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  • Redazione

Musumeci: «Our task force arrives and the hotspot in Pozzallo has started to be emptied»

The expected signal may have arrived. Although the deadline set by the order of evacuation of hotspots and first reception centers issued by the President of the Sicilian Region has expired at midnight yesterday, this morning migrants are moving from the center of first reception in Pozzallo.


The hotspot in Pozzallo

To communicate what could be a turning point in the tug-of-war between the Region and the State is President Musumeci himself, on Facebook: «Since this morning, according to what I learn, the hotspot in Pozzallo has started to be emptied, where at 11 am our team will arrive to examine the suitability of the premises. The appeals notified in the press have no effect. But raise your voice, to protect public health, obviously they do. We will see if legality will be restored in a few days. I will keep you updated!».


In fact, the 62 positive migrants at Covid-19, until now hosted at the Pozzallo hotspot, have been transferred to another location. This was announced by the mayor, Roberto Ammatuna, who is certainly of political militancy opposed to that of the President of the Region. Ammatuna stressed that the operation «is the result of a daily, continuous and confidential collaboration with the Ministry of the Interior and the Prefecture of Ragusa, which shows how only institutional synergy can lead to rapid results. My concern, expressed on every occasion and with all means of communication, has always been directed towards this particular aspect of the immigration problem - the mayor of Pozzallo adds - not certainly towards the reception policy, which continues to be one of the fundamental ethical choices for this administration».



(ITA) Musumeci: «Arriva la nostra task force e si svuota il primo hotspot a Pozzallo»


Il segnale atteso è forse arrivato. Nonostante sia scaduta alla mezzanotte di ieri la deadline fissata dall'ordinanza di sgombero degli hotspot e dei centri di prima accoglienza emanata dal presidente della Regione Siciliana, stamattina si trasferiscono migranti dal centro di prima accoglienza di Pozzallo.


A comunicare quella che potrebbe essere una svolta nel braccio di ferro tra Region e Stato è lo stesso presidente Musumeci, su Facebook: «Da stamattina, a quanto apprendo, si è iniziato a svuotare l'hotspot di Pozzallo, dove alle 11 arriverà il nostro team per esaminare l'idoneità dei locali. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti. Ma alzare la voce, a tutela della salute pubblica, evidentemente si. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità. Vi tengo aggiornati!».


Infatti, i 62 migranti positivi al Covid-19, fino ad oggi ospitati all'hotspot di Pozzallo, sono stati trasferiti ad altra sede. Lo ha reso noto il sindaco, Roberto Ammatuna, che certamente è di militanza politica opposta a quella del presidente della Regione. Ammatuna ha sottolineato che l'operazione «è il il frutto di una collaborazione quotidiana, continua e riservata con il ministero dell'Interno e con la Prefettura di Ragusa che testimonia come soltanto la sinergia istituzionale può portare a risultati celeri. La mia preoccupazione, esternata in ogni occasione e con tutti i mezzi di comunicazione, è stata sempre indirizzata verso questo particolare aspetto del problema immigrazione - aggiunge il sindaco di Pozzallo - non certamente verso la politica dell'accoglienza, che continua ad essere una delle scelte etiche fondamentali per questa amministrazione».


«Per questo importante risultato - continua Ammatuna - intendo ringraziare il ministero dell'Interno, la Prefettura di Ragusa e quanti si sono spesi per raggiungerlo. Purtuttavia, tutto ciò non significa che non esistano problemi nella gestione dei flussi migratori - conclude il sindaco di Pozzallo - e ribadisco la necessità che il presidente Conte dia la massima priorità alla questione, coinvolgendo il governo nella sua interezza, prendendo visione diretta delle difficoltà esistenti nei comuni interessati dal fenomeno, magari ascoltando i sindaci e le autorità locali che hanno una visione diretta e completa del problema»