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Six "David di Donatello" for "Il Traditore", the film that tells the story of Buscetta


The story of Tommaso Buscetta, told by Marco Bellocchio and interpreted by Pierfrancesco Favino has garnered awards. "Il Traditore" triumphed to David di Donatello. The "Italian Oscar" ceremony assigned six David to the film with which Bellocchio wanted to tell "boss of the two worlds" Tommaso Buscetta's character and parable, from the rise to the refuge in Brazil until his arrest and the meeting with Giovanni Falcone and then the decision to tell how the Cosa Nostra was organized and who were its leaders. Becoming the super accuser of the bosses in the maxiprocesso against Cosa Nostra. "Il Traditore" has been awarded for best film and for best direction (Bellocchio), for best protagonist actor (Pierfrancesco Favino), for best supporting actor (Luigi Lo Cascio), for best original screenplay (Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo), for the best editing (Francesca Calvelli).

A film that sinks in dark years and yet of great reaction from the Sicilians to the oppression of Cosa Nostra. Bellocchio did not work on the mythologization of the criminal, although collaborating. He did not dive into apology as happened to other dramas, such as "Il capo dei capi". And perhaps for this reason his film was rewarded by critics and audiences. Even if something could have given deeply in the relationship between Buscetta and Falcone, outlined in a narrow way. Despite this, those who got to know Buscetta closely appreciated the film. Like Giuseppe Ayala, the magistrate who was a public prosecutor during the maxiprocesso: «The film and its protagonist Pierfrancesco Favino deserved the cascade of David di Donatello», Ayala said. He is also from Sicily. «Buscetta has made an extraordinary contribution to the knowledge of the mafia. But precisely because he had known her from the inside », Ayala adds. He was, with Giovanni Falcone, the first to gather Buscetta's testimonies and met him several times, even before the maxiprocesso in which Buscetta played a decisive role in the condemnation of the hundreds of bosses defendants.


A David di Donatello went to the Sicilian actor Luigi Lo Cascio, the actor who in "Il Traditore" played the other great collaborator of justice of those years, Totuccio Contorno. For Lo Cascio, David as best supporting actor in getting into a character having «looked at the images, the sounds of the maxiprocesso, I had learned how to approach the Court. Psychological adherence was certainly not necessary, it is a functional figure in Buscetta's story». But for Lo Cascio it was also a very special prize, which came on May 9, the very day in which Peppino Impastato was killed in 1978. Lo Cascio played Impastato in the award-winning film "I cento Passi" by Marco Tullio Giordana, whose screenplay was signed by Claudio Fava, the current president of the regional anti-mafia commission. «With "I cento passi" - recalls Lo Cascio - I won my first David, it was the film that marked my career. There is almost a fil rouge that links that recognition to this. When you play a truly lived person you have to choose between absolute loyalty, as happened for Impastato, or instead, and it is the case of Contorno, to take on the communicative register».



(ITA) Sei David di Donatello a Il Traditore, il film che racconta la storia di Buscetta


La storia di Tommaso Buscetta, raccontata da Marco Bellocchio e interpretata da Pierfrancesco Favino ha fatto incetta di premi. "Il Traditore" ha trionfato ai David di Donatello. La cerimonia degli "oscar italiani" ha assegnato ben sei David al film con cui Bellocchio ha voluto raccontare al cinema il personaggio e la parabola di Tommaso Buscetta, il "boos dei due mondi", dall'ascesa al rifugio in Brasile sino all'arresto, all'incontro con Giovanni Falcone e quindi la decisione di raccontare com'era organizzata Cosa Nostra e chi ne erano i capi. Diventando il super accusatore dei boss al maxiprocesso contro Cosa Nostra.


"Il Traditore" è stato premiato come miglior film e per la migliore regia (Bellocchio), per il migliore attore protagonista (Pierfrancesco Favino), per il migliore attore non protagonista (Luigi Lo Cascio), per la migliore sceneggiatura originale (Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo), per il migliore montaggio (Francesca Calvelli).


Un film che affonda in anni bui eppure di grande reazione da parte dei siciliani all'oppressione di Cosa Nostra. Bellocchio non ha lavorato sulla mitizzazione del criminale, seppur collaborante. Non si è tuffato nell'apologia come accaduto ad altre sceneggiati, come "il Capo dei capi". E forse per questo il suo film è stato premiato da critica e pubblico. Anche se qualcosa avrebbe potuto concedere al rapporto tra Buscetta e Falcone, tratteggiato in modo risicato. Nonostante questo, chi ha conosciuto da vicino Buscetta, ha apprezzato il film. Come Giuseppe Ayala, il magistrato che fu pubblico ministero durante il maxi processo: «il film e il suo protagonista Pierfrancesco Favino si sono meritati la cascata dei David di Donatello», ha detto Ayala, anche lui siciliano. «Buscetta ha dato un contributo straordinario alla conoscenza della mafia. Ma proprio perché l'aveva conosciuta dall'interno», aggiunge Buscetta che con Giovanni Falcone fu il primo a raccogliere le sue testimonianze e lo incontrò più volte, anche prima del maxiprocesso in cui Buscetta giocò un ruolo determinante per la condanna delle centinaia di mafiosi imputati.


Un David di Donatello è andato all'attore siciliano Luigi Lo Cascio, l'attore che ne "Il Traditore" ha interpretato l'altro grande collaboratore di giustizia di quegli anni, Totuccio Contorno. Per Lo Cascio il David come migliore attore non protagonista nel calarsi in un personaggio avendo «guardato le immagini, i suoni del maxiprocesso, avevo appreso il modo di porsi alla Corte. Non occorreva certo un'adesione psicologica, è una figura funzionale al racconto di Buscetta». Ma per Lo Cascio è stato anche un premio tutto speciale, giunto il 9 maggio, proprio il giorno in cui nel 1978 fu ucciso Peppino Impastato. Lo Cascio ha interpretato Impastato nel premiatissimo film "I cento Passi" di Marco Tullio Giordana, la cui sceneggiatura fu firmata da Claudio Fava, l'attuale presidente della commissione antimafia regionale. «Con "I cento passi" - ricorda Lo Cascio - vinsi il mio primo David, fu il film che ha segnato la mia carriera. C'è quasi un filo rosso che lega quel riconoscimento a questo. Quando interpreti una persona realmente vissuta devi scegliere tra l'assoluta fedeltà, come accadde per Impastato, o invece, ed è il caso di Contorno, di assumerne il registro comunicativo».



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