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The mines of Devil’s Gold

Parks and museums along the route of the ancient sulphur industry


There is a landscape within Sicily, far from the luminous charms of the coasts and orange groves, where yellow dominates the horizon – that of wheat, sulphur and that blinding sun that reverberates over a land that smells like fire. Here, after an industrial period lasting over two centuries, everything has returned to the ancient work of the fields, atavistic vocation of this part of the island. Of the hundreds of sulphur mines that populated the centre of the island, there remain only a few small jewels of industrial archaeology. These structures are testimony to the dark struggle and the invisible tragedy that took place in the bowels of the earth. In these places an almost surreal silence reigns today, however they were once swarming with the frantic life of men of all ages who worked with what was called “the Devil’s Gold”. Unfortunately, much remains to be done for the recovery of these sites, although there is a truly charming road that you could try to take.


THE FLORISTELLA GROTTACALDA PARK The most significant settlement to visit in the province of Enna is the Floristella Grottacalda mining park. This vast complex provides a real “strata-graph” of the different eras and techniques of sulphur extraction and fusion. The calcarones, descents, “castelletti”, vertical wells and Gill ovens are still clearly visible. These artefacts appear dramatically evocative when compared to the luxurious residence of the Pennisi family that dominates the area. Here you can take advantage of special audiovisual guides on tablets that guide you along the route with the help of GPS.


THE TALLARITY TRABIA COMPLEX Equally interesting is the mining complex of Trabia Tallarita, the largest of the Nisseno territory. It is located at the centre of the chalky-sulphurous plateau between Riesi and Sommatino in a truly beautiful natural setting. Here, the presence of the 3000 miners meant that a small village was born, annexed to the mining plants with a carabinieri station, a chapel, the post offices and food shops and accommodation for employees and their families. The museum offers the opportunity to reach the bowels of the earth through a simulation of the descent in the mine, in the dark, inside the “cage-elevator”, while also learning about the power plant, with Nuvolari experiments (the uncle of the automotive champion), and the imposing Tosi engine, the same as the one installed on the Titanic and, with a little luck, you might have the same former miners as exceptional guides.


THE MONTEDORO SULPHUR MINE MUSUEM In order to make the journey in reverse, that is from the bowels of the earth to the stars, like in “Ciaula discovers the moon”, we must visit Montedoro. Here, at the top of Mount Ottavio, an educational-scientific park brings together the Museo della Zolfara [Sulphur Mine Musuem] with the astronomical observatory and the planetarium. The museum was built on the testimonies collected by the writer and photographer Hamilton Caico in his work “Sicilian ways and days” of 1910, and is additionally enhanced by reconstructions by the sculpture Roberto Vanadia, who has artistically reproduced the working environment and the life of miners. A visit to the mines also coincides with places of great naturalistic interest, such as the “Gabbara” in San Cataldo, a protected area since 1992. In August, the area hosts the Camp Fest Gabbara, an important music event.


THE MINERALOGICAL MUSEUM OF CALTANISSETTA If you would like to see what is called the “family album of the Earth”, you must visit the Mineralogical Museum of Caltanissetta, where there are over five thousand minerals from all over the world. The museum also houses a precious meteorite – a gift from the emperor of Ethiopia. The Museum tells the story of the unique history of Caltanissetta as the world capital of sulphur between the nineteenth and twentieth centuries, and still today every year in September it hosts the “Exchange Market of minerals and fossils”.


A FLOWER FOR THE CARUSI CEMETERY Last but not least, in order to honour the history of the workers in these mines, we can bring a flower to the Carusi Cemetery, located just outside Caltanissetta. The Cemetery was built after the tragedy of Gessolungo on November 12th, 1881. Among the victims there were also 19 “carusi” (children between the ages of 6 and 14), of which nine were nameless. Those small crosses create this symbolic place of the memory for all those who died in the mines, victims of industrialization that has deceived and then later deluded generations of Sicilians.


