Search
  • Redazione

Phase 2, the CGIL Sicily Plan to relaunch work and welfare in Sicily


«Overcome any sterile opposition to go to a project for the relaunch of Sicily as shared as possible. In a difficult moment like the current one, what is needed is political-institutional cohesion, planning and comparison to define certain paths that will lead Sicily strengthened beyond the Coronavirus emergency». The general secretary of the CGIL Sicila, Alfio Mannino, launched this message-appeal on the occasion of the presentation of the "Plan for Work" prepared by the CGIL, yesterday by videoconference. «It is an open project - Mannino said - our contribution to overcoming the crisis, and on it we aim to build the broadest consensus». Even if the restart has started, the current situation of the Sicilian economy for the CGIL is worrying because «the Covid-19 pandemic has grafted on an already difficult situation, which risks leaving another 50,000 people out of work», Mannino added. The debate, broadcast live on the Cgil Sicily Facebook page, was attended by the President of the Region, Nello Musumeci and the Councilor for Economics Gaetano Armao, the President of Anci, Leoluca Orlando, the Minister Nunzia Catalfo and the General Secretary of the CGIL, Maurizio Landini who ended the debate.


THE PLAN. In about thirty pages, CGIL addresses, among others, the issue of bureaucratic streamlining by imagining «the acceleration of administrative processes such as normality, not the exception in the emergency». In addition, the modernization of the industrial model with «tools less oriented to keeping alive what no longer stands up to the test of competitiveness and more focused on the ability to attract and activate new energies in competitive sectors and more consistent with the vocations of Sicily». The regional CGIL proposes the creation of a "Center for technological innovation", with the involvement of universities and research centers, as places where «entrepreneurs and interested people can view new ethical-sustainable models, spreading in the Sicilian context research and innovation». The CGIL also proposes the «reorganization of an intermediate Institution between the Municipality and the Region to which to entrust the skills on some services, such as waste, water resources, rural infrastructures», almost a request to bring the regional Provinces back to life. As regards health, the CGIL calls for «a unique governance together with the social-welfare sector, creating an integrated system that finds its key point in territorial medicine». The CGIL plan is aimed at both the regional and national governments: both - said Mannino - «on many topics must create joint tables».


The CGIL is asking the national government for effective active labor policies «because it is now established that Citizenship Income has served to respond to poverty - the secretary said - but has not served to revive active labor policies». Interventions are also needed to relaunch the education system «by increasing school time in primary education, but also by investing in the university. It is unacceptable - the secretary of the CGIL said - that the best human resources, young people, are increasingly going to study elsewhere. The University, as well as the world of work, must be able to respond here too. Among the proposals of the CGIL Sicily, also «the elimination of the admission tests by postponing the verification to the end of the first academic year». ECONOMIC RESOURCES. As far as resources are concerned, CGIL Sicily believes that «34% of the state transfers of national spending in favor of the South should be made effective by launching political and administrative verification and control actions, so that the clause is payable by the southern regions». The definition of State-Region relations was also urged.


OPERATIONAL PROPOSALS. With a series of operational proposals, therefore, the CGIL tries to imagine a new development model for Sicily with work at its center, starting with that of young people and women, rights, safety at work, legality and goal of social justice. And it does so ranging from agriculture, to manufacturing, from tangible and intangible infrastructures to tourism, from public administration to transport to a new welfare system that designs appropriate policies for children, for the elderly, for the weak. Without neglecting education and training policies and initiatives for legality.

Among the proposals for a document delivered to the regional and national governments:

- the creation of a "Center for technological innovation" to support the development of industry, tourism and welfare; - public administration and labor market reform - investments for the construction of new production plants alternative to traditional refining; - a "Health Pact" between the Region, local authorities and trade unions for a new generation of welfare; - the release of expenditure on infrastructure and internal areas; - the seasonal adjustment of tourism; - the census and the assignment of vacant land and the control of uncultivated land to remove them from farming-mafia.



(ITA) Fase 2, il Piano della Cgil Sicilia per rilanciare lavoro e welfare


«Superare ogni sterile contrapposizione per andare a un progetto per il rilancio della Sicilia più condiviso possibile. In un momento difficile come quello attuale, quello che serve è coesione politico- istituzionale,  progettualità e  confronto per definire percorsi certi che traghettino una Sicilia rinforzata oltre l'emergenza Coronavirus». Il segretario generale della Cgil Sicila, Alfio Mannino, ha lanciato questo messaggio-appello in occasione della presentazione del “Piano del Lavoro” elaborato dalla Cgil, ieri in videoconferenza. «E’ un progetto aperto - ha detto Mannino - il nostro il contributo per il superamento della crisi, e su di esso puntiamo a costruire il più ampio consenso».


