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  • Gianluca Reale

Industrialists to the government, «Now a change of pace, avoiding old mistakes»

Updated: Apr 26


Sicilian industrialists make requests for phase 2. «We need a change of pace», they write to the President of the Region. Requests communicated on the Day of Liberation: an extraordinary plan for reconstruction (as already announced by Musumeci yesterday), an Authority to guarantee cohesion between the government, social partners and the scientific community; a drastic and radical operation of administrative simplification; certain and fast times for authorizations; liquidity for businesses; contributions to cover social security charges; particular attention to tourism which in this moment does not see the light at the bottom of the tunnel. «In summary, a new and convinced sustainable industrial policy». These are the priorities that the industrialists indicate in an open letter to the governor of the Sicilian Region Nello Musumeci. The document - signed by the vice-president of Sicindustria Alessandro Albanese, by the president of Confindustria Catania Antonello Biriaco and by the president of Confindustria Siracusa Diego Bivona - was sent this morning to the President of the Region. A two-page note which identifies the traits necessary for an effective reconstruction and an effective restart of the island's productive fabric. But where the numbers of a debacle due to the lockdown that «has stopped about 58% of our businesses leaving home about 50,000 workers only in the industrial sector», the associations of industrialists writes. «The loss of the economic system as a whole - they add - is estimated at 2.1 billion a month. An economic system already tried by the 2007 crisis that generated a 15% decrease in regional GDP over the period 2007-2018. If all activities were to restart in May, a further decrease in GDP will be recorded between 10% and 12% at the end of 2020. Unfortunately the numbers, which are neither right nor left, in their harshness tell us that we are in a situation of serious recession. We must in any way ward off entering the dangerous phase of the economic depression». Having said that, the measures they deem urgent and indispensable.


Liquidity to be allocated to businesses and to allow employment levels to be maintained, in order to restart consumption, looking at the tourism sector, the last one that will become fully operational. «We must plan a new rebirth». The coverage of social security contributions is considered a priority to guarantee employment. Money? «Available between the folds of the POC (Complementary Operational Program) and the PO Fesr (Operational Program on the European Fund for Regional Development)». Public works and administrative simplification. «The Government and all Politics, are committed to simplifying the administrative machinery by making the authorization paths for new investments certain and fast", but "they really create value for the economy". Then start «all public works blocked», with absolute emergency procedures, such as the simplification of the Procurement Code, using the "Genoa system" if necessary».

Industrialists also need an Authority for industrial policy. Or rather, they say, a «sort of Authority for reconstruction, founded on the ability to create the necessary climate of cohesion between the Government of the Region, Politics, Trade Organizations and Trade Unions, with the indispensable presence of the scientific community». Objective «to work on a strategic plan based on development factors». All doing targeted measures, but it is not said which, to the attraction of investments.   No to past mistakes. After phase 2 «we need a strong discontinuity - say the industrialists - which starts from a peaceful analysis of the economic policy errors of these years, in which, among other things, an industrial policy linked to the principles of Sustainable DevelopmentÍ. Also under accusation is the IRSAP, the Agency for the development of production activities that manages industrial areas, with bankruptcy outcomes.

Finally, planning the future without being left behind is the hope of Albanese, Biriaco and Bivona. in order to compete with other national and international territories, affected by Covid-19, but certainly already ahead of Sicily.



(ITA) Le proposte degli industriali al governo: burocrazia, infrastrutture e nuovi investimenti, «serve un cambio di passo»


Gli industriali siciliani avanzano richieste per la fase 2. «Serve un cambio di passo», scrivono al presidente della Regione. Le loro richieste hanno voluto renderle note il giorno della Liberazione: un piano straordinario per la ricostruzione (come peraltro già annunciato da Musumeci, ieri), un’Authority a garanzia della coesione tra governo, parti sociali e comunità scientifica; una operazione drastica e radicale di semplificazione amministrativa; tempi certi e veloci per le autorizzazioni; liquidità alle imprese; contributi per la copertura degli oneri sociali; un’attenzione particolare al turismo che in questo m omento non vede la luce in fondo al tunnel. «In sintesi, una nuova e convinta politica industriale sostenibile».


Queste le priorità che gli industriali indicano in una lettera aperta al governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il documento - firmato dal vicepresidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese, dal presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco e dal presidente di Confindustria Siracusa Diego Bivona – è stato inviato stamattina al presidente della Regione. Una nota di due pagine in cui vengono individuati i tratti necessari per una ricostruzione efficace e una ripartenza effettiva del tessuto produttivo dell’Isola.

ma dove si snocciolano anche i numeri di una debacle dovuta al lockdown che «ha fermato circa il 58% delle nostre imprese lasciando a casa circa 50.000 lavoratori solo nel settore industriale», scrivono le associazioni degli industriali. «La perdita del sistema economico nel suo complesso - aggiungono - è stimata in 2,1 miliardi al mese. Un sistema economico già provato dalla crisi del 2007 che ha generato nell’arco temporale 2007-2018 una diminuzione del 15% del PIL regionale. Se dovessero ripartire tutte le attività a maggio, alla fine del 2020 si registrerà una ulteriore diminuzione del Pil tra il 10% e il 12%. Purtroppo i numeri, che non sono né di destra né di sinistra, nella loro durezza ci dicono che ci troviamo in una situazione di grave recessione. Dobbiamo scongiurare in ogni modo di entrare nella pericolosa fase della depressione economica».


Detto questo le misure che ritengono urgenti e indispensabili.


Liquidità da destinare alle imprese e permettere di mantenere i livelli occupazionali, per far ripartire i consumi, guardando al settore del Turismo, l’ultimo che entrerà a regime. «Bisogna progettare una nuova rinascita».

La copertura degli oneri previdenziali è ritenuta prioritaria per garantire l'occupazione. I soldi? «reperibili tra le pieghe del POC (Programma Operativo Complementare) e del PO Fesr (Programma Operativo sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale)».

Opere pubbliche e semplificazione amministrativa. «Il Governo e la Politica tutta, si impegnino a semplificare la macchina amministrativa rendendo certi e veloci i percorsi autorizzativi per i nuovi investimenti», ma «creino realmente valore per l’economia». Quindi avviare «tutte le opere pubbliche bloccate», con procedure di assoluta emergenza, come ad esempio la semplificazione del Codice degli Appalti, utilizzando il “sistema Genova” se è il caso”. 

Per gli industriali serve anche un’Authority per la politica industriale. O meglio, dicono, una «sorta di Authority per la ricostruzione, fondata sulla capacità di creare il necessario clima di coesione tra Governo della Regione, Politica, Organizzazioni di categoria e Sindacati, con l’imprescindibile presenza della Comunità scientifica». Obiettivo «lavorare su un Piano strategico basato sui fattori di sviluppo». Il tutto facendo provvedimenti mirati, ma non si dice quali, all’attrazione di investimenti.

No agli errori del passato. ”Superata la “fase 2”, «serve una forte discontinuità - dicono gli industriali - che parta da una serena analisi degli errori di politica economica di questi anni, nei quali è mancata, tra le altre cose, una politica industriale legata a principi di sviluppo sostenibile». Sotto accusa anche l'Irsap, l'Agenzia per lo sviluppo delle attività produttive che gestisce le aree industriali, con esiti fallimentari..

Pianificare il futuro senza restare indietro, è infine l'auspicio di Albanese, Biriaco e Bivona. per poter competere con altri territori nazionali ed internazionali, colpiti dal Covid-19, ma certo già più avanti della Sicilia.