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Soccer, Sigi puts their hands ahead: ready to buy Catania club, but let's evaluate the new situation

Updated: Jul 17

After the ruling of the Bankruptcy Court of Catania that declared the bankruptcy of Finaria, the parent company of Calcio Catania Spa, came the clarification of Sigi, the company that is the only one to have expressed interest in buying the club rossazzurro and to participate in the competitive procedure, if confirmed by the court, for the sale of the club rossazzurro.



Sigi confirms «that it is ready, in every sense, to take part in the competitive bidding procedure, if the Court also decides to proceed» through the liquidators «with the sale of the shares held by Finaria». Sigi therefore remains «stubbornly interested» in the «change of ownership», in whatever form it may take. So easy? Absolutely no.


«Pending the Court's ruling and to fully understand the effects and motivations of the declaration of bankruptcy» Sigi announces that it must ask for «clarifications regarding at least two different recent facts, which affect the economic investment and the sports project in a significant way», as well as «on the model of the widespread shareholding» always proclaimed by the company represented by Fabio Pagliara and Maurizio Pellegrino.


The first of the two facts: «the recent referral of Calcio Catania involves, according to federal regulations, a considerable weighting of the registration fee» to the championship, compared to the amount originally planned. The deadline is in the first days of August. In addition there is the hypothesis of «having to provide additional guarantees to cover the risk of default by the previous owner». In short, financially the purchase is complicated.


Secondly, the non-payment of the fees, promised by Finaria (and Calcio Catania) and for which Sigi had expressed commitment to repay within three months, will certainly determine, given the recurrence, a heavy penalty in the next championship». In addition to facilitating the «release» of registered players and therefore «the loss of technical assets».

In short, there is the risk of having to start from scratch.


So Sigi put his hands forward. The failure of Finaria can change the cards on the table. The acquiring company «is waiting for the communications that will allow it to proceed with prudent and criteria-assisted deliberations that make the intent feasible and not only sentimental». Simply put, from the heart we would like to take over the club, but we have to deal with the economic resources and the situation that has worsened.


A situation that has also changed within Sigi, given the "Fake Credits" investigation that in recent days has led to the arrests of a leading figure in the club: the accountant Antonio Paladino, member and consultant of the same company. Sigi has appointed a new board of directors and the shareholders' meeting has confirmed its willingness to participate in the competitive procedure. In recent days, however, there have been rumours that the company has been losing out. Today, however, «Sigi categorically denies what was reported today in an article published in the newspaper "La Sicilia" regarding the exit from the Spa of the entrepreneur Angelo Maugeri. A news that does not correspond to reality. Maugeri, Ecogruppo Italia and Futura Production are an integral part of the Sigi project». 


All that remains is to wait for what the court decides to do. but the road to save Catania is uphill.



(ITA) Calcio Catania, la Sigi mette le mani avanti: pronti a comprare, ma valutiamo la nuova situazione»


Dopo la pronuncia del tribunale fallimentare di Catania che ha dichiarato il fallimento di Finaria, la società controllante del Calcio Catania Spa, arrivano le precisioazioni di Sigi, la società che è l'unica ad avere manifestato interesse a comprare il club rossazzurro e a partecipare alla procedura competitiva, se sarà confermata dal tribunale, per la vendita del club rossazzurro.


Sigi conferma «di essere pronta, in tutti i sensi, a partecipare alla gara competitiva, ove il Tribunale decida ugualmente di procedere» a mezzo dei curatori fallimentari «alla vendita delle azioni detenute da Finaria». Sigi rimane dunque «pervicacemente interessata» all'«avvicendamento proprietario», in qualsiasi forma possa avvenire. Ci sono dei però.


«In attesa del pronunciamento del Tribunale e di comprendere appieno gli effetti e le motivazioni della dichiarazione di fallimento» Sigi annuncia di dover chiedere «delucidazioni in ordine ad almeno due diversi recentissimi fatti, che incidono sull’investimento economico e sul progetto sportivo in maniera rilevante», oltre che «sul modello dell’azionariato diffuso» da sempre proclamato dalla società rappresentata da Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino.

Il primo dei due fatti: «il recente deferimento del Calcio Catania comporta, in base alle norme federali, un notevole sicuro appesantimento della quota di iscrizione» al campionato, rispetto all'importo originariamente previsto. La scadenza è ai primi giorni di agosto. In più c'è l'ipotesi di. «dover fornire ulteriori garanzie fideiussorie per coprire il rischio di inadempimenti compiuti dalla precedente proprietà». Insomma, finanziariamente l'acquisto si complica.

in secondo luogo, il mancato pagamento delle spettanze, promesso da Finaria (e da Calcio Catania) e per cui Sigi aveva manifestato impegno di rimborso entro tre mesi, determinerà certamente, stante la recidiva, una pesante penalizzazione nel prossimo campionato». Oltre ad agevolare «lo svincolo» dei giocatori tesserati e quindi «la perdita del patrimonio tecnico».

Insomma, si rischia di dover ricominiciare da zero.


Dunque Sigi mette le mani avanti. Il fallimento di Finaria può cambiare le carte in tavola. La società acquirente «attende le comunicazioni che le consentano di procedere a deliberazioni prudenti e assistite da criterio, che rendano fattibile e non solo sentimentale l’intento». In parole povere, col cuore vorremmo rilevare il club, ma bisogna fare i conti con le risorse economiche e la situazione che si è aggravata.

Situazione che è mutata anche dentro la Sigi, vista l'inchiesta "fake Credits" che nei giorni scorsi ha portato agli arresti di una personalità di primo piano della compagine sociale: il commercialista Antonio Paladino, socio e consulente della stessa società. La Sigi ha nominato un nuovo cda, l'assemblea dei soci ha confermato la volontà di partecipare alla procedura competitiva. Ma nei giorni scorsi si sono rincorse voci di fuoriuscite dalla compagine sociale. Oggi però «Sigi smentisce categoricamente quanto riportato oggi all'interno di un articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” riguardo all'uscita dalla Spa dell'imprenditore Angelo Maugeri. Una notizia che non corrisponde alla realtà. Maugeri, Ecogruppo Italia e Futura Production sono parte integrante del progetto Sigi». 


Non resta che attendere cosa deciderà di fare il tribunale. ma la strada per salvare il Catania è in salita.