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  • Redazione

Sospensiva ordinanza "svuota hotspot", la Regione: «Il Tar poteva sentirci anche informalmente»

Prosegue lo scontro tra la Regione Siciliana e i giudici amministrativi in merito alla sospensiva dell'ordinanza "svuota hotspot" del presidente della Regione decisa dal Tar di Palermo.


«Non risponde al vero quanto dichiarato dall'Ufficio stampa della Giustizia amministrativa», recita un comunicato del portavoce del presidente della Regione. L'ufficio stampa della giustizia amministrativa aveva reso noto che la Regione ha inviato la propria istanza all'indirizzo mail sbagliato e che, quindi, non avendola ricevuto il giudice ha deciso senza sentire la parte.


«Il codice del processo amministrativo - dice adesso la Regione - prevede che per il decreto monocratico il presidente del Tribunale possa sentire le parti, anche informalmente. Nel caso del ricorso notificato alla Regione, proprio perché si tratta di richiesta informale, l'avvocato generale della Regione ha dapprima chiamato il presidente del Tar, che gli ha riferito di non essere a Palermo, e poi ha inoltrato una pec all’indirizzo pubblicato nel sito della Giustizia amministrativa, quando si è appreso che il procedimento sarebbe stato deciso dalla presidente di quella sezione».


«Non si comprende - continua la nota della Regione - la ragione per cui si faccia riferimento, nel comunicato diffuso, a una specifica casella di posta elettronica per la ricezione degli atti, non trattandosi di un procedimento cui il codice del processo amministrativo riconosce formalità, soprattutto se la decisione deve avvenire in poche ore. La realtà è molto più semplice: il decidente ha ritenuto di pronunciarsi inaudita altera parte, scelta che il rito consente, ma che in situazioni come questa avrebbe meritato, a nostro avviso, ben altra sensibilità. Come i fatti di questi giorni stanno inequivocabilmente dimostrando».