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  • Gianluca Reale

Phase 2, the crisis of wedding and ateliers: here's how to start again

It was a thriving sector. Rich people from all over the world came to get married in Sicily. And many, professionals and companies, had specialized in giving dream weddings to enchanting places in Sicily. Now, however, this is no longer the case. «Until today, over 17 thousand marriages throughout Italy have been canceled, 50 thousand of which will, according to official estimates, skip between May and June 2020. This will mean, for the whole sector, cancellations of months and a whole sector completely decimated». These are the words of Barbara Mirabella, municipal Councilor for Culture in Catania and founder with Umberto Sciacca of the spontaneous movement Italian Wedding Industry, born in Sicily and gone viral throughout Italy, over 4000 signatures collected also involving prestigious Italian brands, world leaders, of wedding, groom and ceremony dresses, up to all operators in the wedding chain.

«We have sent a letter to the government with nineteen points on which to pay attention, first of all the need for certain dates, and clear safeguard rules, compatible with health security. Advance planning is a fundamental element for carrying out the event organization activity. Only with a clear and consistent calendar of reopenings will the world of the wedding industry be able to resume its work», they say.

We need a comparison with the professional orders, such as engineers, architects and surveyors, qualified professionals, who accompany the entrepreneurs to redesign, for example, the capacity of the villas for receptions or even those of the ateliers themselves, defining new safeguard rules. We need new ways of using services such as catering. «In this way - they say - certain dates could be provided for the planned reopening of all business activities, which each year ensure 40 billion in turnover, allowing adequate planning and the start of reservations».


The bridal ateliers, assimilated tout court to the trade sector, could reopen as early as 18 May, although ceremonies and high fashion bridal still remain blocked, since it is forbidden to participate and celebrate anniversaries and rites such as weddings. Italian Wedding Industry, therefore, proposes that the events, in full respect of the safety distances, have new ways: no at the buffet, yes at the table service with mice en place, which guarantee a correct spatial distancing (Ex 4 pax on tables 8). The movement also considers it essential to allow the possibility for married couples to visit the locations by appointment and with masks and safety devices. «We are really worried - declares Umberto Sciacca - for what will happen from May 18th. The simple reopening of the ateliers, with the imposition of sanitizing the clothes, without adopting precise measures to protect the work of all the operators in the sector, will not allow us to cover the living expenses, but above all to recover from the serious damage suffered in the past two months. We need to develop measures by the national government, and in the shortest possible time, to allow the resumption of marriages, intended as aggregative events».



(ITA) Fase 2, allo stremo wedding e atelier: ecco come ripartire


Era un settore floridissimo. Dall'estero venivano a sposarsi in Sicilia ricconi da ogni dove. E molti, professionisti e aziende, si erano specializzati nel regalare matrimoni da sogno in luoghi incantevoli della Sicilia. Adesso, però, non è più così. «Ad oggi oltre 17 mila matrimoni in tutta l’Italia sono stati annullati, saranno 50 mila quelli che, secondo le stime ufficiali, salteranno tra maggio e giugno 2020. Ciò significherà, per tutto il comparto, disdette di mesi e un intero settore completamente falcidiato». Parola di Barbara Mirabella, fondatrice con Umberto Sciacca del movimento spontaneo Italian Wedding Industry, nato in Sicilia e diventato virale in tutta Italia, oltre 4000 firme raccolte coinvolgendo anche prestigiosi brand italiani, leader mondiali, di abiti da sposa, sposo e cerimonia, fino a tutti gli operatori della filiera matrimonio.


«Abbiamo inviato una lettera al Governo con ben diciannove punti sui quali porre l’attenzione, primo tra tutti il bisogno di date certe, e chiare regole di salvaguardia, compatibili con la sicurezza sanitaria. La pianificazione anticipata è elemento fondamentale per lo svolgimento dell’attività di organizzazione degli eventi. Solo con un calendario chiaro e coerente delle riaperture, anche il mondo della wedding industry potrà riprendere il proprio lavoro», dicono.


Serve un confronto con gli ordini professionali, come ingegneri, architetti e geometri, professionisti abilitati, che accompagnino gli imprenditori per ridisegnare, ad esempio, la capienza delle ville per ricevimenti o anche quelle degli stessi atelier, definendo nuove regole di salvaguardia. Servono nuove modalità di fruizione di servizi come il catering. «In questo modo - dicono - si potrebbero fornire date certe per la riapertura programmata di tutte le attività aggregative, che ogni anno assicurano 40 miliardi di fatturato, consentendo un’adeguata pianificazione e l’avvio delle prenotazioni».


Gli atelier da sposa, assimilatati tout court al settore commercio, potrebbero riaprire già dal 18 maggio, nonostante cerimonie e alta moda sposa rimangano ancora bloccati, poiché è vietato partecipare e festeggiare le ricorrenze e i riti come i matrimoni.


Italian Wedding Industry, quindi, propone che gli eventi, nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza, abbiamo nuove modalità: no al buffet, sì al servizio al tavolo con mice en place, che garantiscano un distanziamento spaziale corretto (Es 4 pax su tavoli da 8). Il movimento ritiene, altresì, indispensabile consentire la possibilità per le coppie di sposi di visitare, su appuntamento e con mascherine e dispostivi di sicurezza, le location.


«Siamo davvero preoccupati – dichiara Umberto Sciacca - per ciò che accadrà a partire dal 18 maggio. La semplice riapertura degli atelier, con l’imposizione di sanificare gli abiti, senza l’adozione di precise misure a tutela del lavoro di tutti gli operatori del comparto, non ci permetterà di coprire le spese vive, ma soprattutto di recuperare al gravissimo danno subito negli ultimi due mesi. Abbiamo bisogno che vengano elaborate dal Governo nazionale, e nel più breve tempo possibile, delle misure che consentano la ripresa dei matrimoni, intesi come eventi aggregativi».