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  • Francesco Triolo

In Messina over the weekend a drunk 12-year-old ends up in hospital

Two beers, a cocktail and a night in the hospital. The first weekend of post-coronavirus Messina nightlife delivers a dangerous return to the past, aggravated by the fact that the protagonist of this episode that is making the city argue is a girl who will turn 13 next month.

His condition has improved, but the fear has been so great. All this despite the checks planned and carried out by the Municipal Police especially in the premises of via Cesare Battisti and in the area of ​​the Cathedral usually frequented by young and very young people.


«The issue of alcohol abuse in the city - the city councilor for commerce, Dafne Musolino, said - is re-proposed. The measures on which we were also thinking with the police and the prefect before the coronavirus emergency became cogent. We must soon choose to adopt effective equipment for those who carry out the checks. Until the sale of alcohol is forbidden in an area of ​​the city it becomes impossible to understand where it was sold».


Investigations are underway to find out who sold the drinks and the reactions of the trade associations Confcommercio, Confesercenti and Confartigianato have been tough and ask for a hard punch against those who sell alcohol to minors.


"Anyone who sells drinks to a twelve-year-old commits a crime - Dafne Musolino further highlighted - One cannot fail to understand that she is a child».


And the municipal guarantor for children and adolescents, Angelo Costantino underlined how repression must come after prevention and asks to start a technical table for the institution of the figure of the street educator.


(ITA) A Messina nel week end una dodicenne finisce in ospedale ubriaca

Due birre, un cocktail e la notte in ospedale. Il primo week end di movida messinese post coronavirus consegna un pericoloso ritorno al passato, aggravato dal fatto che la protagonista di questo episodio che sta facendo discutere la città è una ragazzina che compirà 13 anni il prossimo mese.


Le sue condizioni sono migliorate, ma la paura è stata tanta. Tutto questo nonostante i controlli previsti ed effettuati dalla Polizia Municipale soprattutto nei locali della via Cesare Battisti e della zona del Duomo solitamente frequentata da giovani e giovanissimi.


«Si ripropone il tema dell’abuso dell’alcool in città – ha detto L’assessore comunale al Commercio, Dafne Musolino - le misure su cui stavamo ragionando anche con la Polizia e il Prefetto prima dell’emergenza coronavirus diventano cogenti. Dobbiamo scegliere presto di adottare una strumentazione efficace per chi fa i controlli. Finché non si vieta la vendita di alcoolici in una zona della città diventa impossibile capire dove è stato venduto».

In corso le indagini per capire chi ha venduto le bevande e dura è stata la reazione delle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato che chiedono il pugno duro contro chi vende alcolici ai minorenni.


«Chi vende da bere a una dodicenne commette un reato – ha evidenziato ancora Dafne Musolino - Non si può non comprendere che è un bambino».

E Il Garante comunale per l’infanzia e l’adolescenza, Angelo Costantino ha sottolineato come la repressione deve arrivare dopo la prevenzione e chiede di avviare un tavolo tecnico per ˜l’istituzione della figura dell’educatore di strada.

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