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Musumeci: «Give Sicily trains running at 150km/h». The Ciufer: «The railways are missing»

On rail transport in Sicily, the debate is on. The President of the Region, Nello Musumeci, turns to Trenitalia explicitly asking for «making trains run at 150Km/h», but the Sicilian Commuter Committee - Ciufer responds with a narrow turn: «We already have these trains, but they could not travel on the island's railways, in the meantime it would be appropriate to have more trains».



For the President of the Region it's a fair question of approaching the rest of the country. «We don't need high speed trains on the island - Musumeci told Orazio Iacono, CEO of Trenitalia - but our trains run at an average speed of 75 kilometers per hour, in the rest of the country at 150. We would like to get this result». In short, at least align Sicily with the minimum threshold of efficiency of rail transport. «I know that Iacono tells me that they deal with trains and not with infrastructure - Musumeci added - but this is an open dispute with the Italian railways. We need safe railways and roads and to speed up transport».


The Commuter Committee, however, sees it differently. High speed, or slower speed, is fine, but now there is also a lack of trains. «At the moment, the Sicilian Region should put more trains on the island's rail routes, including public holidays, instead of asking for fast trains», says Giosué Malaponti, spokesman for Ciufer. Among other things, he adds, agreeing with President Musumeci, «in Sicily today's fast regional trains are just a bluff. The fast regional trains were born about 5 years ago to meet the national standard by replacing the direct regional trains. The regional fast regional trains have nothing but the decrease of stops, in front of the same travel time. An example? Catania-Palermo. The time of runs in 2015 was 2 hours 47/ 2 hours and 55; today instead for the same stops the times are 3 hours/3 hours 14».


«In Sicily - Malaponte adds - you travel with the travel times of the year 2000, despite the fact that in this twenty-year period there have been infrastructural improvements, such as the doubling of Messina-Giampilieri, the doubling of Fiumefreddo-Giarre-Riposto, lastly the doubling of Catania Ognina-Catania Centrale and the various modernizations of Catania-Siracusa. Same situation on the Tyrrhenian ridge. So - Malaponti continues - what was the use of all the infrastructure investments to speed up and reduce travel times if the times remained the same? We need to review, in our opinion for the part that concerns the improvement of performance, the scheme of "Framework Agreement for local public transport services between Rete Ferroviaria Italiana Spa and the Sicilian Region for the use of railway infrastructure capacity" signed on May 03, 2017 with the resolution of the Regional Council n.183».


A revision that the Committee of Commuters considers «extremely important, otherwise the investment of about 200 million European funds in rolling stock would be in vain, given the fact that they will only be able to travel on the Palermo node, the Tyrrhenian and Ionian ridges as far as Catania. So it would be really incomprehensible to have purchased modern and fast means of transport and then make them travel at reduced speed and not in all railway relations, taking into account that at the presentation of the new "Pop" trains it was proclaimed that finally in Sicily it will be possible to go at 160 km/h, when already with the "Minuetto" trains in some railway routes the 160 km/h are carried out». As if to say, it is not a question of trains, but of railways. Those that in Sicily still do not allow you to travel at speeds from the western world.



(ITA) Musumeci: «Date alla Sicilia trei che viaggiano a 150 km/h». Il Comitato pendolari: «Ci sono già, ma mancano le ferrovie»


Sul trasporto ferroviario in Sicilia si accende il dibattito. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, si rivolge a Trenitalia chiedendo. esplicitamente «treni più veloci, che viaggino almeno a 150 km/h», ma il Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer risponde a stretto giro: «Questi treni ci son o già, ma non possono viaggiare a quella velocità sulle ferrovie dell'Isola, intanto sarebbe opportuno avere più treni».


Per il presidente della Regione è una giusta questione di avvicinamento al resto del paese, «Non abbiamo bisogno di alta velocità nell'Isola - ha detto Musumeci a Orazio Iacono, ceo di Trenitalia - ma i nostri treni vanno in media a 75 chilometri orari, nel resto della nazione a 150. Ecco noi vorremmo già si raggiungesse questo risultato». Insomma, almeno si allinei la Sicilia alla soglia minima di efficienza del trasporto ferroviario. «Lo so che poi Iacono mi dice che loro si occupano di treni e non di infrastrutture - ha aggiunto Musumeci - Ma questa è una vertenza aperta con le ferrovie italiane. A noi servono ferrovie e strade sicure e velocizzare i trasporti».


Il Comitato dei pendolari, però, la vede diversamente. Va bene l'alta velocità, o la magigore velocità, ma adesso mancano anche i treni a velocità "lumaca". «La Regione Siciliana allo stato attuale dovrebbe mettere più treni in servizio sulle tratte ferroviarie dell'Isola, compresi i giorni festivi, anziché chiedere treni veloci», dice Giosué Malaponti, portavoce del Ciufer. Tra l'altro, aggiunge convenendo col presidente Musumeci, «in Sicilia gli attuali treni regionali veloci sono solo un bluff. I regionali veloci sono nati circa 5 anni fa per adeguarci allo standard nazionale sostituendo i treni regionali diretti. I treni regionali veloci di veloce non hanno nulla se non la diminuzione delle fermate fermo restando i tempi di percorrenza. Un esempio? La Catania-Palermo. Il tempo di percorrenze nel 2015 era di 2 ore e 47/ 2 ore e 55  oggi invece per le stesse fermate i tempi sono di 3 ore/3 ore 14».


«In Sicilia - aggiunge Malaponte - si viaggia con i tempi di percorrenza dell’anno 2000, nonostante in questo ventennio vi siano stati miglioramenti infrastrutturali, quali il raddoppio della Messina-Giampilieri, il raddoppio della Fiumefreddo-Giarre-Riposto, per ultimo il raddoppio della Catania Ognina-Catania Centrale e i vari ammodernamenti della Catania-Siracusa. Stessa situazione sulla dorsale tirrenica. Perciò - continua Malaponti - a che sono serviti tutti gli investimenti infrastrutturali per velocizzare e diminuire i tempi di percorrenza se i tempi sono rimasti gli stessi? Occorre rivedere, a nostro parere per la parte che riguarda il miglioramento delle performance, lo schema di “Accordo quadro per i servizi di trasporto pubblico locale tra Rete Ferroviaria Italiana Spa e la Regione Siciliana per l’utilizzo della capacità dell’infrastruttura ferroviaria” sottoscritto il 03 maggio 2017 con la deliberazione di giunta regionale n.183».  


Una revisione che il Comitato dei pendolari ritiene «estremamente importante, altrimenti gli investimenti di circa 200 milioni di fondi europei in materiale rotabile risulterebbero vani, in considerazione del fatto che potranno viaggiare solo sul nodo di Palermo, sulla dorsale Tirrenica e sulla dorsale Jonica sino a Catania. Quindi sarebbe veramente incomprensibile l’aver acquistato mezzi moderni e veloci per poi farli viaggiare a velocità ridotta e non in tutte le relazioni ferroviarie, tenuto conto che alla presentazione dei nuovi treni “Pop” si è proclamato che finalmente in Sicilia si potrà andare a 160 km/h, quando già con i treni “Minuetto” in alcune tratte ferroviarie i 160 km/h vengono effettuati». Come dire, non è una questione di treni, ma di ferrovie. Quelle che in Sicilia non consentono ancora di viaggiare a velocità da mondo occidentale.