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Massacre of Capaci, "silent" commemoration at the time of the coronavirus


Commemoration with ceremonial, albeit with background silence and in a "remote" version. And then statements, often similar, but necessary. As every year, also on this 28th anniversary of the Capaci massacre, a laurel wreath was laid on the place where the cars on which Giovanni Falcone, his wife Francesca Morvillo and the men of the escort blew up on the Palermo-Trapani highway. It was deposited by the prefect of Palermo Giuseppe Forlani, the commissioner of Palermo Renato Cortese, Maria Falcone, sister of the judge and Tina Montinari, the widow of the judge's head of escort, the provincial commander of the carabinieri Arturo Guarino and the provincial commander of the Guardia di Finanza Antonio Quintavalle.


Due to the coronavirus emergency, there are no manifestations this year. The foundation

Falcone proposed to expose a white sheet to the balconies. Many joined, starting with the institutions. At 5:58 pm - time of the massacre - only one minute of silence in front of the Falcone tree, in via Notarbartolo.


For Maria Falcone, sister of the judge and president of the foundation, «the most beautiful thing is the movement that starts from the youth base of the University, their desire to carry on the values ​​of Giovanni, Paolo and Francesca. We all adults must continue to help young people. Giovanni used to say repression is not enough to win the mafia». These are the words of Maria Falcone speaking at the streaming rectors' conference, organized to remember Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, the escort agents and all the victims of the mafia.


«The police - says a note released today - remember with emotion and pride the escort agents Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina who, together with the judges Giovanni Falcone, Francesca Morvillo and Paolo Borsellino, 28 years ago, were slaughtered by mafia barbarism. Much has been done but much remains to be done. Their courage and their strength of spirit can act as a guide for the younger generations».


The minister for Education Lucia Azzolina stressed that «the state is there, the school is there. The school was recently offended by two episodes in Naples and Palermo, in the difficult neighborhoods where disabled students' tablets and PCs were also stolen. I want to tell everyone that anyone who offends the school offends the state and the state is there to fight the mafia, to give answers because school is a bulwark of legality and always will be».


For the President of the Sicilian Region, Nello Musumeci, today «is a very strange anniversary. But the "silent" memory of the Capaci massacre can take on a different meaning. The awareness of the consciences of all of us must be daily and not linked only to a calendar date or to an external event or, again, to the coming and going of people in the bunker room. Each of us must do his part, every sacred day. This is the only way to honor, beyond words, the memory of those who lost their lives in the real fight against the mafia. Only when it is understood that we are all in the trenches will we be able to get out of it».


Anthony Barbagallo, regional secretary of the PD, notes that «it is the spirit of service and self-denial that binds Giovanni Falcone, Francesca Morvillo and the men of the escort who fell in Capaci on 23 May 28 years ago to the dozens of white coats that in these weeks have lost their lives by curing Covid patients, victims of duty engaged in the front line against devious and invisible enemies against whom we cannot let our guard down. The massacre of Capaci remains for our country an always open but also invaluable life lesson of courage and dedication».



(ITA) Strage di Capaci, commemorazione "silenziosa" a tempi del coronavirus


Commemorazione con cerimoniale, anche se con un silenzio di sottofondo e in versione "a distanza". E poi dichiarazioni, spessi simili, ma necessarie. Come ogni anno, anche in questa 28esima ricorrenza della strage di Capaci è stata deposta una corona di alloro sul luogo in cui saltarono in aria le auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, sull'autostrada Palermo-Trapani. A depositarla sono stati il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani, il questore di Palermo Renato Cortese, Maria Falcone, sorella del giudice e Tina Montinari, la vedova del caposcorta del giudice, il comandante provinciale dei carabinieri Arturo Guarino e il comandante provinciale della Guardia di finanza Antonio Quintavalle. A causa dell'emergenza coronavirus, quest'anno non ci sono manifestazioni. La fondazione Falcone ha proposto di esporre un lenzuolo bianco ai balconi. In molti hanno aderito, a cominciare dalle istituzioni. Alle 17.58 - ora della strage - solo un minuto di silenzio davanti all'albero Falcone, in via Notarbartolo.


Per Maria Falcone, sorella del giudice e presidente della fondazione, «la cosa più bella è il movimento che parte dalla base giovanile dell'Università, la loro voglia di portare avanti i valori di Giovanni, Paolo e Francesca. Noi tutti adulti dobbiamo continuare ad aiutare i giovani. Giovanni diceva per vincere la mafia non basta la repressione». Queste le parole di Maria Falcone intervenendo alla Conferenza dei rettori in streaming, organizzata per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, gli agenti della scorta e tutte le vittime della mafia.


«La polizia - dice una nota diffusa oggi - ricorda con commozione e orgoglio gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina che, insieme ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, 28 anni fa sono stati trucidati dalla barbarie mafiosa. Tanto è stato fatto ma ancora molto resta da fare. Il loro coraggio e la loro forza d'animo possano fungere da guida per le giovani generazioni».


La ministra dell'istruzione Lucia Azzolina, siciliana, sottolinea che «lo Stato c'è, la scuola c'è. La scuola è stata offesa recentemente da due episodi a Napoli e Palermo, nei quartiere difficili dove sono stati rubati anche tablet e pc degli studenti disabili. Voglio dire a tutti che chi offende la scuola, offende lo Stato e lo Stato c'è per combattere la mafia, per dare delle risposte perché la scuola è baluardo della legalità e lo sarà sempre"».


Per il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, quello di oggi «è un anniversario molto strano. Ma il ricordo "silenzioso" della strage di Capaci può assumere un significato diverso. La sensibilizzazione delle coscienze di noi tutti deve essere quotidiana e non legata solo a una data di calendario o ad una manifestazione esterna o, ancora, al via vai di persone nell'Aula bunker. Ognuno di noi deve fare la propria parte, ogni sacrosanto giorno. Solo così si può onorare, degnamente, al di là delle parole, la memoria di chi ha perso la vita nella vera lotta alla mafia. Solo quando si capirà che siamo tutti in trincea potremo venirne fuori».


Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD, osserva che «sono lo spirito di servizio e l’abnegazione a legare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta caduti a Capaci il 23 maggio di 28 anni fa alle decine di camici bianchi  che in queste settimane hanno perso la vita curando i malati di Covid, vittime del dovere impegnate in prima linea contro nemici subdoli ed invisibili contro i quali non possiamo abbassare la guardia. La strage di Capaci resta per il nostro Paese una ferita sempre aperta ma anche inestimabile lezione di vita di coraggio e dedizione».