ministero della Salute del 30 aprile e non rispetterebbe le linee guida fornite dal comitato scientifico che ha seguito il governo regionale durante tutta l'emergenza. «Nella fase di gestione dell’emergenza coronavirus - ha detto - tra i punti fermi dettati dalle linee guida suggerite dagli infettivologi siciliani, vi è proprio l’esclusione dell’utilizzo di strutture non collegate direttamente con gli altri servizi ospedalieri pubblici di pronta emergenza e trattamento sanitario o l’utilizzo di strutture private».


Ecco cosa ha detto l'assessore Razza ai giornalisti:



«Il sistema sanitario territoriale siciliano deve essere perfettamente organizzato entro settembre – ha dichiarato l’assessore regionale Ruggero Razza -. Molto è stato già fatto nei mesi scorsi, superando grandi difficoltà dovute all’emergenza. Adesso la situazione è migliorata e siamo in grado di proteggere i sanitari e la popolazione con i dispositivi di protezione adeguati, dotando inoltre le strutture di rianimazione degli ospedali distribuendo cento ventilatori polmonari attesi nei prossimi giorni. Grazie alla linea dura del rigore e della prudenza del governatore Nello Musumeci che ha emesso provvedimenti di chiusura di porti e aeroporti il sistema sanitario siciliano ha retto al diffondersi dell’epidemia ed ha evitato occasione di contagio d’importazione».


L’assessore Razza ritiene auspicabile la creazione di posti letto anti covid in tutti gli ospedali siciliani e l’avvio delle progettazioni per il potenziamento delle strutture esistenti entro settembre, anziché creare strutture ad hoc che costerebbero tantissimo e comunque non risolverebbero il problema posto.