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Pogliese sentenced, PD and 5 Stars Movement: «The Mayor of Catania resigns»

After the sentence imposed on Salvo Pogliese by the court of Palermo and the consequent suspension of 18 months from the office of mayor of Catania, according to the Severino law, the oppositions go on the attack and ask for the resignation of the first citizen.



The leadership of the city will formally pass into the hands of Deputy Mayor Roberto Bonaccorsi, unless Pogliese resigns and goes to new elections. But this is not the orientation expressed by the mayor and the entire majority. It will go ahead. Will it be possible? The opposition doesn't think so.


PD secretary, Anthony Barbagallo

The PD is demanding Pogliese's resignation. «Wishing Salvo Pogliese to be able to demonstrate his extraneousness in the following degrees of judgment - says the regional secretary of the Democratic Party, Anthony Barbagallo - I invite him to resign immediately as mayor: Catania cannot remain without a guide for eighteen months. We had said this at a time not suspicious that the choice of the candidacy of Pogliese - continues Barbagallo - by the Centre-Right was a wicked move, as selfish was the desire to impose his candidacy for mayor. Today I ask Pogliese for his immediate resignation as mayor, a true act of love and gratitude to Catania that can not remain headless and hostage to his personal vicissitudes. Catania is in disastrous economic and financial conditions, with a thousand unresolved emergencies and needs an authoritative and safe guide: we can only return the word to the Catania people - he concludes - and immediately choose a new first citizen».


The Five Stars Movement is also on the attack. On the Facebook page of the Sicilian movement, a post lists the "crazy" expenses contested to Pogliese when he was a regional deputy and for which he was condemned: 1,200 euro for the "substitution of various locks and various door handles" in a professional family studio; 30 thousand euro for stays in a hotel in Palermo, also with family members; dinners, fuel expenses, 280 euro for his son's school fees, 30 thousand euro in cheques endorsed to his personal account.


Catania's institutional representatives of the Five Stars Movement at all levels, European deputies, parliamentarians, senators, regional deputies and town and municipal councillors, say that «the condemnation of the mayor of Catania Salvo Pogliese requires serious reflection on Catania's politics. A first citizen condemned for such a serious crime and for the incorrect management of public money, therefore of citizens, cannot represent an important and prestigious community like the Catania one. Now, as a result of the Severino law, Pogliese will be suspended from its role, but at this point it would be appropriate - pending the appeal and new degrees of judgment - a step back from the mayor, thus giving the floor to the voters who are increasingly challenged by a policy that looks like new but always has the same vices of the past».


The regional deputies of the 5 Star Movement then return to the request for resignation: «To crown the short-sighted and failed management of the city - the deputies explain - this last sad piece is added. Right from the beginning of the mandate, thanks to the great work of our town councillors, we have contested to the mayor and the council the lack of a vision for Catania. There is a rejection of waste, urban planning and participation, not to mention the guilty absence from the debates on the key challenges of the city. Mobility, waterfront projects, fight against waste, management of services to citizens. An administration that has barely completed acts of ordinary administration and that has aimed to float more than to govern. To persevere in this affair, moreover, without a mayor formally in office, for another 18 months, means to care about the fate not of one's own city but only of one's own seat».



(ITA) Condanna Pogliese, PD e Movimento 5 Stelle: «Il sindaco si dimetta»


Dopo la condanna inflitta a Salvo Pogliese dal tribunale di Palermo e la conseguente sospensione di 18 mesi dall'incarico di sindaco di Catania, in base a quanto previsto dalla legge Severino, le opposizioni vanno all'attacco e chiedono le dimissioni del primo cittadino.


La guida della città formalmente passerà nelle mani del vice sindaco Roberto Bonaccorsi, a meno che Pogliese si dimetta e si vada a nuove elezioni. Ma non è questo l'orientamento espresso dal sindaco e da tutta la maggioranza. Si andrà avanti. Sarà possibile? Le opposizioni ritengono di no. Il PD chiede le dimissioni di Pogliese. «Augurando a Salvo Pogliese di potere dimostrare la propria estraneità nei successivi gradi di giudizio - dice il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo - lo invito a dimettersi subito da sindaco: Catania non può restare senza una guida per diciotto mesi. Lo avevamo detto in tempi non sospetti che la scelta della candidatura di Pogliese – prosegue Barbagallo – da parte del Centrodestra era una mossa scellerata, così come egoistica è stata la volontà di imporre la propria candidatura a sindaco. Oggi a Pogliese chiedo le sue dimissioni immediate da sindaco, un vero atto di amore e riconoscenza verso Catania che non può restare acefala e ostaggio delle sue vicissitudini personali. Catania versa in condizioni economiche e finanziarie disastrose, con mille emergenze irrisolte e necessita di una guida autorevole e sicura: non possiamo che restituire la parola ai catanesi – conclude - e scegliere subito un nuovo primo cittadino».


Anche il Movimento Cinque Stelle all'attacco. Sulla pagina facebook del movimento siciliano un post elenca le spese "pazze" contestate a Pogliese quando era deputato regionale e pe le quali è stato condannato: 1.200 euro per la «sostituzione di varie serrature e varie maniglie per porte» in uno studio professionale di famiglia; 30 mila euro per soggiorni in albergo a Palermo, anche assieme ai familiari; cene, spese di carburante, 280 euro per la retta scolastica del figlio, 30 mila euro in assegni girati sul conto personale.


Gli esponenti istituzionali catanesi del Movimento Cinque Stelle a tutti i livelli, deputati europei, parlamentari, senatori, deputati regionali e consiglieri comunali e di municipalità, dicono che «la condanna del sindaco di Catania Salvo Pogliese impone una seria riflessione alla politica catanese. Un primo cittadino condannato per un reato così grave e per la gestione non corretta di soldi pubblici, quindi dei cittadini, non può rappresentare una comunità importante e prestigiosa come quella catanese. Adesso, per effetto della legge Severino, Pogliese verrà sospeso dal suo ruolo, ma a questo punto sarebbe opportuno - in attesa dell'appello e di nuovi gradi di giudizio - un passo indietro da parte del sindaco, dando così la parola agli elettori che sono sempre più sfiduciati da una politica che si presenta come nuova ma che ha sempre gli stessi vizi del passato».


I deputati regionali del Movimento 5 Stelle poi ritornano sulla richiesta di dimissioni: «A coronamento di una gestione fallimentare e miope della città - spiegano i deputati - si aggiunge questo ultimo triste tassello. Già dall'inizio del mandato, grazie al grande lavoro dei nostri consiglieri comunali, abbiamo contestato al sindaco e alla giunta la mancanza di una visione per Catania. Sonora bocciatura su rifiuti, urbanistica e partecipate, per non parlare della colpevole assenza dai dibattiti sulle sfide chiave della città. Mobilità, progetti sul waterfront, lotta agli sprechi, gestione dei servizi ai cittadini. Un'amministrazione che ha portato a termine, a stento, atti di ordinaria amministrazione e che ha puntato a galleggiare più che a governare. Perseverare in questo andazzo, per di più senza un sindaco formalmente in carica, per altri 18 mesi, significa avere a cuore le sorti non della propria città ma solo quelle della propria poltrona».

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