Search
  • Redazione

Ordinanze Covid, Lupo (PD): «Imposizione ai Comuni». Razza: «Macché, serve coordinamento»

E' polemica sulla lettera dell'assessore alla Salute, Ruggero Razza, indirizzata ai Comuni siciliani per la gestione delle ordinanze relative all'emergenza Covid. Botta e risposta tra l'assessore e il capogruppo del PD all'Assemblea Regionale Siciliana, Giuseppe Lupo.


Ruggero Razza

Lupo, infatti, ha inviato ai media una nota, sostenendo che «Alcuni sindaci hanno chiuso gli istituti scolastici “a rischio Coronavirus”, la Regione Siciliana ha “reagito” scrivendo ai sindaci per diffidarli dal prendere questa decisione. IIn una fase complessa come quella attuale, la Regione avrebbe fatto bene ad indicare chiaramente le linee guida da far adottare ai Comuni di fronte ad episodi di rischio contagio Covid19 nelle scuole, poiché di tutto c’è bisogno in questo momento tranne che di uno scontro istituzionale su un terreno così delicato».


«Se la Regione intende mantenere aperti gli istituti anche di fronte ad episodi considerati a rischio – ha aggiunto Lupo – bisogna mettere i sindaci nelle condizioni di poter garantire la salute pubblica nel territorio comunale. Ma soprattutto, una decisione di questo tipo doveva essere illustrata in Parlamento e parallelamente concordata con l’Anci. Pochi giorni fa l’assessore alla Formazione ed Istruzione Roberto Lagalla è intervenuto in Aula, su richiesta del PD, per fare il punto sulla gestione della fase di riapertura degli istituti scolastici, ma non ha fatto riferimento a questo aspetto. Così come non lo ha fatto l’assessore alla salute Ruggero Razza, nel suo recente intervento all’Ars. I sindaci devono essere coinvolti e sostenuti in questo percorso, le imposizioni non servono».


Ma se Lupo parla di «imposizione», l'assessore Razza no ci sta. «Nessuna imposizione ai sindaci, né la Regione ha diffidato alcuno - replica sempre a mezzo di una nota stampa - semmai ha raccolto l’invito proveniente anche dalle Prefetture ad una gestione unitaria delle ordinanze, coerente con le norme vigenti. Nella lettera, pubblicata anche da molti organi di stampa e ben compresa dalla totalità dei siciliani, si è soprattutto richiamata la necessità ad uno stabile coordinamento inter-istituzionale tra Regione e Comuni, di concerto con le Autorità sanitarie competenti, a tutela della salute pubblica».