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  • Massimo Blandini

Giufà, the books and the dream of Zen

Give us a library and we'll move the world. It was written a couple of years ago on their blog by the Zen kids, boys and girls from a suburban area of Palermo for which, usually, an adjective is used: difficult. Somebody listened to those kids. They had a library. Its name is Giufà.



At Zen, certainly, life isn't easy. The Northern Expansion Zone is the paradigm of the urban periphery, an abandoned place, a symbol of degradation and illegality. Zen, however, is not only a group of squatter-occupied housing projects, it is not only exclusion, marginality, criminality. It is also a passionate presence of social workers, teachers, volunteers, educators, who are committed every day to the redemption and emancipation of the local residents, women, children, adolescents.


Laboratorio Zen Insieme was the first association to enter the territory, in the late 1980s, to work together with families to combat material and educational poverty, to stimulate participation and encourage individual and community cultural growth. It was its courageous choice to create a neighborhood library, a project realized with the contribution of Save the Children, which hosts it in its own space, the Istituto Treccani, the Waldensian Church and the citizens of Palermo. Its name is Giufà, like the character of the literary tradition, the rebellious and fake fool who always manages to get away with things, even in the most difficult situations. Like the Zen children and teenagers to whom the library is dedicated.


Giufà's adventures have been recently enriched with an exciting new chapter. The library has in fact become part of the National Library System, through the Palermo Municipal Library Sistem, while its project "Ogni quartiere è un libro" has obtained funding from the Ministry of Cultural Heritage and Activities. A double success that could finally be celebrated in these days, after the interruption caused by the lockdown, with a popular party attended by Mayor Leoluca Orlando and the director of the bookstore Mariangela di Ganci.


Urban regeneration and promotion of the culture of books and reading: these are the central elements of the project, carried out with the decisive collaboration of people in the neighbourhood. The redevelopment of the access area to the library took place thanks to the collaboration of the residents, who were involved in workshops on self-construction of street furniture with recycled materials. A work completed by an external mural by the artist Salvo Ligama, depicting a little girl sitting on the pages of a book. At the same time, two workshops were held, one of reading aloud for Zen mothers and the other of territorial storytelling, for children between 13 and 15 years old, with the aim of collecting grandparents' stories to make audio books and an interactive literary forest.


Thus the story of this bookshop continues, with a new gesture of attention to those who have been left alone for a long time, forgotten in one of the suburbs of Italy. A gesture that further shortens the distance between the neighborhood and the city, brings people closer and breaks down other boundaries, both physical and symbolic.


Giufà and his books are the dream of Zen that, as dreams often do, has decided to appear in one of the most unlikely places, in the region with the lowest percentage of library goers and with a very high percentage of early school leavers, where juvenile crime is the highest and only one in four people reads a book. But the children and boys of Zen are so many little Giufà. They pretend not to understand these numbers. They continue to frequent their library, with which they will move the world.


(ITA) Giufà, i libri e il sogno dello Zen


Dateci una biblioteca e vi solleveremo il mondo. Lo scrivevano un paio d’anni fa sul loro blog i picciotti dello Zen, ragazzi e ragazze di una zona periferica di Palermo per la quale, di solito, viene usato un aggettivo: difficile.

Quei ragazzi qualcuno li ha ascoltati. Una biblioteca l’hanno avuta. Si chiama Giufà.


Allo Zen, di certo, la vita non è facile. La Zona Espansione Nord è il paradigma della periferia urbana, un luogo abbandonato, simbolo di degrado e illegalità. Lo Zen, però, non è solo schiere di case popolari occupate da abusivi, non è solo esclusione, marginalità, criminalità. E’ anche presenza appassionata di operatori sociali, insegnanti, volontari, educatori, che si impegnano ogni giorno per il riscatto e l’emancipazione degli abitanti del quartiere, delle donne, dei bambini, degli adolescenti.


Laboratorio Zen Insieme è stata la prima associazione a entrare dentro il territorio, alla fine degli anni 80, a lavorare insieme alle famiglie per contrastare la povertà materiale ed educativa, per stimolare la partecipazione e favorire la crescita culturale, dei singoli e della comunità. Sua la scelta coraggiosa di creare una biblioteca di quartiere, progetto realizzato con il contributo di Save the Children, che la ospita nel proprio spazio, dell’Istituto Treccani, della Chiesa Valdese e delle cittadine e dei cittadini di Palermo. Di nome fa Giufà, come il personaggio della tradizione letteraria, il bambino ribelle e finto sciocco che riesce sempre a cavarsela, anche nelle situazioni più difficili. Come i bambini e i ragazzi dello Zen, ai quali è dedicata la biblioteca.


Recentemente le avventure di Giufà si sono arricchite di un nuovo, entusiasmante capitolo. La biblioteca è infatti entrata a far parte del Sistema bibliotecario nazionale, tramite il Polo della Biblioteca Comunale di Palermo, mentre il suo progetto “Ogni quartiere è un libro” ha ottenuto il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un duplice successo che si è potuto finalmente festeggiare in questi giorni, dopo l’interruzione causata dal lockdown, con una festa popolare alla quale hanno preso parte anche il sindaco Leoluca Orlando e la direttrice della libreria Mariangela di Ganci.


Rigenerazione urbana e promozione della cultura del libro e della lettura: sono gli elementi centrali del progetto, realizzato con la collaborazione decisiva della gente del quartiere. La riqualificazione dell’area d’accesso alla biblioteca è avvenuta grazie alla collaborazione dei residenti, coinvolti in workshop di autocostruzione di arredi urbani con materiali di riciclo. Un lavoro completato da un murale esterno dell’artista Salvo Ligama, raffigurante una bambina seduta sulle pagine di un libro. A questi interventi si sono inoltre affiancati due laboratori, uno di lettura ad alta voce per le mamme dello Zen e l’altro di storytelling territoriale, destinato ai ragazzi tra 13 e 15 anni, con lo scopo di raccogliere i racconti dei nonni e realizzare audiolibri e un bosco letterario interattivo.

Prosegue così la storia di questa libreria, con un nuovo gesto di attenzione verso chi è stato per lungo tempo lasciato solo, dimenticato in una delle periferie d’Italia. Un gesto che accorcia ulteriormente le distanze tra il quartiere e la città, avvicina le persone e abbatte altri confini, fisici e simbolici.


Giufà e i suoi libri sono il sogno dello Zen che, come fanno spesso i sogni, ha deciso di apparire in uno dei posti più improbabili, nella regione con la percentuale più bassa di frequentatori di biblioteche e con quella, altissima, di dispersione scolastica, dove la criminalità minorile è da primato e solo una persona su quattro legge un libro. Ma i bambini e i ragazzi dello Zen sono tanti piccoli Giufà. Fanno finta di non capirli, questi numeri. E continuano a frequentare la loro biblioteca, con la quale solleveranno il mondo.







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