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  • Redazione

Lampedusa, too many landings, the hot spot is full, the mayor: «Proclaim a state of emergency»

Landings continue on Lampedusa, but there's no more space. And Mayor Totò Martello says he wants to declare a state of emergency.



Seven boats were blocked tonight in the waters in front of Lampedusa, there were a total of 203 Tunisians on board. The migrants present on the island are, at the moment, 1,027. One group, the latest arrivals, were not even taken to the hotspot, which is now in full emergency, but were held under the gazebo at the Favarolo pier. There is no more space, in fact, in the structure of the very first reception: neither in the only pavilion remaining operational, which can accommodate a maximum of 95 people, nor in the courtyard. According to the Ansa agency, the structure is in tilt, the policemen, on duty at the hotspot, have difficulty in identifying those who disembark. The patrol boats of the Coast Guard and the Guardia di Finanza have sighted and hooked, during the night, boats with a minimum of 15 people and a maximum of 55.


«It's an unmanageable situation», says the mayor of Lampedusa and Linosa, Totò Martello. «If the government will not proclaim a state of emergency for Lampedusa - he adds - I will. The hotspot is no longer able to receive migrants, the responsibility for this emergency cannot fall on the mayor, the municipal administration and the people of Lampedusa. Today there will be no ferry transfers to Porto Empedocle - underlines the mayor - and in the meantime the boats coming from Tunisia are continuing to land on the island». The mayor invokes a ship used exclusively for the transport of migrants in Sicily.



(ITA) Lampedusa, troppi sbarchi, l'hot spot è pieno, il sindaco: «Proclamare lo stato di emergenza»


Continuano gli sbarchi a Lampedusa, ma non c'è più posto. E il sindaco Totò Martello dice di voler proclamare lui lo stato di emergenza.


Sette barchini, sono stati bloccati stanotte nelle acque antistanti a Lampedusa, a bordo c'erano complessivamente 203 tunisini. I migranti presenti sull'isola sono, al momento, 1.027. Un gruppo, gli ultimi arrivati, non sono stati neanche portati all'hotspot che è ormai in piena emergenza, ma è stato trattenuto sotto i gazebo del molo Favarolo. Non c'è più spazio, infatti, nella struttura di primissima accoglienza: né nell'unico padiglione rimasto operativo, che può ospitare un massimo di 95 persone, né nel cortile. Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, la struttura in tilt, i poliziotti, in servizio all'hotspot, hanno difficoltà a procedere all'identificazione di quelli che sbarcano. Le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza hanno avvistato e agganciato, durante la notte, barchini con un minimo di 15 persone e un massimo di 55.


«E' una situazione ormai ingestibile», dice il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Mortello. «Se il governo non proclamerà lo stato di emergenza per Lampedusa - aggiunge - lo farò io. L'hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull'amministrazione comunale e sui lampedusani. Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle - sottolinea il sindaco - e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull'isola». Il sindaco invoca una nave adibita esclusivamente al trasporto dei migranti in Sicilia.


Su questo tema caldo interviene anche il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. «In Sicilia è emergenza senza tregua sugli sbarchi. E vorrei fosse chiaro che non si tratta solo di una emergenza sanitaria, per la quale la Regione sta facendo di tutto per assicurare la sicurezza dei cittadini siciliani e di chiunque arriva nell’Isola. C’è una emergenza politica senza precedenti: perché a parità di condizioni climatiche rispetto allo scorso anno gli arrivi aumentano in modo così sensibile? Io voglio dare atto degli sforzi di queste ultime ore. Ma adesso si tratta di gestire una emergenza e servono fatti!».

"Nei mesi scorsi - prosegue il governatore - si sarebbe dovuto attivare un’azione politica i cui mancati effetti oggi li paga la Sicilia. E l’Europa? Zitta e silente. Lo ribadirò mercoledì alla commissione Schengen che mi audirà con i colleghi Santelli e Solinas. E ribadirò che intravedo occhi sgargianti in chi si sfrega le mani per gestire un nuovo business dell’accoglienza, che magari diventerà il business della quarantena. Così non si va lontano. Forse è il caso che un vertice in Sicilia lo convochi direttamente il premier Conte. Lo aspettiamo. Intanto oggi hotspot pieno a Lampedusa e migranti in arrivo a Pozzallo. A flotte e senza tregua”.