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  • Francesco Triolo

Protest at the Milazzo Refinery, 400 workers outside the gates

The workers of the Milazzo Refinery have been protesting for two days. Also this morning, outside the gates, about 400 people protested against the company's decision not to return them to service. There are six hundred jobs hanging in the balance. The health emergency of Covid 19 blew up investments for around 90 million euros scheduled for 2020. The stoppage of the activities led to an important stock of oil in the tanks, so the new management decided to block the complete return of the workers.


«It is impossible to continue working with 30% of the staff inside the company and 70% outside. The entire economy of the city and the area is affected - says Giuseppe Crisafulli, representative of the workers of the Fim Cisl - Fortunately, the meeting requested by us to have clarifications to all the workers has finally arrived for a few minutes» .


«The mobilization - Daniele David of Fiom CGIL adds - continues until all the conditions of safety and productivity are met. Investing in work is the best way to get out of this crisis».



Sicindustria, therefore, has convened a meeting for next Friday and the CEOs of Eni and Q8 should also participate in the meeting. The situation, in fact, due to the impact that the Refinery has economically on the territory, is very tense and the social conflict is likely to rise even more.





(ITA) Protesta alla Raffineria di Milazzo, 400 lavoratori fuori dai cancelli

Protestano da due giorni i lavoratori della Raffineria di Milazzo. Anche questa mattina, fuori dai cancelli, erano circa 400 le persone che protestavano contro la decisione dell’azienda di non farli rientrare in servizio. In bilico ci sono seicento posti di lavoro. L’emergenza sanitaria del Covid 19 ha fatto saltare investimenti per circa 90 milioni di euro programmati per il 2020. Il fermo delle attività ha portato ad una importante giacenza di petrolio nei serbatoi, così il nuovo management ha deciso di bloccare il rientro completo delle maestranze.

«È impossibile continuare a lavorare con il 30% del personale dentro l’azienda e il 70% fuori. Ne risente tutta l’economia della città e del comprensorio – parla Giuseppe Crisafulli, rappresentante dei lavoratori della Fim Cisl – Per fortuna, da qualche minuto è  arrivata finalmente la convocazione di un tavolo così come richiesto da noi per avere chiarimenti a tutti i lavoratori».


«La mobilitazione continua sino a quando non ci saranno tutte le condizioni di sicurezza e di produttività – aggiunge Daniele David della Fiom Cgil - Investire sul lavoro è lo strumento migliore per uscire da questa crisi».


Sicindustria, quindi, ha convocato una riunione per venerdì prossimo e all’incontro dovrebbero partecipare anche gli amministratori delegati di Eni e Q8. La situazione, infatti, per l’impatto che la Raffineria ha economicamente sul territorio, è molto tesa e il conflitto sociale rischia di alzarsi ancora di più.

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