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"Mazzetta Sicula" investigation: arrests and seizures in the largest landfill in Sicily

Updated: Jun 5

Earthquake in the waste sector in Sicily. The largest landfill on the island, in the territory of Lentini in the province of Syracuse, is at the centre of the "Mazzetta Sicula" investigation by the Catania Public Prosecutor's Office.


This morning the Guardia di Finanza of Catania executed an order of precautionary measures for nine people. Among those arrested is also Antonello 'Nino' Leonardi, of Sicula Trasporti, considered the "king" of waste on the island. The investigation of the Public Prosecutor's Office revealed a «persistent and systematic illegal disposal of solid urban waste from over 200 Sicilian municipalities».


Nine people are the recipients of the precautionary measures: two are in prison, three are under house arrest and four are required to report to the police. In prison the "king" of waste, Antonino Leonardi, 57 years old, de facto administrator of Sicula Trasporti S.r.l. and Gesac S.r.l.. and legal administrator of Sicula Compost Srl: for him the charge is of criminal conspiracy aimed at illegal trafficking of waste, corruption and fraud in supplies; in prison also Filadelfo Amarindo, of 68, an employee of Sicula Trasporti S.r.l. with the charge of «external participation to the mafia association». Under house arrest Salvatore Leonardi, 57 years old, brother of Antonino, as a member of Sicula Trasporti S.r.l. and Gesac S.r.l.; Vincenzo Liuzzo, 57 years old, manager of a simple operational unit of the Syracuse branch of Arpa Sicilia, who was in charge of environmental controls and monitoring; Salvatore Pecora, 63 years old, technical instructor employed by the Free Municipal Consortium of Syracuse, who was in charge of waste management control.


The crimes would have been committed between 2018 and 2019 and are «essentially related to the illegal management of the Lentini landfill, Grotte San Giorgio, managed by Sicula Trasporti as well as the "pressure" exerted by members of the Nardo mafia clan (historical allies of cosa nostra in Catania) aimed at obtaining the custody of a kiosk inside the stadium of the Sicula Leonzio football team» which plays in the C series.


Simultaneously with the arrests was ordered the seizure of all company assets, shares and actions and the simultaneous appointment of directors and custodians of the companies involved in the conduct deemed illegal. Overall, the Company's assets amounted to about 110 million euros. Further real precautionary measures led to the preventive seizure of more than 6 million euros for the confiscation of the illicit profit.


The investigation ascertained a «persistent and systematic illegal disposal of solid urban waste from more than 200 Sicilian municipalities that have an agreement with the Sicula Trasporti: a huge amount of waste that was structurally no longer manageable according to the legal requirements and that ended up in waste dump without undergoing any preliminary treatment, which is essential to facilitate the identification of materials that are not eligible for waste dump or waste for recycling operations». From the design of the «Leonardi family, oriented to the exclusive pursuit of profits through the maintenance of agreements with the municipalities even though the waste dumps are no longer in a position to meet the requirements set by the same administrative authorizations».


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(ITA) Rifiuti, inchiesta "Mazzetta Sicula": arresti e sequestri nella discarica di Lentini, la più grande di Sicilia


Terremoto nel settore dei rifiuti in Sicilia. La discarica di rifiuti più grande dell'isola, nel territorio di Lentini in provincia di Siracusa, è al centro dell'inchiesta "Mazzetta Sicula" della Procura di Catania. Stamattina la Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un'ordinanza di misure cautelari per nove persone. Tra gli arrestati C'è anche Antonello 'Nino' Leonardi, della Sicula Trasporti considerato il "re" dei rifiuti nell'isola. L'inchiesta della Procura ha evidenziato un «perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 comuni siciliani».


Nove le persone destinatarie delle misure cautelari: due in carcere, tre agli arresti domiciliari e quattro per le quali è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziarie e di dimora. In carcere sono finiti il "re" dei rifiuti, Antonino Leonardi, di 57 anni, amministratore di fatto della "Sicula Trasporti S.r.l." e della "Gesac S.r.l." ed amministratore di diritto della "Sicula Compost Srl": per lui l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, corruzione e frode nelle forniture; in carcere anche Filadelfo Amarindo, di 68, dipendente della Sicula Trasporti S.r.l. con l'accusa di «concorso esterno all'associazione mafiosa». Agli arresti domiciliari Salvatore Leonardi, 57 anni, fratello di Antonino, in qualità di socio della Sicula Trasporti S.r.l. e della Gesac S.r.l; Vincenzo Liuzzo, di 57 anni, dirigente di unità operativa semplice della sede di Siracusa dell'Arpa Sicilia, che era addetto ai controlli e monitoraggi ambientali; Salvatore Pecora, di 63 anni, istruttore tecnico impiegato presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, che era addetto al controllo sulla gestione dei rifiuti.


I reati contestati sarebbero stati compiuti tra il 2018 e il 2019 e sono «essenzialmente connessi all’illecita gestione della discarica di Lentini, gestita dalla “Sicula Trasporti” nonché alle “pressioni” esercitate da esponenti del clan mafioso dei Nardo (storici alleati di cosa nostra etnea) finalizzate ad ottenere l’affidamento di un chiosco presente all’interno dello stadio della squadra di calcio Sicula Leonzio» che milita in serie C.


Contestualmente agli arresti è stato disposto il sequestro di tutti i beni aziendali, quote e azioni sociali e la contestuale nomina di amministratori e custodi delle società coinvolte nelle condotte ritenute illecite. Complessivamente, un patrimonio societario di circa 110 milioni di euro. Ulteriori misure cautelari reali hanno portato al sequestro preventivo di oltre 6 milioni di euro finalizzato alla confisca del profitto illecito.


L'inchiesta ha accertato un «perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani convenzionati con la “Sicula Trasporti": un enorme quantitativo di rifiuti strutturalmente non più gestibile secondo le prescrizioni di legge che finiva in discarica senza subire alcun trattamento preliminare, essenziale per favorire l’individuazione dei materiali non ammissibili in discarica o dei rifiuti da destinare a operazioni di recupero». Da il il disegno della «famiglia Leonardi, orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con i Comuni pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle stesse autorizzazioni amministrative».