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Mafia, 38 years ago the murder of Pio La Torre, «from him a moral legacy and an example of legality»


Thirty-eight years ago, on the morning of April 30, 1982, the regional secretary of the Italian Communist Party, Pio La Torre was in the car together with his collaborator Rosario Di Salvo, headed for the party headquarters. They were stopped by a mafia commando, and there was no escape for them. Almost forty years have passed, but Pio La Torre has left a bulwark in the legislation for the fight against the mafia and organized crime. Giuseppe Lupo, leader of the Democratic Party at the Sicilian Regional Assembly, remembers it. «If today in Italy we have a very important tool for the fight and the fight against the mafia and organized crime which foresees the crime of "mafia association" and allows to attack illicit assets and financial assets, we owe it above all to the foresight of a man like Pio La Torre. And it is also thanks to him that in Italy we have rooted the sense of a central value in our society, such as that of "peace",», Lupo said. «The murder of Pio La Torre - added Lupo - profoundly marked an entire political and social season, not only in Sicily. Pio La Torre was, and became even more later, a symbol of legality, equality, struggle for social rights. Its moral and political heritage is still the heritage not only of our party, but of the entire ruling class of our country. The 38th anniversary of his assassination comes at a particular time, the Coronavirus emergency represents the most difficult moment for Italy since the post-war period to today. But precisely for this reason it is important to cultivate the memory and the memory of those who contributed to making our country what it is today: a democratic and free state, capable of rising even after the toughest challenges». Even the President of the Region, Nello Musumeci, wanted to underline that «Pio La Torre was the protagonist of a long season of Antimafia and a parliamentary example of moral rigor and high civicism like few others. Even today, thanks to the law that bears his name, the state manages to target the activities and sources of financial income of organized crime. That is why it should be indicated to young people who have not known him and we all have a duty to keep his memory alive».


The general secretary of the CGIL Palermo, Enzo Campo, said «we will not be in Piazza Turba like every year, but we would like to underline the figure of Pio la Torre for his political and union commitment which took place in a very convulsive moment in the history of Sicily and the South. La Torre was both secretary of the CGIL Palermo and of the CGIL Sicily and was the protagonist of the struggles of the laborers and those of the city».



(ITA) Mafia, 398 anni fa l'omicidio di Pio La Torre, «da lui eredità morale ed esempio di legalità»


Trentotto anni fa, la mattina del 30 aprile 1982 il segretario regionale del Partito Comunista Italiano, Pio La Torre era in auto insieme con il suo collaboratore Rosario Di Salvo, diretto verso la sede del partito. Furono fermati da un commando mafioso, e per loro non ci fu scampo. Sno trascorsi quasi quarant'anni, ma Pio La Torre ha lasciato un baluardo nella normativo per il contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata.


Il ricordo di Giuseppe Lupo (PD)


Lo ricorda Giuseppe Lupo, capogruppo del partito Democratico all'Assemblea regionale siciliana. «Se oggi in Italia abbiamo uno strumento importantissimo per la lotta ed il contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata che prevede il reato di “associazione mafiosa” e permette di aggredire i beni ed i patrimoni finanziari illeciti, lo dobbiamo soprattutto alla lungimiranza di un uomo come Pio La Torre. Ed è anche merito suo se in Italia abbiamo radicato il senso di un valore centrale nella nostra società, come quello della “pace”», ha detto Lupo.

«L’omicidio di Pio La Torre - ha aggiunto Lupo - segnò profondamente un’intera stagione politica e sociale, non solo in Sicilia. Pio La Torre era, e lo divenne ancora di più in seguito, un simbolo di legalità, di eguaglianza, di lotta per i diritti sociali. La sua eredità morale e politica è ancora oggi patrimonio non solo del nostro partito, ma dell’intera classe dirigente del nostro Paese.  Il 38° anniversario del suo assassinio arriva in un momento particolare, l’emergenza Coronavirus rappresenta per l’Italia il momento più difficile dal dopoguerra ad oggi. Ma proprio per questo è importante coltivare la memoria ed il ricordo di chi ha contribuito a rendere il nostro Paese quello che è oggi: uno Stato Democratico e Libero, capace di rialzarsi anche dopo le sfide più dure».


Per il presidente Musumeci, esempio di moralità


Anche il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha voluto sottolineare che «Pio La Torre è stato il protagonista di una lunga stagione dell'Antimafia e un parlamentare esempio di rigore morale ed elevato civismo come pochi. Ancora oggi, grazie alla legge che porta il suo nome, lo Stato riesce a colpire le attività e le fonti di reddito finanziario della criminalità organizzata. Ecco perché va indicato ai giovani che non lo hanno conosciuto e tutti noi abbiamo il dovere di mantenerne viva la memoria».


La Cgil Palermo: fu impegnato sindacalista


«Non saremo in piazza Turba come ogni anno – ha detto il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo -, ma teniamo a sottolineare la figura di Pio la Torre per il suo impegno politico e sindacale che si è svolto in un momento molto convulso della storia della Sicilia e del Mezzogiorno. La Torre fu sia segretario della Cgil Palermo che della Cgil Sicilia e fu protagonista delle lotte dei braccianti e di quelle della città».