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  • Gianluca Reale

The "ultimatum" by Lega that wants to get in government team. «Not to waste time»


Lega, the party of Matteo Salvini, loses a few pieces in the Regional Assembly, but does not let go of joining the government team. Giovanni Bulla's farewell to Lega group at Sicilian Regional Assembly - interpreted by many as a sign of weakness that would cause the postponement of the planned reshuffle in the regional government team - triggers the reaction of Lega group leader in Regional Assembly, Antonio Catalfmamo. Who launches a sort of "ultimatum", confirming the iron will to count more and to get in the government.

«If anyone, even among the members of the majority, thinks that Lega is measured by the composition of its parliamentary group, it is very wrong. Lega - Catalfamo says - is and remains largely the first center-right party in our country and in our region and, above all, a party that also within the coalition marks a real turning point for methods and objectives».

So the warning. «If instead of taking note of it and taking the consequent steps - says Catalfamo - someone has only the desire to prevaricate and waste time, we will take note of it by drawing the due political consequences». What the consequences will not be said. Passing to the opposition? It doesn't seem plausible.


For Catalfamo, however, «the logic that shapes the dialogue with the other forces that contributed to the election of President Musumeci, also in view of our possible direct involvement in the government board, is the same: for us the facts and the administrative measures count , as well as the concrete ideas that everyone can bring to give new impetus to the action of the Government in this delicate phase of the life of our Region and our Country».


The message is clear, but it is also a fact that the parliamentary group of Lega at the Regional Assembly, in addition to Bulla's farewell who returned to the UDC as the prodigal son, also sees Marianna Caronia hanging in the balance. The reshuffle issue is delicate. Lega has asked to have the seat of the Councilor for Agriculture. The farming and forestry world has rebelled against this hypothesis, with many messages not to remove the current councilor, Edy Bandiera, moderate exponent of Forza Italia. Among the regional leaders of Matteo Salvini's party is the awareness «thay don't want us at Agriculture, but we certainly can't go to the Cultural heritage», someone whispers. This is where the game is played. The Cultural Heritage has a basic electorate that has no feeling with Lega. Agriculture is an important department, and if it is not, it will have to be another one of equal weight.


A complex issue for President Musumeci. Also for the "wall" erected by the president of the Regional Assembly, Gianfranco Micciché. Forza Italia, which could have been the party to be sacrificed, disagrees, of course. Micciché says that if there must be a "reshuffle" then the government has to reset everything and start again. The President of the Region takes time. But he has Lega with his breath on his neck.


(ITA) il "caso" Lega, che vuole entrare nel governo regionale. «Non si perda tempo»


La Lega perde qualche pezzo in Assemblea regionale, ma non molla la presa per entrare a far parte della squadra di governo. L’addio di Giovanni Bulla al gruppo leghista all’Ars, da molti interpretato come un segno di debolezza che farebbe slittare il previsto rimpasto in giunta di governo, fa scattare la reazione del capo gruppo leghista, Antonio Catalfmamo. Che lancia ammonimenti, confermando la ferrea volontà di contare di più. «Se qualcuno, anche fra i componenti della maggioranza, pensa che la Lega si misuri in base alla composizione del suo Gruppo parlamentare, si sbaglia di grosso. La Lega – dice Catalfamo - è e resta ampiamente il primo partito del centrodestra nel nostro paese e nella nostra Regione e, soprattutto, un partito che anche all'interno della coalizione segna per metodi e obiettivi un vero punto di svolta». Quindi l’ammonimento. «Se invece di prenderne atto e compiere i passi conseguenti – dice Catalfamo - da parte di qualcuno vi fosse solo la voglia di tergiversare e perdere tempo, ne prenderemo atto traendone le dovute conseguenze politiche». Quali saranno le conseguenze non è detto. Passaggio all’opposizione? Non sembra plausibile.


Per Catalfamo, però, «la logica che impronta il dialogo con le altre forze che hanno contribuito all'elezione del Presidente Musumeci, anche in vista di eventuale nostro coinvolgimento diretto nella Giunta, è la stessa: per noi contano i fatti, i provvedimenti amministrativi, le idee concrete che ciascuno può portare per dare nuovo slancio all'azione del Governo in questa delicatissima fase della vita della nostra Regione e del nostro Paese». Il messaggio è chiaro, ma è anche un fatto che il gruppo parlamentare all’Assemblea regionale, oltre all’addio di Bulla che è rientrato nell’Udc come il figliol prodigo, vede in bilico anche Marianna Caronia. La questione del rimpasto è delicata. La Lega ha chiesto di avere la poltrona dell’assessore all’Agricoltura. Il mondo agricolo e dei forestali si è ribellato a questa ipotesi, con tantissimi messaggi per non rimuovere l’attuale assessore, Edy Bandiera, moderato di Forza Italia. Tra i vertici regionali del partito di Matteo Salvini c’è la consapevolezza «che all’Agricoltura non ci vogliono, ma certo non possiamo andare ai Beni Culturali», sussurra qualcuno. E qui che si gioca la partita. I Beni Culturali hanno un elettorato di fondo che con la Lega non ha proprio feeling. L’Agricoltura è un assessorato importante, e se non sarà quello dovrà essere un altro di altrettanto peso.


Una questione complessa per il presidente Musumeci. Anche per il “muro” innalzato dal presidente dell’Assemblea regionale, Gianfranco Micciché. Forza Italia, che avrebbe potuto essere il partito da sacrificare, non ci sta. Micciché dice che se rimpasto ci deve essere allora si deve azzerare tutto e ricominciare daccapo. Il presidente della Regione prende tempo. Ma ha la Lega col fiato sul collo

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