Ivan Nicosia (guida turistica, socio ARGS)





Le miniere dell’Oro del Diavolo


Tra parchi e musei sulla rotta dell’antica industria dello zolfo


C’è un paesaggio all’interno della Sicilia, lontano dagli incanti luminosi delle coste e degli aranceti, dove predomina il giallo: quello del grano, dello zolfo e di quel sole accecante che riverbera sopra una terra che odora di fuoco. Qui, dopo una parentesi industriale durata oltre due secoli, tutto è tornato all’antico lavoro dei campi, atavica vocazione di questa terra. Delle centinaia di miniere di zolfo che popolavano il centro dell’isola rimangono solo alcuni piccoli gioielli di archeologia industriale. Strutture che testimoniano l’oscura lotta e l’invisibile tragedia che si svolgeva nelle viscere della terra. Oggi in questi luoghi regna un silenzio quasi irreale, ma un tempo brulicavano della affannosa vita di uomini d’ogni età che lavoravano con quello che veniva definito “l’oro del Diavolo”. Purtroppo ancora tanto resta da fare per il recupero di questi siti, ma un possibile itinerario di sicuro fascino si può tentare.


IL PARCO DI FLORISTELLA GROTTACALDA L’insediamento più significativo da visitare in provincia di Enna è il parco minerario Floristella Grottacalda. Il vasto complesso estrattivo fornisce una vera e propria “stratigrafia” delle diverse epoche e delle tecniche d’estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora ben visibili sono i calcaroni, le discenderie, i castelletti, gli impianti dei pozzi verticali, i forni Gill. Queste testimonianze appaiano drammaticamente evocative se messe a confronto con la lussuosa residenza della famiglia Pennisi che domina la zona. Qui si può usufruire di apposite guide audiovisive su tablet che guidano lungo il percorso, attraverso il supporto di una mappa GPS.


IL COMPLESSO DI TRABIA TALLARITA Altrettanto interessante è il complesso minerario di Trabia Tallarita, il più esteso del territorio nisseno. Si trova al centro dell’altopiano gessoso-solfifero tra Riesi e Sommatino in un contesto naturale di grande bellezza. Qui la presenza dei 3000 minatori fece sì che nascesse un piccolo villaggio annesso agli impianti con una stazione dei carabinieri, una cappella, gli uffici delle poste e spacci alimentari e alloggi per i dipendenti e le loro famiglie. Il museo offre l’opportunità di raggiungere le viscere della terra attraverso una simulazione della discesa in miniera, al buio, dentro la “gabbia-ascensore” e di conoscere la centrale elettrica, con esperimenti di Nuvolari (zio del campione automobilistico), e dell’imponente motore Tosi gemello di quello montato sul Titanic e, con un po’ di fortuna può capitare di avere come guide d’eccezione gli stessi ex minatori.


IL MUSEO DELLA ZOLFARA DI MONTEDORO Per fare il viaggio all’inverso, ossia dalle viscere della terra alle stelle, come in “Ciaula scopre la luna”, bisogna visitare Montedoro. Qui, in cima al Monte Ottavio, un parco didattico-scientifico mette insieme il Museo della Zolfara con l’osservatorio astronomico ed il planetario. Il museo è stato costruito sulle testimonianze raccolte dalla scrittrice e fotografa Hamilton Caico nella sua opera “Sicilian ways and days” del 1910, ed è arricchito da ricostruzioni dello sculture Roberto Vanadia che artisticamente ha riprodotto l’ambiente di lavoro e la vita dei minatori. La visita delle miniere coincide anche con luoghi di grande interesse naturalistico, come la “Gabbara” a San Cataldo, area protetta dal 1992. Ad agosto l’area ospita il Camp Fest Gabbara, una importante manifestazione musicale.


IL MUSEO MINERALOGICO DI CALTANISSETTA Se si vuole vedere quello che viene definito l’album di famiglia della Terra, bisogna visitare il Museo Mineralogico di Caltanissetta, dove si trovano oltre cinquemila minerali provenienti da tutto il mondo. Il Museo ospita anche un prezioso meteorite: un dono dell’imperatore di Etiopia. Il Museo narra la singolare storia di Caltanissetta come capitale mondiale dello zolfo tra i secoli XIX e XX, e ancora oggi ogni anno a settembre ospita la trentennale Borsa dello scambio del minerale e del fossile.


UN FIORE AL CIMITERO DEI CARUSI Infine, per onorare la storia di tutti i lavoratori delle miniere, è d’obbligo andare a portare un fiore al Cimitero dei Carusi, che si trova poco fuori Caltanissetta. Il Cimitero è sorto dopo la tragedia di Gessolungo avvenuta il 12 novembre del 1881. Tra le vittime si contarono anche 19 “carusi” (bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni), di cui nove rimasti senza nome. Con tutte quelle piccole croci è il luogo simbolo della memoria di tutti i morti nelle miniere, vittime dell’industrializzazione che ha illuso e poi deluso generazioni di siciliani.


Ivan Nicosia (guida turistica, socio ARGS)