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  • Redazione

Sustainable mobility at Covid-19 times, Palermo and Syracuse go ahead, Catania seems still behind



The outcome of the comparison between the three major sicilian cities, Palermo, Syracuse and Catania, has brought out a reality that proceeds at two speeds, and that sees Catania still at the tail end in terms of sustainable mobility. Legambiente's comment: still too little, more courage and farsightedness are needed.


Yesterday afternoon was held the live Facebook organized by Legambiente Sicilia with the collaboration of the Legambiente Catania, led and moderated by the president Viola Sorbello, in which were invited to participate mayors of three of the main urban realities of the Region, Leoluca Orlando, Francesco Italia and Salvo Pogliese, as well as Andrea Poggio, as head of mobility Legambiente Onlus, Edoardo Zanchini, vice president of Legambiente Onlus, and Gianfranco Zanna, president of Legambiente Sicilia.


The meeting, which saw as a great absentee the mayor of Catania Salvo Pogliese, replaced by the councillor for Mobility Giuseppe Arcidiacono, gave the mayors the opportunity to tell the policies put in place by their administrations in the field of sustainable mobility.


In particular, the mayors of Palermo and Syracuse reported that they have long since laid the foundations for the launch of policies aimed at discouraging the use of the car instead of public transport or bicycles and electric scooters. These measures, although unwelcome at first, seem to have been welcomed with a good heart and even solicited by the operators of areas not yet involved in the pedestrian plans.


As the rapporteurs have stated, this has first and foremost been made possible through the constructive, intensive and fruitful involvement of citizens and associations in mobility choices and policies, as well as with the help of the funds that Europe makes available to local authorities. Among the three realities that shared the meeting yesterday, only the cities of Palermo and Syracuse, it should be noted, have proceeded to the drafting and approval of the "PUMS", Urban Plans of Sustainable Mobility.


Precisely on this point, among the others mentioned during the conference, the city of Catania is indeed registering a painful note. In fact, Catania does not appear to have yet equipped itself with the PUMS and, more generally, with a clear vision of the mobility of the future, which is able to convince its citizens to abandon private transport instead of public transport or alternative forms of mobility, such as bicycles or electric scooters.


During the conference, in fact, the Councillor for Mobility of the Municipality of Catania does not seem to have stood the comparison with the other two Sicilian realities. The content of Dr. Arcidiacono's speech does not seem to have met expectations, remaining confined within mere programmatic hypotheses, even stopping only at the planning stage. The "strengths" that the Pogliese administration seems to be focusing on concern, in fact, on the one hand, the construction of large car parks, which, hopefully, should encourage the use of public transport, on the other hand, the promotion of car sharing reintroduced a few days ago thanks to the agreement between AMT and AMAT, which is still a favor towards the car instead of other vehicles with zero emissions.

The policy adopted by the City of Catania, says President Viola Sorbello, is not at all convincing, the city would need to take decisive and convincing positions. In other words, we need to free ourselves from a retrograde mentality, which is doing serious damage to citizens and trade.


To close the speech, Edoardo Zanchini, vice-president of Legambiente Onlus, who, after recalling virtuous realities already present in Italy, among which the city of Pesaro stands out, stressed the need to promote a change of direction by local administrators, to use the PUMS tool, to discourage the use of cars and, above all, to encourage the creation of LTZs and pedestrian areas, thus pushing users to move on foot, by bike, or to use public transport.





(ITA) Mmobilità urbana ai tempi del Covid-19, Palermo e Siracusa vanno avanti, Catania sembra indietro


L’esito del confronto fra le tre grandi città siciliane a confronto Palermo, Siracusa e Catania ha fatto emergere una realtà che procede a due velocità, e che vede il capoluogo etneo ancora fanalino di coda in materia di mobilità sostenibile. Il commento di Legambiente: ancora troppo poco, serve più coraggio e lungimiranza.

Si è svolta ieri pomeriggio la diretta Facebook organizzata dal Legambiente Sicilia con la collaborazione del Circolo Legambiente di Catania,  condotta e moderata dal presidente Avv. Viola Sorbello, alla quale sono stati invitati a partecipare i sindaci Leoluca Orlando, Francesco Italia e Salvo Pogliese, amministratori di tre fra le principali realtà urbane della Regione, nonché Andrea Poggio, quale Responsabile mobilità Legambiente Onlus Modera, Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente Onlus, e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

L’incontro, che ha visto come grande assente il sindaco della città di Catania Salvo Pogliese, sostituito dall’assessore alla mobilità Dott. Giuseppe Arcidiacono, ha dato modo ai sindaci di raccontare le politiche messe in campo dalle rispettive amministrazioni nel campo della mobilità sostenibile. In particolare, i sindaci delle città di Palermo e Siracusa hanno riferito di aver già da tempo posto le basi per l’avvio di politiche volte a disincentivare l’uso dell’automobile in luogo dei mezzi pubblici o delle bici e monopattini elettrici.  Misure che, per quanto poco gradite in una prima fase, sembrano poi essere state accolte di buon cuore e addirittura sollecitate da parte degli esercenti di zone non ancora coinvolte all’interno dei piani di pedonalizzazione.

Tutto ciò è stato anzitutto possibile, come dichiarato dai relatori, per il tramite di un costruttivo, intenso e proficuo coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni all’interno delle scelte e delle politiche della mobilità, nonché attraverso l’aiuto dei fondi che l’Europa mette a disposizione degli enti locali. Fra le tre realtà che hanno condiviso ieri l’incontro, le sole città di Palermo e Siracusa, occorre precisarlo, hanno proceduto alla redazione e approvazione dei cosiddetti “PUMS”, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.

Proprio su questo punto, tra gli altri evocati nel corso della conferenza, la città di Catania registra invero una nota dolente. Il capoluogo etneo non risulta infatti essersi ancora dotato del PUMS, nonché, più in generale, di una chiara visione della mobilità del futuro, che sia in grado di convincere i propri cittadini ad abbandonare il mezzo privato in luogo del trasporto pubblico o di forme alternative di mobilità, quali le bici o i monopattini elettrici.

Nel corso della conferenza infatti, l’Assessore alla mobilità del Comune di Catania non sembra affatto aver retto il confronto con le altre due realtà siciliane. Il contenuto dell’intervento del Dott. Arcidiacono pare non aver soddisfatto le aspettative, restando confinato all’interno di mere ipotesi programmatiche, ferme addirittura alla sola fase progettuale. I punti di “forza” sui quali l’amministrazione Pogliese sembra stia puntando riguardano infatti, da un canto, la realizzazione di grandi parcheggi scambiatori, i quali, si spera, dovrebbero favorire l’uso del trasporto pubblico, dall’altro, sulla incentivazione del car sharing da pochi giorni reintrodotto grazie alla convenzione stipulata tra AMT e AMAT.

La politica adottata dal Comune di Catania, commenta il presidente Viola Sorbello, non convince affatto, la città avrebbe bisogno di prese di posizione decise e convincenti. In altri termini, occorre liberarsi da una mentalità retrograda, che sta facendo un serio danno ai cittadini e al commercio.

A chiudere l’intervento, Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente Onlus, il quale, dopo aver richiamato realtà virtuose già presenti in Italia, tra cui spicca la città di Pesaro, ha posto l’accento sulla necessità di promuovere un cambio di rotta da parte degli amministratori locali, di utilizzare lo strumento del PUMS, di disincentivare l’uso dell’automobile e, soprattutto, di favorire la realizzazione di ZTL e aree pedonali, spingendo così gli utenti a muoversi a piedi, in bici, o ad utilizzare il mezzo di trasporto pubblico.