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  • Redazione

Dissesto Comune Catania, Confcooperative: solo 40 ml per i creditori, rischio tempi lunghi

Quaranta milioni di euro che dalla fine di settembre verranno messi a disposizione dell'organo straordinario di liquidazione del Comune di Catania per soddisfare i creditori dell'amministrazione. Questa la somma che il Comune di Catania avrebbe a disposizione al momento, poca roba rispetto al carico di debito che l'ha portato al dissesto finanziario nel 2018.



Il municipio di Catania

La cifra viene fuori da una comunicazione che Confcooperative fa ai suoi associati, a seguito dell'incontro che la stessa Confcooperative, insieme con Legacoop, Agci, Unicoop ed Uneba, ha avuto lo scorso 8 settembre con i commissari liquidatori Pace e Sapienza e i dirigenti comunali Clara Leonardi, Francesco Gullotta e Roberto Giordano. L'incontro era stato chiesto a fine luglio.

Nell'incontro, dice Confcooperative, «abbiamo nuovamente rappresentato le preoccupazioni, a partire dai tempi di definizione delle procedure di dissesto, visto che sono già trascorsi quasi 2 anni dall’avvio e oggi non è proprio prevedibile la sua fine». Dall'incontro sarebbero emerse due «importanti novità»: una, nel mese di «luglio 2020 è intervenuta una sentenza della Corte dei Conti - sezione autonomie, che ha sancito che i debiti fuori bilancio potranno essere approvati dagli uffici competenti senza cioè la necessità di far approvare gli stessi dal consiglio comunale; la seconda, «Il Comune non può accendere nuovi mutui con Cassa Depositi e Prestiti e quindi può far fronte ai debiti solo con risorse proprie. Ci è stato annunciato che in questo momento il Comune avrebbe la disponibilità di 40 milioni di euro e che, conseguentemente, la somma verrà messa a disposizione dell’Organo straordinario di liquidazione già a partire dalla fine del mese di settembre, per riprendere le transazioni con i creditori secondo l’ordine cronologico. E’ quindi probabile che ad alcune cooperative verranno inviate le proposte transattive, secondo la delibera dell’OSL del 14 gennaio 2020 (dal 40 al 60% in base all’anno di definizione del credito)».  


Per il mondo cooperativo non è una buona notizia. «Certamente è apparsa chiara la difficoltà economica ed organizzativa del comune - dice la nota di Confcooperative - che non potrà liberarsi nel medio periodo del carico dei debiti pregressi, compresi della relativi a periodi precedenti al 31 dicembre 2018, in quanto non potrà contare su ulteriori somme dallo stato (fatto salvo nuovi provvedimenti legislativi). Ciò implicherebbe un allungamento della durata del periodo del dissesto e quindi anche la possibilità di recuperare i propri crediti per chi volesse rinunciare alla proposta transattiva dell’OSL». Il mondo cooperativo organizzerà un incontro per decidere come comportarsi alla ricezione delle proposte transattive.