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Sicindustria: «La Regione sblocchi pratiche e investimenti»

Sarebbero oltre 900 le pratiche sono in attesa di essere esaminate dall'assessorato regionale Territorio e ambiente per un totale di investimenti bloccati che supererebbe abbondantemente i 2 miliardi di euro. Tra le pratiche in stand by ce ne sarebbero 140 quelle relative al settore lapideo siciliano. E' quanto denuncia una nota diffusa da Sicindustria, l'associazione degli industriali.



La sezione Marmo di Sicindustria, insieme con il Consorzio della Pietra lavica dell'Etna e il Consicav, il Consorzio siciliano cavatori, ha inviato una nota all'assessore Toto Cordaro, per chiedere un incontro alla Regione «al fine di formulare soluzioni urgenti da mettere in campo», ma, soprattutto, per spiegare attraverso l'analisi puntuale e dettagliata di numerosi casi concreti, come «oltre che dal punto di vista statistico, l'attività della Commissione tecnica specialistica (Cts) desti molte perplessità anche sul versante delle motivazioni addotte».


In particolare, si tratta delle richieste inoltrate al servizio 1 Via-Vas, con riferimento alle "Autorizzazioni uniche ambientali" e alle "Verifiche di assoggettabilità", espletate dalla Commissione tecnica specialistica costituita ad hoc. Il risultato - spiega la nota di Sicindustria - per il settore lapideo in particolare è però di appena 24 pratiche esaminate negli ultimi 10 mesi contro le 47 vagliate da agosto 2018 a maggio 2019. Di queste, quelle esitate positivamente sono circa una decina. In sintesi, negli ultimi 10 mesi è stato dato il via libera al 23% delle pratiche autorizzate nei precedenti 10 mesi.


«Un ennesimo schiaffo all'economia di una regione già in fase di sostanziale stagnazione e che, con il diffondersi della pandemia, ha visto le attività produttive subire una ulteriore drammatica contrazione», affermai Sicindustria. Lo studio trasmesso all'assessorato contiene una trentina di casi per spiegare nel dettaglio le anomalie riscontrate che stanno creando notevoli problemi a un comparto che fattura oltre 250 milioni di euro di prodotto, dei quali 141 destinati all'estero, e occupa 9.887 addetti in circa 500 cave in esercizio