Seppure sia stata avviata la ripartenza, la situazione attuale dell'economia siciliana per la Cgil è preoccupante perché «su una situazione già difficile si è innestata la pandemia di Covid-19, che rischia di lasciare senza lavoro altre 50 mila persone», ha aggiunto Mannino.


Al dibattito, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Cgil Sicilia,  hanno preso parte il presidente della Regione, Nello Musumeci  e l’assessore  all’Enonomia Gaetano Armao, il presidente dell’Anci Leoluca Orlando, la ministra Nunzia Catalfo e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che ha concluso il dibattito.


Il PIANO. In una trentina di pagine il sindacato affronta, tra gli atri, il tema dello snellimento burocratico immaginando «l’accelerazione dei processi amministrativi come la normalità, non l’eccezione nell’emergenza». Inoltre, quello dell’ammodernamento del modello industriale con «strumenti meno orientati a mantenere in vita ciò che non regge più alla prova della competitività e più focalizzati sulla capacità di attrarre e attivare nuove energie in settori competitivi e più coerenti con le vocazioni della Sicilia». La Cgil regionale propone la creazione di un «Centro per l’innovazione tecnologica», con il coinvolgimento di Università ed enti di ricerca, come luoghi in cui «imprenditori e persone interessate possono prendere visione di nuovi modelli etico- sostenibili, diffondendo nel contesto siciliano ricerca e innovazione». La Cgil propone anche la «riorganizzazione di un ente intermedio tra Comune e Regione cui affidare le competenze su alcuni servizi, come i rifiuti, le risorse idriche, le infrastrutture rurali», quasi una richiesta di riportare in vita le Provincie regionali. Per quanto riguarda la sanità, la Cgil chiede «una governance  unica assieme  al settore socio- assistenziale, creando un sistema integrato che trovi il suo punto chiave nella medicina territoriale» . Il piano della Cgil si rivolge sia al governo regionale sia a quello nazionale: entrambi – ha detto Mannino - «su molti argomenti devono dare vita a tavoli congiunti».


Al governo nazionale la Cgil chiede politiche attive del lavoro efficaci «perché è ormai assodato che il reddito di cittadinanza è servito a dare una risposta alla povertà - ha detto il segretario - ma non è servito a rilanciare le politiche attive del lavoro». Servono anche interventi per il rilancio del sistema dell’istruzione «aumentando il tempo scuola nella primaria, ma anche investendo sull’Università. E’ inaccettabile – ha sottolineato il segretario della Cgil- che  le migliori risorse umane, i giovani, vadano sempre più a studiare altrove. L’Università, così come il mondo del lavoro devono potere risposte anche qui». Tra le proposte della Cgil Sicilia «l’eliminazione dei test d’ingresso rinviando la verifica alla fine del primo anno accademico».


LE RISORSE ECONOMICHE. Per quanto riguarda le risorse, la Cgil Sicilia ritiene che occorra «rendere effettivo il 34% dei trasferimenti statali della spesa nazionale a favore del Mezzogiorno avviando azioni di verifica e  di controllo politiche e amministrative,  affinché la clausola sia esigibile dalle regioni del Sud». Sollecitata anche la definizione dei rapporti Stato- Regione.


LE PROPOSTE OPERATIVE. Con una serie di proposte operative, dunque, la Cgil prova a immaginare un nuovo modello di sviluppo per la Sicilia con al centro il lavoro,  a partire da quello dei giovani e delle donne, i diritti, la sicurezza nel lavoro, la legalità e l’obiettivo della giustizia sociale. E lo fa spaziando dall’agricoltura, al manifatturiero, dalle infrastrutture  materiali e immateriali al turismo, dalla pubblica amministrazione ai trasporti fino a un nuovo sistema di welfare che disegni adeguate politiche per l’infanzia, per gli anziani, per i soggetti deboli. Senza tralasciare le politiche per l’istruzione e la formazione e le iniziative per la legalità.

Tra le proposte di un documento consegnato al governo regionale e a quello nazionale:

- la creazione di un “Centro per l’innovazione tecnologica” a supporto dello sviluppo dell’industria, del turismo, del welfare;

- la riforma della pubblica amministrazione e del mercato del lavoro

- investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di produzione alternativi alla raffinazione tradizionale;

- un “Patto per la salute” tra Regione, enti locali e sindacati per un welfare di nuova generazione;

- lo sblocco della spesa per infrastrutture e per le aree interne;

- la destagionalizzazione del turismo;

- il censimento e  l’ affidamento dei terreni sfitti e il controllo di quelli incolti per sottrarli alle agromafie.