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Palermo, photographers flashmob: «We have been forgotten»

The flashmob of the photographers, in Piazza Ruggero Settimo in Palermo, to launch a cry for help. «Politics has thought of everyone, but it has forgotten our category that for years has witnessed the most joyful moments of Sicilians with images», said Carmelo Ferrara, one of the most experienced Palermo photographers, organizer of the flashmob with a group of others colleagues, about fifteen, many of whom deal with ceremonies and events. A sector, at this moment still in absolute lockdown.

«Due to the coronavirus emergency - Ferrara told the ANSA agency - many activities are likely to fail in a short time and others are closing. The lockdown has eliminated the economic resources of many VAT holders, several will no longer reopen their stores. An entire sector that works on weddings is on the pavement and I think of wedding planners, video operators, florists, musicians, wedding favors, car rental, wedding dress shops, catering and structures that work almost exclusively in this sector. If you continue to respect the rules of social distancing and gloves and masks must be worn, how can this be reconciled with the idea of ​​marriage, party par excellence, or other ceremonies?». Photographers also ask for non-repayable loans, calibrated on the loss of turnover compared to the previous year. In addition, the suspension for one year of all types of taxation, measures in support of rents, amnesty of the last months, suspension of bills, extension of the bonus of 800 euros until December 2020. Like them, the whole wedding and ceremonies sector is on your knees.

A few days ago the proposals to restart the wedding chain advanced by the spontaneous movement Italian Wedding Industry, born in Sicily by the entrepreneur Umberto Sciacca and event manager Barbara Mirabella, who is also Councilor for Culture of the Municipality of Catania. A proposal that has already collected over 4000 signatures, including brands of wedding, bridegroom and ceremony clothes, up to all operators in the wedding supply chain to request government attention «after the cancellation, to date, of over 17 thousand weddings throughout Italy».



(ITA) Palermo, flashmob dei fotografi: «Siamo stati dimenticati»


Il flashmob dei fotografi, in piazza Ruggero Settimo a Palermo, per lanciare un grido di aiuto. «La politica ha pensato a tutti, ma ha dimenticato la nostra categoria che da anni testimonia con le immagini i momenti più gioiosi dei siciliani», ha detto Carmelo Ferrara, uno dei più navigati fotografi palermitani, organizzatore del flashmob con un un gruppo di altri colleghi, una quindicina, molti dei quali si occupa di cerimonie ed eventi. Un settore, in questo momento ancora in assoluto lockdown.


«A causa dell'emergenza coronavirus - ha detto Ferrara all'agenzia Ansa - tante attività rischiano di fallire in tempi stretti e altre stanno chiudendo. Il 'lockdown' ha azzerato le risorse economiche di molti titolari di partita iva, parecchi non riapriranno più i loro negozi. Un intero settore che lavora sui matrimoni è sul lastrico e penso a wedding planner, operatori video, fioristi, musicisti, negozi di bomboniere, noleggio auto, negozi di abiti da sposa, catering e strutture che lavorano quasi esclusivamente in questo settore. Se si continuano a rispettare le regole del distanziamento sociale e dovranno essere indossati guanti e mascherine, come si concilia ciò con l'idea del matrimonio, festa per eccellenza, o di altre cerimonie?».


Anche i fotografi chiedono finanziamenti a fondo perduto, tarati sulla perdita di fatturato rispetto all'anno precedente. In più la sospensione per un anno di ogni tipo di tassazione, misure a sostegno degli affitti, condono delle ultime mensilità, sospensione delle bollette, prolungamento del bonus di 800 euro sino a dicembre 2020. Come loro tutto il settore del wedding e delle cerimonie è in ginocchio. Di qualche giorno fa sono le proposte per fare ripartire la filiera del Wedding avanzate dal movimento spontaneo Italian Wedding Industry, nato nato in Sicilia dall’imprenditore Umberto Sciacca e dalla event manager Barbara Mirabella, che è anche assessore alla Cultura del Comune di Catania. Una proposta che ha già raccolto oltre 4000 firme, tra brand di abiti da sposa, sposo e cerimonia, fino a tutti gli operatori della filiera matrimonio per richiedere al governo attenzione «dopo l’annullamento, ad oggi, di oltre 17 mila matrimoni in tutta l’Italia».