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  • Gianluca Reale

Franceschini, the high speed and the bridge: yes, but not in 50 years

For the Ministry of Culture, Dario Franceschini, infrastructures is «the most important priority. I am thinking of a great investment in mobility. It is not possible and right that high speed stops in Salerno».


And so, for the Minister, «we must have the courage to imagine the high speed railway that arrives in Sicily, up to Catania and Palermo». So Franceschini told Corriere della Sera in an interview about the restart of the tourism sector and the South of Italy.


So, there is a member of the government who really pushes on "sewing" Italy from North to South, making it the same, at least at an infrastructural level. Saying that it is necessary to bring the high speed railway to Catania and Palermo, Franceschini does two very important things, even if they do not fall within his specific competence. But two important "political" indications remain.


On the one hand, to the precise question of the journalist, Monica Guerzoni, on the consequent necessity of the Bridge over the Strait, he admits: «Well, high-speed trains will have to cross the Strait. But the costs and benefits of all alternative solutions must be seen». It's not a convinced yes, but a "covered" yes not to be too bold. But it's clear that high speed without a bridge is like saying "pasta alla Norma" without fried eggplant.


On the other hand, Franceschini defeats the line of Ferrovie dello Stato that for Sicily has "launched" a plan, snail, to give the island "high capacity", a term coined perhaps specifically for the land of Camilleri. In essence it means a speed equal to that which was already present in the northern regions years ago, in short, the normality of a double track with normal trains. It is a shame that the work for the doubling of the lines, which started in slow motion and in sections, will last for years. Today to go from Catania to Palermo by train, 190 km, takes two hours and 40 minutes, not bad compared to a few years ago, when you risked making the trip in 5 and a half hours. With the high "capacity" the promise is that it will take an hour and 45 minutes, in short almost two, when you travel from Milan to Rome, 500 km, in two and a half hours.


Then yes, high speed would be welcome, together with the bridge, but really. And not in 50 years' time, when you can travel from Milan to Rome by teleportation or flying trains. Please don't kidding us. So dear minister, a notoriously serious person, let's try to follow up on this statement of intent. Since, as the secretary of the PD, Nicola Zingaretti, always on the Corriere della Sera, says, the economic resources we have available in the post Covid are many and we must exploit them well, to rethink the country. And above all to make it equal from North to South.



(ITA) Franceschini, l'alta velocità e il ponte: sì, non fra 50 anni


Per il ministero dei beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, le infrastrutture sono «la più importante delle priorità. Io penso a un grande investimento sulla mobilità. Non è possibile e giusto che l’alta velocità si fermi a Salerno». E dunque, per il ministro, «bisogna avere il coraggio di immaginare l’alta velocità che arriva in Sicilia, fino a Catania e Palermo». Così Franceschini ha detto al Correre della Sera in una intervista sulla ripartenza del settore turistico e del Sud.


Dunque, c'è un membro del governo che spinge sul "cucire" davvero l'Italia da Nord a Sud, renderla uguale, almeno a livello infrastrutturale. Dicendo che bisogna portare l'alta velocità fino a Catania e a Palermo, Franceschini fa due cose molto rilevanti, seppure non rientrino nelle sue competenze. Ma restano due importanti indicazioni "politiche".


Da un lato, alla precisa domanda della giornalista, Monica Guerzoni, sulla conseguente necessità del Ponte sullo Stretto, ammette: «Beh, i treni ad alta velocità dovranno pur attraversare lo Stretto. Ma andranno visti costi e benefici di tutte le soluzioni alternative». Non è un sì convinto, ma un sì "coperto" per non essere troppo audace. ma è chiaro che alta velocità senza ponte è come dire pasta alla norma senza le melanzane fritte.


Dall'altro lato Franceschini sconfessa la linea di Ferrovie dello Stato che per la Sicilia ha "varato" un piano, lumaca, per dare all'isola "l'alta capacità", termine coniato forse appositamente per la terra di Camilleri. Nella sostanza significa una velocità pari a quella che già deci anni fa era presente nelle regioni del Nord, insomma, la normalità di un doppio binario con treni normali. Peccato che i lavori per i raddoppi delle linee, partiti al rallenty e a tratte, dureranno anni. Oggi per andare da Catania a Palermo in treno, 190 km, si impiegano due ore e 40 minuti, Non male rispetto a qualche anno fa, quando si rischiava di fare il viaggio anche in 5 ore e mezza. Con l'alta "capacità" la promessa è che ci vorrà un'ora e 45 minuti, Insomma quasi due, quando da Milano a Roma si viaggia in due ore e mezza.


Allora sì l'alta velocità sarebbe la benvenuta, insieme al ponte, ma davvero. E non fra 50 anni, quando magari da Milano a Roma ci si sposterà col teletrasporto o sui treni volanti. Per favore, non prendeteci per il culo. Quindi caro ministro, persona notoriamente seria, cerchiamo di dare un seguito a questa dichiarazione di intenti. Visto che come dice il segretario del PD, Nicola Zingaretti, sempre sul Corriere della Sera, le risorse economiche che abbiamo a disposizione nel post Covid sono tantissime e dobbiamo sfruttarle bene, per ripensare il paese. E soprattutto per renderlo uguale da Nord a Sud.