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  • Redazione

Elezioni amministrative, da Palermo stop ai concorsi in sanità fino a dopo il voto

Stop, seppur momentaneo, ai concorsi sanitari avviati o in itinere nelle aziende ospedaliere. Con l'unica eccezione di quelli relativi alla «implementazione degli organici carenti e delle attività connesse all'emergenza pandemica, anche finalizzati all'attribuzione della direzione di unità operative complesse». Lo dice un vademecum anti-propaganda firmato dall'assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, e trasmesso alle Asp e per conoscenza alle 14 Procure dell'isola.


Questo perché, scrive Razza nel documento, nelle prossime elezioni del 4 e 5 ottobre «potrà verificarsi che siano presenti nelle liste elettorali dipendenti del Servizio sanitario regionale e delle strutture private convenzionate». Quindi pre precauzione, per “tenere del tutto estraneo alla contesa il sistema sanità», l'assessore ha deciso di sospendere i concorsi.


Si tratta di un atto di indirizzo del 10 settembre firmato anche dal dirigente generale Mario La Rocca. Nel provvedimento l'assessore sollecita le Asp a trasmettere un codice di comportamento per la campagna elettorale, rispettando cinque regole: nessuna inaugurazione di reparto; le attività sanitarie non potranno (né dovranno) essere turbate da iniziative di carattere propagandistico, ivi compresa la organizzazione di riunioni ed incontri; nessun nuovo contratto; vietato diffondere "santini"; si invitano i candidati, a richiedere un periodo di aspettativa e/o di usufruire dei giorni di permesso per la durata della campagna elettorale.


Raccomandazioni che evidentemente si sono rese necessarie, visto che nelle liste per le prossime amministrative brulicano i candidati facenti parte del mondo della sanità. E' il cado di Enna, ad esempio. In particolare si tende ad evitare che le corsie d'ospedale e gli ambulatori sanitarie diventino un'agorà politica e i concorsi merce di scambio.