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  • Redazione

Sospensiva dell'ordinanza svuota hotspot, il Pd: «Ora dialogo», Salvini: «Una vergogna»

«Una vergogna» per Salvini, l'occasione per tornare al «dialogo» tra istituzioni per il PD. La sospensiva all'esecutività dell'ordinanza svuota hotspot del presidente della Regione Siciliana alimenta la polemica politica tra centrodestra e centrosinistra.



La Lega è all'attacco. Prima il leader Salvini definisce la vicenda «una vergogna», poi Roberto Calderoli la butta in sostanza sulle norme costituzionali. «Anche se il Tar ha sospeso l'esecutività dell'ordinanza del governatore siciliano Musumeci - dice il senatore leghista - a mio avviso resta la validità amministrativa del provvedimento che riguarda la tutela della salute dei cittadini siciliani, e dei turisti in transito in Sicilia, e non le politiche migratorie. Ma a questo punto se io fossi il governatore Musumeci ricorrerei all'articolo 31 dello statuto della Regione Siciliana». L'articolo 31 prevederebbe la possibilità del presidente della Regione, si utilizzare la polizia di Stato. Ma Calderoli, evidentemente, non ha sentito la risposta che lo stesso Musumeci aveva dato qualche giorno fa a un giornalista che gli chiedeva perché non ricorresse a quell'articolo dello Statuo siciliano, durante la conferenza stampa in cui fu presentata l'ordinanza svuota hotspot.. Perché in pratica è un articolo costituzionalmente superato, mai utilizzato proprio per questo motivo, ha spiegato lo stesso presidente Musumeci.


Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, twitta. Per lei la sospensiva disposta dal Tar significa che «il Governo Pd-M5S abbandona i siciliani e si accanisce contro chi difende i confini e la salute. FdI è al fianco di Musumeci e continuerà a battersi contro la furia immigrazionista della sinistra».


Anche Forza Italia si schiera, anche se con più moderazione. La presidente dei senatori azzurri, Anna Maria Bernini «il Tar accoglie l'istanza e rinvia la decisione al 17 settembre, come se non ci fosse un'emergenza in atto. Intanto gli hot spot siciliani restano stracolmi e da Lampedusa sono in arrivo altri 850 migranti. Con i ricorsi non si risolve nulla, si aggrava solo il problema: servirebbe dialogo con governatori e sindaci, non l'arroganza ideologica».


E proprio al dialogo fanno adesso appello i politici del. PD. Per il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando «la sospensione dell'ordinanza è un'occasione perché si torni a sani e costruttivi momenti di dialogo e collaborazione fra le istituzioni che tutte possono e devono contribuire a garantire prima di tutto la salute e la sicurezza di tutti i cittadini. Si riallacci quindi un proficuo lavoro, senza proclami o provvedimenti di facile impatto mediatico che rischiano però di alimentare paure e intolleranza». Il segretario del PD siciliano, Anthony Barbagallo, riprendendo l'ultima dichiarazione di Musumeci dice che «l'unica battaglia di civiltà che mi sento di consigliargli è quella di abbassare i toni e di smetterla di alimentare lo scontro fra istituzioni. Ha ottenuto il clamore e l'attenzione che voleva, ora però ritorni ad avere un contegno e un rispetto per chi quelle istituzioni rappresenta ad ogni livello».


Scende nell'agone politico anche Azione, il partito di Carlo Calenda. A parlare è Giangiacomo Palazzolo, responsabile nazionale legalità del partito e Sindaco di Cinisi: «Il decreto di sospensione da parte del Tar non sorprende. Non c’è tuttavia da esultare perché mi pare che i problemi restino ancora in campo, mi auguro però che adesso si smetta con la propaganda e si riprenda il filo del confronto e del dialogo tra le istituzioni. Serve che  anche governo nazionale  si dia una svegliata nella gestione di situazioni che stanno diventando pesanti per i siciliani».