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  • Gianluca Reale

Referendum, Ignazio Corrao: «C'è poco da gioire, voto regionali disastro assoluto per M5S»

Updated: Sep 22

Profonde diversità di vedute in casa del Movimento 5 Stelle. O meglio, soddisfazione per la vittoria del sì al referendum sul taglio dei parlamentari, ma amarezza sul voto delle regionali, «il disastro più assoluto». E' la riflessione che fa l'europarlamentare del M5S, Ignazio Corrao, affidando il suo pensiero a un post sulla sua pagina Facebook. E aprendo il confronto interno.


«Credo che la vittoria del SI a questo referendum fosse ampiamente prevedibile ed il merito politico del M5S, di averla realizzata, non è oggi. Ma esattamente un anno fa, 8 ottobre 2019, data di ultima approvazione in parlamento». Ma già qui arriva un primo distinguo da altri toni trionfalistici di suoi colleghi di partito, a cominciare dal viceministro Giancarlo Cancelleri e anche l'ex capo politico Di Maio. «Anzi - dice Corrao - siccome questa è una riforma che nella vita dei cittadini non cambia nulla e non risolve nessuno dei loro problemi, è bene dire che se non si rimettono le preferenze (che mancano dal 1992) avremo semplicemente 600 nominati al posto di 945 nominati».


Poi la riflessione politica, in aperto contrasto coin le dichiarazioni di Cancelleri che ha parlato di «italiani tornati a votare M5S». «Bisogna inoltra avere la maturità di dirci - spiega Corrao - che il sì di oggi alla riforma è lontano anni luce da poter essere considerato un voto “a favore” del M5S o di chi lo gestisce. Come è facile capire dai risultati elettorali che invece sono il disastro più assoluto».


«Che ci sia euforia, tra i miei colleghi, per questo risultato - dice Corrao - lo trovo fuori luogo e fuorviante. Perché oggi dovremmo tutti stare a testa bassa e riflettere su come ci siamo ridotti a questi numeri e quali sono le responsabilità. Oggi si registra una disfatta senza precedenti del M5S, che dopo aver dimezzato le percentuali alle europee l’anno scorso continua a correre a velocità spedita verso il fondo».

«Cosa c’è da essere contenti per chi ha gestito (senza congressi e confronti) il movimento portandolo ad essere quasi inesistente nelle regioni del nord e del centro e irrilevante al sud, dove eravamo fortissimi fino a all’altro ieri? Fino a 2 anni e mezzo fa sfidavamo da soli corazzate di 11 liste (Sicilia) giocandocela fino in fondo, con forza, determinazione e idee. Adesso siamo vicini alla dicitura “altri” in Regioni in cui ci presentiamo con Ministri e Sottosegretari».

«L’unica cosa che possiamo fare - aggiunge Corrao - è pretendere un Congresso immediato e democratico, aperto fisicamente ad attivisti e portavoce locali, in cui si fissino velocemente nuovi obiettivi, visioni ed idee, nuove strutture e nuove persone che debbano perseguirli, ringraziando chi ha portato avanti il programma fino ad oggi. Ma l’alternanza e la discontinuità al potere sono essenziali per la democrazia e il buon governo. Se non si svolta immediatamente (un congresso in realtà andava fatto dopo il disastro delle europee) e si va avanti così, il futuro del fu m5s è qualcosa di simile all’Udeur». Un messaggio chiaro. Che chiama alla resa dei conti. O si cambia o si scompare.