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Murder of Adnan Siddaqui, Cgil and Flai: mobilization against illegal gangmasters in countryside

«The Island without chains» is the theme of the great campaign of mobilization of the Cgil and Flai in Sicily against the illegal gangmasters and the exploitation of labour in agriculture.



From the next few days there will be initiatives "in the field" and will increase the pressure on the exploiters, companies and institutions responsible for the implementation of legislation against the illegal gangmasters, the introduction of new measures and for there to be more effective initiatives of supervision and control. From the union also an appeal to the whole democratic associationism to "make a common front".


To announce the mobilization are the Confederal General Secretary, Alfio Mannino and the Secretary of the Flai, Tonino Russo. The initiative, the union said, «will be extended together with the categories of reference, including construction and services. In the coming weeks - Mannino and Russo explain - we will walk in the countryside and places of exploitation, to give a strong signal of our presence. There are not only the illegal gangmasters and their control of the territory, there is also the Cgil that represents and protects the workers and we intend to give a physical, concrete representation of this. We will be the guardians of work and rights and we will not hesitate to report anomalies and suspicious and illegal situations, as we have always done».


After the tragic death of Pakistani Siddique Adnan in Caltanissetta and the demonstration convened in the city for Friday, June 12, the union's initiative against the exploitation of labour is strongly resumed. «The facts - Mannino and Russo say - tell us that despite the many steps forward, the plague is still open. Therefore, we will no longer limit ourselves to claiming the reform of the agricultural labour market with the public placement of the workforce and the establishment of territorial sections of quality agricultural labour, but we will put in place, in addition to direct initiatives of vigilance and denunciation, a mobilization in all provinces so that our demands become reality».


Alfio Mannino (Cgil)

The two trade union representatives stressed that «the implementation of the law against the corporat 199/2016 must become a priority throughout the region, in order to create a real synergy between institutions, trade unions and business associations to promote legality in the food supply chain, through mechanisms that can regulate the labour market, transport and reception of workers, the main points of interest of corporals and crime».


Cgil and Flai also call for the establishment of «reservation lists for the matching of labour supply and demand, in full respect of legality and with an active role of the employment centres spread throughout the territory». And «indexes of suitability, so as to have a useful tool for the defence of healthy businesses and support those who produce wealth and employment in full respect of legality». The respect of the instruments introduced, that of employment contracts and security measures, Mannino and Russo say, «must become an essential condition to obtain regional funding for the measures of the rural development plan».


The trade union also calls for the establishment of the regional observatory to combat illegal gangmasters and exploitation «with the involvement of workers' representatives, institutions and inspection bodies, which can support the regional administration in defining and implementing the three-year operational programme of interventions».


«The exploitation - the secretaries of Cgil and Flai say - affects all workers. Particularly exposed are the foreigners for whom we add the battle so that they have decent living conditions, which is even more urgent in times of health emergency. We ask - concluded Mannino and Russo - for the intervention of the Prefects, also in virtue of the new powers given to them since the beginning of the pandemic, to set up or requisition property».



(ITA) Omicidio Adnan Siddaqui, Cgil e Flai lanciano mobilitazione contro caporalato nelle campagne


«L’Isola senza catene» è il tema della grande campagna di mobilitazione della Cgil e della Flai  in Sicilia contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Dai prossimi giorni ci saranno iniziative “sul campo” e aumenterà il pressing sugli sfruttatori, sulle aziende e sulle istituzioni preposte per l’attuazione della normativa sul contrasto al caporalato, l’introduzione di nuove misure  e perché ci siano più efficaci iniziative di vigilanza e controllo. Dal sindacato anche un appello a tutto l’associazionismo democratico a “fare fronte comune”.


Ad annunciare la mobilitazione sono il segretario generale confederale Alfio Mannino e il segretario della Flai Tonino Russo. L’iniziativa, fa sapere il sindacato, sarà estesa assieme alle categorie di riferimento, anche all’edilizia e all’ambito dei servizi. “Nelle prossime settimane- spiegano Mannino e Russo - batteremo a tappeto le campagne e i luoghi dello sfruttamento, per dare un segnale forte della nostra presenza. Non ci sono solo i caporali e il loro controllo del territorio, c’è anche la Cgil che rappresenta e tutela i lavoratori e di questo intendiamo dare una rappresentazione fisica, concreta. Saremo i custodi del lavoro e dei diritti e non esiteremo a denunciare anomalie e situazioni sospette e illegali, come abbiamo sempre fatto».


Dopo la tragica morte del  pakistano Siddique Adnan a Caltanissetta e la manifestazione convocata in città per venerdì 12 giugno, riprende con forza l’iniziativa del sindacato contro la sfruttamento del lavoro. «I fatti - affermano Mannino e Russo- ci dicono che nonostante i tanti passi avanti fatti, la piaga è ancora aperta. Non ci limiteremo più dunque a rivendicare la riforma del mercato del lavoro agricolo con il collocamento pubblico della manodopera e l’istituzione delle sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità, ma metteremo in campo, oltre alle iniziative dirette di vigilanza e denuncia, una mobilitazione in tutte le province affinché le nostre richieste diventino realtà».


I due esponenti sindacali sottolineano che «l’attuazione della legge contro il caporalato 199/2016 deve diventare una priorità in tutta la regione, per creare una vera sinergia tra

istituzioni, sindacato e associazioni d’impresa per promuovere la legalità nella filiera agroalimentare, attraverso meccanismi che possano regolare il mercato del lavoro, il trasporto e l’accoglienza dei lavoratori, principali punti di interesse dei caporali e della criminalità».


Cgil e Flai chiedono inoltre  l’istituzione di “elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nel pieno rispetto della legalità e con un ruolo attivo dei centri per l’impiego diffusi sul territorio”. E degli “indici di congruità, così da avere uno strumento utile per la difesa delle imprese sane e sostenere chi produce ricchezza e occupazione nel rispetto della legalità”. Il rispetto degli strumenti introdotti, quello dei contratti di lavoro e delle misure di sicurezza, dicono Mannino e Russo, “dovrà divenire condizione essenziale per ottenere i finanziamenti regionali delle misure del piano sviluppo rurale”.


Il sindacato chiede anche l’istituzione dell’osservatorio regionale  di contrasto al caporalato e  allo sfruttamento “con il coinvolgimento, dai rappresentanti dei lavoratori,  delle istituzioni fino agli organismi ispettivi, che potranno supportare l’amministrazione regionale nella definizione e attuazione del programma triennale operativo degli interventi”.


“Lo sfruttamento - affermano i segretari di Cgil e Flai - colpisce tutti i lavoratori. Particolarmente esposti sono  con evidenza gli stranieri per i quali aggiungiamo la battaglia affinché abbiano condizioni di vita dignitose, cosa ancora più urgente in tempi di emergenza sanitaria. A questo proposito- concludono Mannino e Russo - è essenziale l’intervento dei Prefetti, anche in virtù dei nuovi poteri loro conferiti dall’inizio della pandemia, per allestire o requisire immobili».

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