Search
  • Gianluca Reale

Microplastics in fruit and vegetables, the discovery of the University of Catania

Lettuce, broccoli, carrots, potatoes, apples and pears also contain microplastics. The "discovery", first in the world in the sector, comes from the University of Catania.

This is revealed by a study that reports the concentrations of microplastics contained in some of the most consumed fruits and vegetables in Italy. The study, carried out in 2019, a few weeks ago was published in the article "Micro- and nano-plastics in edible fruit and vegetables. The first diet risks assessment for the general population" in the important scientific journal Environmental Research (Elsevier) (ranking higher than 5).


Ferrante, Zuccarello, Oliveri Conti

The research, conducted by the group of the Laboratory of Environmental and Food Hygiene of the University of Catania, have the signature of researchers Gea Oliveri Conti, Margherita Ferrante, Claudia Favara, Ilenia Nicolosi, Antonio Cristaldi, Maria Fiore and Pietro Zuccarello of the University of Catania together with Mohamed Banni of the Laboratoire de Biochimie et Toxicologie Environnementale of Sousse in Tunisia.


In the study of the Etnean Laboratory, directed by Prof. Margherita Ferrante, the data deriving from the application of the innovative patent in Catania - created by Ferrante, Oliveri Conti and Zuccarello - on vegetables (among fruit, apples and pears, while among vegetables, potatoes, carrots, lettuce and broccoli) are published, opening a scenario never before hypothesized. Thanks to the patented technology, in fact, it is possible to detect the presence of microplastics below 10 microns in vegetable tissues.


The data show a variable contamination with average microplastics size from 1.51 to 2.52 microns and an average quantitative range from 223,000 (52,600-307,750) to 97,800 (72,175-130,500) particles per gram of vegetable respectively in fruits and vegetables.

«The working group - Prof. Margherita Ferrante and the researcher Gea Oliveri Conti explain - is also expanding the food investigated. A further article on data deriving from fish fillets is currently being prepared. The article also reports the Estimated Daily Intakes (Estimated Daily Intakes) for adults and children, becoming in fact the first study that quantifies the exposure to microplastics below 10 microns of the general population through the ingestion of these foods».


The research shows that the impact of plastic waste from seas and watercourses on natural habitats and wildlife is an emerging global problem and EFSA (European Food Safety Autority), together with the European Commission, has already called for a first step towards a future assessment of the potential risks to consumers from the presence of microplastics and nanoplastics in food, particularly fish products.


This issue was the subject of a journalistic Inquiry carried out in 2019 by journalist Luca Ciliberti entitled "What we eat" with the participation of the Laboratory of Environmental and Food Hygiene of the University of Catania and also of a question on the presence of microplastics and their contamination in plants presented in Brussels by the member of European Parliament, Ignazio Corrao.


In April last year, the then Vice-President, Jyrki Katainen, on behalf of the Commission, answered the question that the presence of microplastics in vegetables, as demonstrated by the Etna study, was an entirely new element.


«In the presence of new scientific evidence on the possible health effects of micro and nanoplastics, their entry into the food chain and the resulting human and animal exposure through a normal diet, appropriate measures could be considered if there is evidence of a risk to human and animal health», Jyrki Katainen responded. The Commission is considering further actions to fund research on exposure to micro and nanoplastics and their health effects under the Horizon 2020 Framework Programme for Research and Innovation.



(ITA) Microplastiche in frutta e ortaggi, la scoperta unica al mondo dell'Università di Catania


Anche lattughe, broccoli, carote, patate, mele e pere contengono microplastiche. La "scoperta", prima al mondo nel settore, viene dall'Università di Catania. Lo rivela uno studio che riporta le concentrazioni di microplastiche contenute in alcuni dei frutti e delle verdure più consumati in Italia. Lo studio, realizzato nel 2019, qualche settimana fa è stato pubblicato nell’articolo “Micro- and nano-plastics in edible fruit and vegetables. The first diet risks assessment for the general population” sull’importante rivista di settore Environmental Research (Elsevier) (ranking superiore a 5).


La ricerca, condotta dal gruppo del Laboratorio di Igiene ambientale e degli alimenti dell’Università di Catania, porta la firma dei ricercatori Gea Oliveri Conti, Margherita Ferrante, Claudia Favara, Ilenia Nicolosi, Antonio Cristaldi, Maria Fiore e Pietro Zuccarello dell’ateneo catanese insieme con Mohamed Banni del Laboratoire de Biochimie et Toxicologie Environnementale di Sousse in Tunisia.


Nello studio del Laboratorio etneo, diretto dalla prof.ssa Margherita Ferrante, sono pubblicati i dati derivanti dall’applicazione dell'innovativo brevetto catanese - realizzato da Ferrante, Oliveri Conti e Zuccarello - su vegetali (tra la frutta mele e pere, mentre tra le verdure patate, carote, lattuga e broccoli) aprendo uno scenario mai prima d’ora ipotizzato. Grazie alla tecnologia brevettata, infatti, è possibile rilevare la presenza di microplastiche sotto i 10 micron nei tessuti dei vegetali.


I dati mostrano una contaminazione variabile con dimensioni medie delle microplastiche da 1,51 a 2,52 microns e un range quantitativo medio da 223mila (52.600-307.750) a 97.800 (72.175-130.500) particelle per grammo di vegetale rispettivamente in frutta e verdura.

«Il gruppo di lavoro – spiegano la prof.ssa Margherita Ferrante e la ricercatrice Gea Oliveri Conti - sta, inoltre, ampliando gli alimenti investigati. Attualmente è in fase di elaborazione un ulteriore articolo sui dati derivanti dai filetti di pesce. L’articolo riporta, inoltre, le Estimated Daily Intakes (Assunzioni giornaliere stimate) per adulti e bambini, divenendo di fatto il primo studio che quantifica l’esposizione a microplastiche inferiori ai 10 microns della popolazione generale mediante l’ingestione di tali alimenti».


La ricerca dimostra che l’impatto dei rifiuti plastici presenti nei mari e nei corsi d'acqua sugli habitat naturali e sulla fauna selvatica rappresenta un problema emergente di livello globale e l'EFSA (European Food Safety Autority), di concerto con la Commissione europea, ha già richiesto un primo passo verso una futura valutazione dei potenziali rischi per i consumatori derivanti dalla presenza di microplastiche e nanoplastiche negli alimenti, in particolare nei prodotti ittici.


Questa tematica era stata oggetto nel 2019 di una inchiesta svolta dal giornalista Luca Ciliberti dal titolo “Che cosa mangiamo” con la partecipazione del Laboratorio di Igiene ambientale e degli alimenti dell’Università di Catania e anche di una interrogazione sulla presenza di microplastiche e relative contaminazioni nei vegetali presentata a Bruxelles dall’europarlamentare Ignazio Corrao.


Nell’aprile dello scorso anno l’allora vicepresidente Jyrki Katainen a nome della Commissione europea aveva risposto all’interrogazione che la presenza di microplastiche negli ortaggi, dimostrata dallo studio etneo, costituisce un elemento di assoluta novità.


«In presenza di nuovi dati scientifici riguardanti i possibili effetti delle micro e nanoplastiche sulla salute, il loro ingresso nella catena alimentare e la conseguente esposizione umana e animale attraverso un normale regime alimentare, potrebbero essere prese in considerazione misure appropriate qualora vi fossero prove di un rischio per la salute umana e animale – si legge nella risposta di Jyrki Katainen -. La Commissione sta valutando ulteriori azioni per finanziare la ricerca sull'esposizione alle micro e nanoplastiche e sui loro effetti sulla salute nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione “Horizon 2020”».