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  • Gianluca Reale

PGI recognition for the Lemon of Etna is finally coming

It's almost done, after so many years. Finally, the application for PGI recognition of the "Lemon of Etna" has been published in the European Journal. An important step, which took place last June 18, which is the final step for the Association "Lemon of Etna" to become a consortium for the protection of this citrus fruit that is grown along the Ionian strip of Etna, the so-called "Coast of the lemons", from Aci Castello to Calatabiano.



To "celebrate" this achievement, a sort of press conference was held at the Crea di Acireale headquarters, attended by all the promoters, producers, researchers and politicians who have contributed to the recognition. What will happen now? Renato Maugeri, president of the Etna Lemon Association, explained it to us. «Now - he said - we have to wait three months and then we'll have the decree of recognition. Then we will have to transform the Association into a Consortium and we will be a real Consortium for the protection of the Etna Lemon PGI, which means that all those who want to have certified the lemons produced in this territory must register with the Consortium and undergo our controls, because the Etna Lemon will be a certified and controlled product. What changes? We have a great market and marketing opportunity because we are going to present ourselves in the most important Italian squares, from Milan to Rome and also abroad under the name of “Etna Lemon”. Remember that in online research on Italy, Etna is the most clicked name in the world, so Etna gives us a big free advertising. Considering the characteristics of our lemons, especially the "verdelli" that only we do - Maugeri concluded - I think that commercial success should come».


The meeting was also attended by Dino Giarrusso, MEP of the 5 Star Movement and member of the Committee for Agriculture and Rural development in the European Parliament. «An important goal - he said - achieved thanks to the work of many people and communication. Of course, thanks to the great work of the Etna Lemon Association and also to the commitment of Federica Argentati who personally called me to tell me that there was this path undergoing. I did not know about this, I came to a meeting here in Acireale with those of the Association and the Citrus District of Sicily and they explained to me that this procedure was bogged down in the European bureaucracy. It had passed the regional and national bureaucracy and had got stuck there. I think I did a good job, but it was only a final work, I would like to say - Giarrusso added - that everything else was already ready and had already been done well because this product has all the characteristics to be protected also from a scientific point of view».


Angela Foti, regional deputy of "Attiva Sicilia", from Acireale, did not want to miss the appointment. «It has become clear - she said - that through the Food District and certainly with the Gal there are possible routes both for the production campaign and also to contrast the “mal secco” disease which afflict the lemon tree».




(ITA) Limone dell'Etna, finalmente arriva il riconoscimento IGP


E' quasi fatta, dopo tanti anni. Finalmente nella Gazzetta Europea è stata pubblicata la richiesta di riconoscimento IGP al “Limone dell’Etna”. Un passaggio importante, avvenuto lo scorso 18 giugno, che è il passo finale perché l’associazione “Limone dell’Etna” si trasformi in consorzio di tutela di questo agrume che viene coltivato lungo la fascia ionica etnea, la cosiddetta riviera dei limoni.



Per "festeggiare" questo traguardo, nella sede del Crea di Acireale, si è tenuta una sorta di conferenza stampa che ha visto partecipare quanti, promotori, produttori, ricercatori, politic hanno contribuito al riconoscimento. Cosa succederà adesso? Ce lo spiega Renato Maugeri, presidente dell'associazione Limone dell'Etna. «Adesso - dice Maugeri - dobbiamo aspettare tre mesi e poi avremo il decreto di riconoscimento. Poi dovremo trasformare l’Associazione in Consorzio e saremo un vero e proprio Consorzio di tutela del Limone dell’Etna IGP, il che significa che tutti quelli che vogliono avere certificati i limoni prodotti su questo territorio devono iscriversi al Consorzio e sottostare ai nostri controlli, perché il Limone dell’Etna sarà un prodotto certificato e controllato. Cosa cambia? Abbiamo una grande opportunità di mercato e di marketing perché andiamo a presentarci nelle piazze italiane più importanti, da Milano a Roma e anche all’estero con il nome di Limone dell’Etna. Ricordiamo che nelle ricerche on line sull’Italia l’Etna è il nome più cliccato nel mondo, quindi una pubblicità gratuita ce la da l’Etna. Considerate le caratteristiche dei nostri limoni, soprattutto i “verdelli” che facciamo solo noi - conclude Maugeri - penso che il successo commerciale dovrebbe arrivare»


All'incontro è intervenuto anche Dino Giarrusso, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e membro della commissione Agricoltura e Sviluppo rurale al parlamento europeo. «Un traguardo importante - dice Giarrusso - raggiunto grazie al lavoro di tanti e alla comunicazione. Naturalmente grazie al grande lavoro dell’associazione dell’Etna e anche all’impegno di Federica Argentati che personalmente mi ha chiamato per dirmi che c’era questo percorso in itinere. Io non conoscevo questa questione, sono venuto a un incontro qui ad Acireale con quelli dell’Associazione e con il Distretto Agrumi di Sicilia e mi hanno spiegato che questa procedura era impantanata nella burocrazia europea. Aveva superato quella regionale, quella nazionale e li era rimasta bloccata. Credo di avere fatto un buon lavoro, ma è stato soltanto un lavoro conclusivo - aggiunge l'europarlamentare - ci tengo a dire che tutto il resto era già pronto ed era stato fatto già bene perché questo prodotto che ha tutte le caratteristiche per essere protetto anche da un punto di vista scientifico».


Angela Foti, parlamentare regionale di "Attiva Sicilia", di Acireale, non ha voluto mancare all'appuntamento: «Oggi - ha detto - si è evidenziato anche come attraverso il Distretto del Cibo e certamente col Gal ci sono dei percorsi possibili sia per la campagna di produzione ma anche di contrasto al mal secco».