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  • Olga Scaglione

The giants and the invisible

Matteo is a beautiful and very affectionate child. He is the only child of a special mother and father. Special like Matteo, in his own way. Matteo is eight years old and suffers from Angelman syndrome, a rare and unknown syndrome.



Matteo is still with his mind at three years old, but physically he grows up that is a wonder! Blue eyes, a very sweet smile, a little man. According to the DPCM of 26 April 2020, Article 3, paragraph 2, Matteo is not obliged to use the mask because of its severe disability. We all read that endless DPCM and I also know that children under the age of six and the disabled are not required to wear the mask.


Last Thursday, Matteo’s family was denied access to the IKEA in Catania due to lack of security. Reason? Corporate choice, the Swedish giant is justified. A business choice? The mom, who I know personally, and I can assure you that she’s a super mom, stunned, records a live feed on Facebook explaining what happened. And here is added, in addition to the damage, even the mockery. After only 8 minutes from live, the FB profile of Manuela Cirvilleri is blocked and the video removed from the social. Two giants, Facebook and Ikea, felt threatened by a special family.


Knowing Manuela, I trembled at the idea of what would happen. Yes, because the super mom is a smart girl who doesn’t let anything stop her for the sake of Matthew and all the children affected by disability. She, alone, founded Comunicare e' Vita the association that makes known the Angelman syndrome on the territory. In fact…

La Repubblica has dedicated an article like other online newspapers and “Le Iene” have asked an interview to shed light on the episode. Ikea’s apology came in, and Facebook returned her profile.

But I wonder, what if instead of a mother warrior there was a mother with less strength, what would have happened? And who compensates Manuela for the anger taken and the sense of impotence?



(ITA) Il colosso e gli invisibili


Matteo è un bambino bellissimo e molto affettuoso. E’ l’unico figlio di una mamma ed un papà speciali. Speciali come è speciale Matteo, a modo suo. Matteo ha otto anni ed è affetto dalla Sindrome di Angelman, una sindrome rara e sconosciuta ai più.


Matteo è fermo con la mente a tre anni, fisicamente invece cresce che è una meraviglia! Occhi azzurri, un sorriso dolcissimo, un piccolo ometto.

Ai sensi del DPCM del 26 aprile 2020, articolo 3 comma 2, Matteo non è obbligato all’uso della mascherina a causa della sua grave disabilità . Tutti abbiamo letto quell’interminabile DPCM e pure io so che i bimbi di età inferiore a sei anni ed i disabili non sono tenuti ad indossare la mascherina.

Giovedì scorso alla famiglia di Matteo è stato impedito l’accesso all’Ikea di Catania proprio per mancanza del dispositivo di sicurezza. Motivo? Scelta aziendale, si giustifica il colosso Svedese. Ma come scelta aziendale? La mamma, che conosco personalmente e vi posso assicurare che è una super mamma, sbigottita registra una diretta su Facebook spiegando l’accaduto. E qui si aggiunge, oltre al danno, anche la beffa.

Dopo soli 8 minuti dalla diretta, il profilo FB di Manuela Cirvilleri viene bloccato ed il video rimosso dal social. Due colossi, Facebook ed Ikea, si sono sentiti minacciati da una famiglia speciale.

Conoscendo Manuela, io ho tremato all’idea di cosa sarebbe successo. Sì perchè la super mamma è una ragazza in gamba che non si fa fermare da nulla per il bene di Matteo e di tutti i bimbi affetti da disabilità. Lei, da sola, ha fondato Comunicare è Vita l’associazione che fa conoscere la Sindrome di Angelman sul territorio. Infatti…


La Repubblica le ha dedicato un articolo così come altre testate on line e le Iene le hanno chiesto un’intervista per fare luce sull’episodio.

Sono arrivate le scuse di Ikea e Facebook le ha restituito il profilo.

Ma io mi chiedo, e se al posto di una mamma guerriera ci fosse stata una mamma con meno forza, cosa sarebbe successo?

E chi risarcisce Manuela per l’arrabbiatura presa ed il senso di impotenza?