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Renzi: «A tax free Sicily like Malta, Ireland, Holland and Luxembourg»

A tax advantage for Sicily and Sardinia, provided that special autonomy reduces waste and privileges. Here is the "recipe" of Matteo Renzi, the former premier leader of Italia Viva, to relaunch Sicily. It is a theory set out in the pages of his book "La mossa del cavallo" (The Horse's Move), published on June 4th, and anticipated in some passages by the newspaper "La Sicilia".


For Renzi, a «great strategic pact» is needed with the State before engaging in «a European battle» to make «at least the two main islands, Sicily and Sardinia, special regions from the fiscal point of view, able to compete with Malta or Albania, to the south, but also, within the northern borders of the Union, with Ireland, Luxembourg, Holland». Here are the "competitors" to face. «In a normal time this hypothesis would not have been taken into consideration, but now - writes Renzi - everything has changed. At least you can try, instead of complaining about Dutch tulips». «And it will be interesting to understand - Renzi adds - how the Netherlands, Luxembourg and Ireland can complain if Italy finally decides, for the first time, to respond to the unfair competition that these countries have been doing for years attracting companies from all over the world for tax and legal reasons».


It must start with Rome, however. «I believe that we need a great pact between the two island regions and the central State for a more solid institutional cooperation, respecting the autonomy provided for by the Constitution but without any waste, now unbearable. Sicily and Sardinia should enter into a strategic agreement with the central state which, at the same time, should impose special taxation on the European Union for these two territories». But otherwise «no one is willing to grant further exceptions, even at European level». The Italian State would then have the task of bargaining with the Union, also asking for a sort of "reimbursement" to the fact that the two regions, Sicily in particular, are border land for immigration.


The call to arms of Itala Viva leader has already borne its first fruits. «We - Davide Faraone said to La Sicilia - will present a law proposal and an amendment to the Re-launch in parliament».



(ITA) Renzi: «Una Sicilia tax free come Matla, Irlanda, Olanda e Lussemburgo»


Una fiscalità di vantaggio per la Sicilia e la Sardegna, a patto che l'autonomia speciale riduca sprechi e privilegi. Ecco la "ricetta" di Matteo Renzi, l'ex premier leader di Italia Viva, per rilanciare l'Isola. Si tratta di una teoria esposta nelle pagine del sui libro "La mossa del cavallo", in uscita il 4 giugno, e anticipato in alcuni passaggi dal quotidiano "La Sicilia".


per Renzi serve «grande patto strategico» con lo Stato prima di ingaggiare «una battaglia europea» per fare «almeno delle due isole principali, Sicilia e Sardegna, regioni speciali dal punto di vista fiscale, in grado di competere con Malta o con l’Albania, a sud, ma anche, dentro i confini settentrionali dell’Unione, con Irlanda, Lussemburgo, Olanda». Ecco i "concorrenti" da affrontare. «In un tempo normale questa ipotesi non sarebbe stata presa in considerazione, ma adesso - scrive Renzi - tutto è cambiato. Perlomeno ci si può provare, anziché lamentarsi dei tulipani olandesi». «E sarà interessante capire - aggiunge Renzi - come potranno lamentarsi Olanda, Lussemburgo e Irlanda se l’Italia deciderà finalmente, per la prima volta, di rispondere alla competizione sleale che da anni questi paesi ci fanno attraendo per ragioni fiscali e giuridiche società da tutto il mondo».


Si deve cominciare da Roma però. «Credo che occorra un grande patto tra le due regioni isolane e lo Stato centrale per una più solida collaborazione istituzionale, nel rispetto dell’autonomia prevista dalla Costituzione ma senza alcuno sperpero, ormai insopportabile. Sicilia e Sardegna dovrebbero stipulare un accordo strategico con lo Stato centrale che, contestualmente, dovrebbe imporre all’Unione europea la fiscalità speciale per questi due territori». Via ogni spreco delle regioni ad autonomia speciale, però, altrimenti «nessuno è disposto a concedere ulteriori eccezioni, anche a livello europeo». Lo Stato italiano avrebbe poi il compito di contrattare con l'Unione, chiedendo anche una sorta di "rimborso" al fatto che le due regioni, la Sicilia in particolare, sono terra di frontiera per l'immigrazione.


La chiamata alle armi di leader di Italia Viva ha già dato i suoi primi frutti. «Noi - ha detto Davide Faraone a La Sicilia - presenteremo un disegno di legge ed un emendamento al dl Rilancio in discussione in parlamento».