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  • Gianluca Reale

Mangrovia & Ittica Siciliana, «growing fish and lettuces in a sustainable integrated cycle»

Freshwater fish and salad vegetables. Bred and cultivated in symbiosis. With an innovative "aquaponic" system that recycles fish farm water, filtering it mechanically and with bacteria, to obtain fertilizing substances useful for hydroponic crops of lettuce, chard, endive, basil, celery, cabbage, parsley. These in turn purify the water that returns to fish farming. A virtuous circle. Without pesticides or antibiotics.



It is the innovative idea born and put into practice in Scicli, in 2017, by the marine biologist Lorenzo Cannella, 29 years old, graduated in Genoa and specialized training at the University of the Virgin Islands. His startup, Mangrovia, put it on module after module, without waiting for funding and various calls for proposals, «often too slow for the times of a startup».


As well as the production process that he managed to trigger, his company also lives in symbiosis with another startup, based in the territory of Aci Catena, near Catania. It is called "Ittica Siciliana" and produces fry, the small fish of Black Bass that Mangrovia then makes grow up to a size of 400-500 grams, using the breeding waters as fertilizer for plants. It was Arturo Mannino, a biologist with a master's degree in aquaculture, who started Ittica Siciliana a few months before Mangrovia.


«Both - Lorenzo says - we come from the world of aquaculture, it was our intention to work in this rapidly expanding sector over the next 20-30 years and try to understand what sustainable technologies could be used to build an integrated cycle. We put together our experiences to bring innovation to Sicily, where agriculture needs different visions that can involve young people. For two years - Lorenzo adds - we have been working together intensively, I could say that our activities are now complementary: we are not legally the same thing, but it is as if we were one single reality».


So much so that last year they won the Confagricoltura Innovation Award for the short supply chain and cooperation in the supply chain. A nice recognition for an adventure that is starting to give results. «It's now starting to go better - Lorenzo explains - but unlike a digital startup ours has a longer period to reach economic goals. Fish needs time to grow and agriculture is a sector where there is a lot of competition, even if the consumer is close to your ideas of sustainable production. But now we are starting to have more security, we can sell our fish and our vegetables in a direct supply chain to the end customer».


Also thanks to the "Ecommmunity" that Lorenzo Cannella has built and continues. «After almost 3 years of meetings and communications - he adds - people are beginning to understand why our products are different: we offer a local fish, bred in a closed cycle, without the use of antibiotics, in an integrated system. The quality is there and the safety is there too». Even if we're not used to eating freshwater fish? «By now - the entrepreneur says - most of the fish we find in the fish shops is farmed, but farming at sea doesn't allow for an environment as controlled as ours. This is also why we have focused on fresh water to achieve the integrated cycle». On the "agricultural" front, at zero km, tomatoes and aubergines will soon arrive. Strictly hydroponic.



(ITA) Mangrovia & Ittica Siciliana, «l'aquaponica per coltivare pesci e lattughe a ciclo integrato»


Pesci d’acqua dolce, e vegetali da insalata. Allevati e coltivati in simbiosi. Con un sistema “acquaponico” innovativo che ricicla l’acqua dell’allevamento di pesce, filtrandola meccanicamente e con dei batteri, per ottenere sostanze fertilizzanti utili alle colture idroponiche di lattuga, bietola, indivia, basilico, sedano, cavolo, prezzemolo. Queste a loro volta purificano l’acqua che torna all’allevamento dei pesci. Un circolo virtuoso. Senza pesticidi o antibiotici. E’ l’idea innovativa nata e messa in pratica a Scicli, nel 2017, dal biologo marino Lorenzo Cannella, 29 anni, laurea a Genova e formazione specialistica all’Università delle Isole Vergini. La sua startup, Mangrovia, l’ha messa su modulo dopo modulo, senza aspettare finanziamenti e bandi vari, «spesso troppo lenti per i tempi di una startup».


Così come il processo produttivo che è riuscito ad innescare, anche la sua azienda vive in simbiosi con un’altra startup, che ha sede nel territorio di Aci Catena, alle porte di Catania. Si chiama Ittica Siciliana e produce avannotti, i pesciolini di “persico trota” (Black Bass) che poi Mangrovia fa crescere sino a una taglia di 400-500 grammi, usandone le acque di allevamento come fertilizzante per le piante. Ad avere avviato Ittica Siciliana, qualche mese prima di Mangrovia, è stato Arturo Mannino, anch’egli biologo con tanto di master in acquacoltura.

«Entrambi – racconta Lorenzo – veniamo dal mondo dell’acquacoltura, era nostra intenzione lavorare in questo settore in forte espansione nei prossimi 20-30 anni e cercavano di capire quali tecnologie sostenibili si potessero impiegare per costruire un ciclo integrato. Abbiamo messo insieme le nostre esperienze per portare innovazione in Sicilia, dove l’agricoltura necessita di visioni differenti che possano coinvolgere i giovani. Da due anni – aggiunge Lorenzo – collaboriamo intensamente, potrei dire che le nostre attività ormai sono complementari: non siamo legalmente la stessa cosa, ma è come se fossimo un’unica realtà».


Tanto da aver vinto, l’anno scorso, il premio Innovazione di Confagricoltura per la filiera corta e la cooperazione della filiera. Un bel riconoscimento per un’avventura che sta iniziando a dare risultati. «Comincia ad andare bene – spiega Lorenzo – ma al contrario di una startup digitale la nostra ha un periodo più lungo per raggiungere traguardi economici. Il pesce ha bisogno di tempo per crescere e l’agricoltura è un settore dove c’è tanta concorrenza, anche se il consumatore è vicino alle tue idee di produzione sostenibile. Però adesso cominciamo ad avere più sicurezze, riusciamo a vendere il pesce e i nostri vegetali in una filiera diretta al cliente finale».


Anche grazie alla “Ecommmunity” che Cannella ha costruito e continua. «Dopo quasi 3 anni di incontri e comunicazioni – aggiunge - le persone stanno cominciando a capire perché i nostri prodotti sono differenti: offriamo un pesce locale, allevato a ciclo chiuso, senza uso di antibiotici, in un sistema integrato. La qualità c’è tutta e la sicurezza pure». Anche se non siamo abituati a mangiare pesce d’acqua dolce? «Ormai – precisa l’imprenditore - la maggior parte del pesce che troviamo nelle pescherie è d’allevamento, ma allevare in mare non consente di avere un ambiente così controllato come il nostro. Anche per questo abbiamo puntato sull’acqua dolce per realizzare il ciclo integrato». Sul fronte “agricolo”, a km zero, presto arriveranno anche pomodori e melanzane. Rigorosamente idroponici.