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Mafia, arrested boss Tano Badalamenti's son for drug trafficking

Leonardo Badalamenti, the son of the historic boss of Cosa Nostra Tano Badalementi, was arrested by the Anti-mafia Investigation Department at his mother's home in Castellamare del Golfo, in the province of Trapani.


Leonardo Badalamenti

The arrest of Leonardo Badalamenti was carried out in execution of an international arrest warrant issued by the judicial authorities of São Paulo, Brazil, for criminal association aimed at drug trafficking and ideological falsehood. Pending extradition, Badalamenti was transferred to the Pagliarelli prison in Palermo.


Leonardo Badalamenti, 60 years old, is the second son of Don Tano, the boss who was the head of the Cosa Nostra dome in the 1970s and then recognized as the instigator of the murder of Peppino Impastato. For the Brazilian authority Leonardo - who was travelling around with a false identity, that of the Brazilian businessman Carlos Massetti and who had registered the birth of his first son in that country, naming him after his grandfather, Gaetano - was a fugitive since 2017 following the issue by the Brazilian authority.


For the president of the parliamentary anti-mafia committee, Nicola Morra, the news of the arrest of Badalamenti's son «would also please Peppino Impastato. Anyone who remembers the story of Peppino Impastato knows how much Peppino desecrated 'Uncle Tano', the head of the Cinisi mafia, to whom he was linked by kinship ties to which he reserved a desecratory and sarcastic treatment for which he paid with his life».


The Ansa news agency also reveals that Leonardo Badalamenti had recently been denounced by the Carabinieri for having once again taken possession of a farmhouse that had been seized from him in the district of Uliveto in Cinisi. The son of the boss had in fact obtained from the judges of the court of assizes the restitution of the property, ended by mistake in the confiscation decree. Without waiting for the notification of the measure, however, Badalamenti Jr. broke the deadbolt to regain possession of the property, resulting in a violent clash with the mayor of Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, so much so that the Carabinieri intervened and made him leave and denounced him. «Mr. Badalamenti - the mayor said - has implemented a serious and unacceptable behavior. We are not willing to tolerate such attitudes from anyone, let alone the son of a boss. I claim the choice to have removed him after he had already entered the building. We believe that, regardless of the dispute, Mr Badalamenti will never get his property back because there is a law that allows us to retain him for the property of Cinisi and his citizens. A clear law that we intend to apply. The cottage is not his home, but that of the boys in our community. On the contrary, from now on I will make sure that some spaces are assigned to Casa Memoria (the house where Peppino Impastato was born)".



(ITA) Mafia, arrestato il figlio del boss Tano Badalamenti per traffico di droga


Leonardo Badalamenti, il figlio dello storico boss di Cosa Nostra Tano Badalementi, è stato arrestato dalla Direzione investigativa antimafia a casa della madre, a Castellamare del Golfo, in provincia di Trapani.


L'arresto di Leonardo Badalamenti è stato eseguito in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dall'autorità giudiziaria di San Paolo, in Brasile, per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. In attesa dell'estradizione, Badalamenti è stato trasferito nel carcere Pagliarelli di Palermo.


Leonardo Badalamenti, 60 anni, è il secondogenito di don Tano, il boss che negli anni settanta è stato a capo della cupola di Cosa Nostra e poi riconosciuto come mandante dell'omicidio di Peppino Impastato. Per l'autorità brasiliana Leonardo - che andava in giro con un'identità falsa, quella dell'uomo d'affari brasiliano Carlos Massetti e che aveva registrato in quel paese la nascita del suo primo figlio chiamandolo come il nonno, Gaetano - era latitante dal 2017 in seguito all'emissione da parte dell'autorità brasiliana.


Per il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, la notizia dell'arresto del figlio di Badalamenti «farebbe piacere anche a Peppino Impastato. Chi ricorda la storia di Peppino Impastato, sa quanto Peppino abbia dissacrato 'Zio Tano", il capomafia di Cinisi cui era legato da vincoli di parentela cui riservava comunque un trattamento dissacratorio e sarcastico per cui pagò con la vita».


L'agenzia di stampa Ansa, inoltre, rilvela che Leonardo Badalamenti in questi giorni era stato denunciato dai carabinieri per essersi nuovamente impossessato di un casolare che gli era stato sequestrato in contrada Uliveto a Cinisi. Il figlio del boss aveva infatti ottenuto dai giudici della corte di assise la restituzione del bene, finito per errore nel decreto di confisca. Senza attendere la notifica del provvedimento, però, Badalamenti Jr ha rotto il catenaccio per tornare nuovamente in possesso dell'immobile, ne è nato uno scontro violentissimo con il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, tanto che sono intervenuti i carabinieri che lo hanno fatto sloggiare e lo hanno denunciato. «Il signor Badalamenti - ha detto il sindaco - ha attuato un comportamento grave e inaccettabile. Non siamo disposti a tollerare simili atteggiamenti da nessuno figuriamoci dal figlio di un boss. Rivendico la scelta di averlo allontanato dopo che si era già introdotto nell'immobile. Riteniamo che, a prescindere dal contenzioso, il signor Badalamenti non riavrà mai il suo bene perché esiste una legge che ci consente di trattenerlo al patrimonio di Cinisi e dei suoi cittadini. Una legge chiara che intendiamo applicare. Il casolare non è casa sua, ma dei ragazzi della nostra comunità. Anzi, sin d'ora mi adopererò affinché alcuni spazi siano assegnati a Casa Memoria (la casa natale di Peppino Impastato)».